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Conte “In Italia disastro economico e sociale, ma Meloni fabbrica solo nemici”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ma lei si rende conto che invece di commentare i dati sull’esplosione della cassa integrazione o sull’inchiesta di Milano su Glovo, Giorgia Meloni parla di Andrea Pucci a Sanremo?”. Così nel corso di una conversazione con La Stampa il leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, secondo cui la premier “ha rinunciato da tempo a risolvere i problemi del paese e a fare la Presidente di tutti. Ormai ha abbracciato la logica faziosa del ‘con me o contro di mè”. “Un modo di fare il premier o-sce-no”, sottolinea Conte, che aggiunge: “Ma davvero la politica vuole perdere tempo a discutere sul comico che andrà a Sanremo? La verità è che siamo di fronte a uno schema consolidato: questo è uno strumento di distrazione di massa per evitare di affrontare i problemi reali del Paese, sempre più gravi. E anche per svicolare rispetto alla figuraccia del giorno prima in Rai”. “L’altro giorno – spiega, facendo riferimento al caso Pretecca – abbiamo assistito a una telecronaca imbarazzante, durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Una figuraccia in mondovisione, figlia di una gestione del servizio pubblico che premia la fedeltà invece del merito. E su cui nessuno si è assunto una responsabilità”.
Eppure ci sono vicende come quella dei rider sfruttati: “Qui stiamo parlando di caporalato, paghe a cottimo, il tutto sotto la soglia di povertà per 40 mila lavoratori. E’ inaccettabile che si debba attendere la magistratura per far luce su uno scandalo che il governo non ha voluto vedere, sin da quando abbiamo proposto il salario minimo e sollevato il tema di contratti collettivi realmente rappresentativi. Che riconoscano diritti e tutele al rialzo e non al ribasso. Questa si chiama schiavitù”. “Durante i miei governi – ricorda Conte – abbiamo introdotto una delle prime normative europee per riconoscere i diritti ai rider. Col decreto del primo maggio 2023 Meloni ha invece introdotto un passo indietro alleggerendo gli obblighi di trasparenza per le imprese – anche internazionali, a proposito di sovranismo – che usano algoritmi. Ovvero: meno diritti, più zone grigie, meno sicurezza”. All’obiezione che abbiamo i salari più bassi d’Europa da almeno quindici anni, risponde: “Negli ultimi anni però i salari reali sono sprofondati in rapporto all’inflazione. Anticipo l’obiezione: le misure sul cuneo e sulla detassazione degli straordinari sono del tutto insufficienti, anche rispetto al carovita, carobollette e aumento degli affitti”. “Il salario minimo stabilito per legge in Europa è diffusissimo – aggiunge -. Ma Meloni per accontentare le multinazionali come Glovo e tanti padroncini, ad esempio, della vigilanza privata che sono elettoralmente con loro, ha schiaffeggiato quasi quattro milioni di lavoratori sottopagati. Va però completato il ragionamento con una parola che è il grande fallimento di questo governo: crescita”. “La produzione industriale – dice Conte – ha registrato meno 2,5 nel 2023, meno 3,5 nel 2024, e oggi abbiamo un boom delle aziende italiane in liquidazione, buona parte delle quali finiscono in mano alle aziende straniere, da Ita Airways alla Germania, alla Rete Tim agli Stati Uniti, a IP agli azeri. In quattro anni non c’è stato uno straccio di piano industriale. Solo tagli su scuola, sanità, istruzione”. Ed alla domanda su cosa farebbe, risponde: “Innanzitutto non avrei ceduto su un patto di Stabilità che strozza l’Italia e avrei messo in campo una politica di investimenti, non di tagli, su manifattura, istruzione, ricerca. Poi i soldi del riarmo li avrei messi sulla sanità. E avrei lavorato per un reale alleggerimento della tassazione per le fasce più deboli. Invece siamo di fronte a un disastro economico, industriale e sociale che si allarga sempre più”. “La propaganda – aggiunge il leader 5 stelle – non è banale: di fronte alla crescente delusione nel Paese per le promesse tradite, polarizzano lo scontro, serrano i propri ranghi cercando quotidianamente nemici da sbertucciare e denigrare. Questo è possibile grazie al controllo diretto e indiretto di buona parte del sistema mediatico”. All’osservazione che nessuno ha mai vinto le elezioni grazie ai telegiornali, replica. “Oltre a quelli c’è l’intera programmazione del servizio pubblico, di Mediaset e di numerosi giornali. E adesso stanno concentrando gli sforzi per acquisire new media e nuove testate. Una concentrazione che non c’è stata neppure ai tempi di Berlusconi. Il che è tutto dire”. E alla domanda se ritiene che ci sia una emergenza democratica sull’informazione, risponde: “Uso con parsimonia questa espressione, ma la risposta è ‘sì’. Più il governo è in difficoltà con la realtà, più la ricerca del nemico e del capro espiatorio diventa ossessiva. Meloni si sta preparando a una campagna elettorale dove, non potendo dire ‘ho fatto questò, mette in campo il racconto ‘colpa di chi me lo ha impeditò. E fabbrica nemici: sinistra, giudici, Corte dei Conti, autorità di vigilanza”. “Con le altre forze di opposizione – sottolinea – abbiamo trovato molti terreni di convergenza. Da ultimo, e lo considero molto importante, con una mozione sulla sicurezza, altro fallimento del governo Meloni”. “Quella mozione – aggiunge – è un pilastro del futuro programma. Concreto e non ideologico. Sia nell’approccio, perchè si dice che la sicurezza non è nè di destra nè di sinistra, sia come proposta di governo che riguarda tutti. Sono molto fiducioso: più andiamo avanti e più stiamo affinando un serio progetto di governo”.
Alla domanda se pensa come Landini che con i decreti sicurezza si introduce uno Stato di Polizia, risponde: “Penso che il tentativo originario fosse quello, ma il vaglio di costituzionalità del Quirinale ha limitato i danni. Il punto è che non si fa sicurezza con nuovi reati, come accaduto dai rave a Cutro, buoni solo per gasare la curva. E infatti i rave si fanno lo stesso, solo che sono aumentati scippi, rapine, furti, e quindi l’insicurezza dei cittadini. Anche qui c’è un tema di racconto e realtà”. “Quando erano all’opposizione chiedevano conto, sulla sicurezza, al governo di turno. Ora – commenta – è colpa dei giudici che, a loro dire, non ‘remano dalla stessa parte del governò. Ma i giudici devono applicare la legge, che è uguale per tutti, anche per loro che governano”. Il referendum “stanno facendo tutto loro per politicizzarlo. E ben vengano. Forse vogliono fuggire dal merito. Giulia Bongiorno ha detto che solo un ignorante può sostenere che questa riforma migliora tempi ed efficienza della giustizia. Vero. Peccato che lo ha detto Giorgia Meloni al Tg1 davanti a milioni di italiani”. Se perde “il segnale politico sarebbe molto forte. Si ritroverebbero senza nessuna riforma in mano dopo quattro anni di governo e un Paese che rotola sempre più in basso”.
– foto Ipa Agency –
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Terrorismo, arrestato a Brescia un giovane di origine egiziana

