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Cannella “La cultura è un asset strategico e di riscatto sociale”

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ROMA (ITALPRESS) – “La cultura è fondamentale in tutte le sue declinazioni” ed “è un asset strategico sul quale occorre investire sempre”, oltre a essere “uno strumento di riqualificazione architettonica e sociale dei luoghi e degli ambienti meno fortunati. E’ un importantissimo volàno di sviluppo e di miglioramento delle condizioni delle periferie”. E’ la visione di Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura e autore del libro “La cultura di destra non esiste”, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “L’obiettivo non è contrapporre un’egemonia culturale di sinistra a un’egemonia culturale di destra, ma portare all’attenzione generale una cultura aperta, libera, pluralista, come in realtà dovrebbe essere e come, purtroppo, non sempre è. Purtroppo siamo ancora indietro, passi in avanti se ne sono fatti” ma “ce ne sono ancora da fare”. Questo libro “non è un’invettiva contro la cultura di sinistra”, ma “intende sottolineare il fatto che dal ’45 in poi si è insediato un sistema culturale che, sulla base di una non motivata superiorità morale, ha stabilito cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato e, soprattutto, cosa fosse culturalmente valido e cosa non lo fosse”, ricorda. In questo discorso rientra anche “il piano Olivetti per la cultura, un piano mirato soprattutto alla valorizzazione dei giovani, alla diffusione della cultura nelle aree più periferiche, le aree più complesse, quelle dove magari esiste un numero minore di strutture capace di valorizzare l’attività giovanile”, continua Cannella. “E’ un impegno nel quale il ministero è assolutamente dedicato e mira a produrre una nuova classe dirigente culturalmente consapevole, che possa esportare il genio italiano ed essere alfiere della cultura italiana nel mondo”. Un altro impegno del Mic è “recuperare e per mettere in mostra opere di autori italiani che sono all’estero, anche con prestiti temporanei”. Il sottosegretario ha ricordato “l’attività del Ministro Giuli, che ha garantito il ritorno di un altro importante Antonello da Messina in Italia” e ha sottolineato che “bisogna in questo senso lavorare sempre di più”. Tra i dossier a cui sta lavorando il ministero c’è anche quello del codice dello spettacoli. “Stiamo dando un input affinchè si arrivi rapidamente all’approvazione: è già un fatto concreto, nel senso che il tema è già sul tavolo. E’ già previsto in bozza un incremento delle risorse per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche”, ricorda Cannella. Il suo obiettivo è “esportare a Roma il ‘modello Palermò, un modello di concertazione, di ascolto e di condivisione dei programmi. Considero il confronto fondamentale, per questo ho chiesto subito di poter incontrare la Cgil”. Tra i prossimi appuntamenti culturali di rilievo, Cannella ricorda “Millennium 2027”, gli eventi che festeggeranno i mille anni dal regno dei Normanni in tutta Europa. “Sarà un’occasione importante non soltanto per ricordare le nostre radici, ma anche per declinare nella contemporaneità la visione dei Normanni, un confronto positivo con le culture che trovarono e i luoghi che andarono a governare”. Senza dimenticare quello che è stato per Palermo il ‘fattore Santa Rosalià. Alla festa del 14 luglio “sono particolarmente affezionato”, prosegue Cannella.
“Quando all’epoca mi insediai come assessore, il sindaco mi disse che si sarebbe celebrato il 400esimo anniversario del ritrovamento delle spoglie mortali di Santa Rosalia, un evento importantissimo non soltanto per i palermitani, ma per tutti gli studiosi. Fu un evento di caratura internazionale con oltre 450 mila persone: da lì è nato anche un percorso di mostre in giro per il mondo, è stata un operazione culturale importante” che ha sancito “il cambio di paradigma comunicativo di Palermo” che “è diventata la città di Santa Rosalia”, conclude il sottosegretario.
(ITALPRESS).

– foto: Italpress –

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La Spagna piega la Francia 2-0 e vola in finale ai Mondiali

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DALLAS (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Spagna è la prima finalista dei Mondiali. Non c’è storia a Dallas, dove le Furie Rosse stendono per 2-0 una Francia, in versione opaca. Decisivi il rigore siglato da Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio di Pedro Porro nella ripresa, che riportano la selezione iberica all’ultimo atto della competizione per la prima volta dal 2010, quando aveva poi conquistato la coppa.
Ritmi bassi in avvio di gara, con la Spagna a mantenere il possesso senza però rendersi troppo pericolosa, con alcuni cross inoffensivi per Maignan e compagni. Alla prima sbavatura, però, le furie rosse ne approfittano. Lamine Yamal si getta verso un pallone vagante sul lato destro dell’area, Digne commette un’ingenuità e colpisce il giovane del Barcellona: Barton indica senza dubbi il dischetto. Dagli undici metri si presenta Oyarzabal, che batte il portiere avversario. I Bleus accusano il colpo, mentre la Spagna prova a colpire ancora sull’onda dell’entusiasmo. Al 38′ azione rapida e spettacolare degli uomini di de la Fuente, che si conclude con la deviazione provvidenziale in area di Upamecano. Si va all’intervallo sul risultato di 0-1.
Due i cambi di Deschamps nei primi minuti della ripresa. Gli iberici, però, cominciano in avanti anche il secondo tempo, raddoppiando al 58′ dopo alcuni tentativi. Porro sfonda accentrandosi dalla destra, scambia con Olmo e trafigge Maignan con un gran destro per il raddoppio spagnolo. Poco dopo, Yamal insacca dopo una giocata di classe in area, mettendo a sedere un difensore avversario e superando Maignan; si alza però la bandierina del guardalinee per un leggerissimo fuorigioco del classe 2007. La Francia prova a reagire, ma manca di cinismo in più occasioni come all’81’, quando Douè raccoglie un pallone a 20 metri dalla porta, dopo un’uscita fuori area di Unai Simon su Mbappè, calciando però sul portiere avversario. Il forcing dei Bleus nel finale serve a poco: la Spagna vola in finale, dove attende la vincitrice di Inghilterra-Argentina. Per i transalpini la finalina per il terzo posto come magra consolazione.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, una docente italiana a Qingdao tra insegnamento e dialogo interculturale

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JINAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – In un’aula del liceo artistico n.6 di Qingdao, l’insegnante di italiano Valeria Pannozzo spiega a un gruppo di adolescenti cinesi uno degli aspetti più complessi della grammatica italiana, il congiuntivo.

Il legame di Pannozzo con la Cina è iniziato anni prima che diventasse insegnante, quando nel 2014 arrivò a Pechino per studiare la cultura cinese. Nove anni dopo, è entrata nella scuola media di Qingdao come insegnante di italiano. La scuola ha stretto partnership con diverse importanti accademie d’arte italiane, dove centinaia dei suoi diplomati hanno proseguito gli studi.

Ben presto si è accorta che i suoi studenti cinesi iniziano a pianificare il proprio futuro con largo anticipo. Huang Liyin, studentessa dell’ultimo anno, si sta preparando a presentare domanda per il corso di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Per realizzare il modello scenico in miniatura richiesto per il suo portfolio, ha trascorso tre settimane ad assemblarlo nel tempo libero.

“Raramente riuscivo a farlo bene al primo tentativo”, ha affermato Huang, “ma ogni correzione mi ha aiutata a comprendere meglio la scenografia e mi ha dato maggiore fiducia sulla carriera che voglio intraprendere”.

La sua determinazione riflette una tendenza più ampia tra gli studenti cinesi, che oggi godono di opzioni formative e professionali sempre più diversificate, mentre il Paese continua ad approfondire la riforma dell’istruzione e ad ampliare gli scambi internazionali durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale.

In questo contesto, Pannozzo integra il suo lavoro quotidiano con l’impegno di ampliare gli orizzonti globali dei suoi studenti. “Cerco innanzitutto di presentare la lingua italiana come uno strumento per conoscere un altro modo di vedere il mondo”, ha affermato. “Il mio obiettivo non è solo insegnare una lingua, ma aiutarli a dialogare con culture diverse”.
Questi scambi hanno anche spinto Pannozzo a riflettere su ciò che i due Paesi possono imparare l’uno dall’altro nel campo dell’istruzione.

“Ogni Paese ha sviluppato punti di forza diversi, legati alla propria storia, alla propria cultura e alle proprie esigenze sociali”, ha dichiarato. “L’Italia può condividere la propria esperienza nella valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e creativo, mentre la Cina offre esempi molto interessanti in termini di organizzazione, sviluppo tecnologico e capacità di realizzare progetti su larga scala”.

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Attualmente, oltre a insegnare al liceo artistico n.6, Pannozzo continua a dedicarsi a progetti culturali, artistici e di scambio tra Italia e Cina. “Gli studenti qui sono dinamici”, ha dichiarato. “Hanno un forte senso della propria cultura, pur restando curiosi verso il nuovo”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Legge elettorale, Meloni “Ha vinto la palude, serve una riflessione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”. Lo scrive su facebook la premier Giorgia Meloni che aggiunge: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.
P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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