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BRESCIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Brescia ha notificato un‘ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un giovane di origine egiziana in quanto ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale. Il soggetto è noto in quanto le DIGOS di Brescia e Bergamo, il 4 ottobre 2024, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, avevano eseguito a suo carico una misura di custodia cautelare in carcere per il delitto di apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo commesso attraverso una molteplicità di condotte, volte a propagandare ed esaltare le attività dell’Islamic State.

L’attività investigativa condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS e dalle D.I.G.O.S. di Brescia e Bergamo traeva origine da informazioni ricevute dall’A.I.S.E., che consentivano agli investigatori di eseguire mirati approfondimenti nei confronti dell’indagato che dimostrava uno spiccato attivismo su diversi social e su taluni network virtuali giovanili, manifestando interesse per tematiche jihadiste. In particolare, grazie alle evidenze investigative, si era rilevato come il giovane si fosse costantemente impegnato nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio.

Dalle evidenze investigative era emersa la volontà dell’indagato di passare all’azione, ponendo in essere condotte violente contro i Kuffar, gli “infedeli”, in quanto cristiani. In particolare, era stata ricostruita l’attività preparatoria finalizzata a colpire i fedeli cristiani frequentatori di una chiesa al centro di Bergamo.

Per tali fatti, il giovane è stato condannato in primo grado per aver fatto apologia di delitti con finalità di terrorismo, attraverso una molteplicità di iniziative, volte a propagandare ed esaltare le attività dello Stato islamico e la Jihad. Parallelamente, sono proseguite le indagini per ricostruire il circuito relazionale dell’indagato.

Le nuove indagini della DIGOS di Brescia e la puntuale analisi della copia forense dei dispositivi sequestrati all’indagato nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria hanno disvelato come il giovane non fosse un semplice “lupo solitario”, operando in sinergia con altri soggetti e coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni e condivise. Nello specifico, si è accertata l’esistenza del gruppo su sistemi di messaggistica istantanea “I Pericolosi d’Egitto” e di una correlata associazione terroristica.

In ragione delle nuove evidenze emerse nel corso delle indagini, la Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia ha richiesto al Gip, l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, in quanto partecipe all’associazione terroristica di matrice islamica denominata “Islamic State Khorasan Province (ISKP)” di stampo jihadista. Le indagini hanno consentito di riscontrare, infatti, come l’indagato, quale partecipe del gruppo “I pericolosi d’Egitto”, pianificasse attentati terroristici, prendendo di mira Stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, e provvedesse al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condividendo video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.

-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
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Iran, Piantedosi “Rischio radicalizzazione e conseguenze su ordine pubblico”

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BOLOGNA (ITALPRESS) – “Al momento no, però ogni qualvolta viviamo situazioni di carattere internazionale di questo tipo dobbiamo sempre porci il problema del rafforzamento delle migliaia di obiettivi sensibili che sono sparse sul territorio nazionale. Questo l’abbiamo fatto”. Così il il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine di un’iniziativa della Lega a Bologna, risponde a una domanda su una possibile recrudescenza del terrorismo a causa del conflitto in Iran.
“Mi auguro che il conflitto finisca al più presto, per una cosa positiva in sè e anche perchè abbiamo la riprova che, ogni qualvolta questi conflitti si protraggono nel tempo, tendono a creare riflessi sull’opinione pubblica, fenomeni di radicalizzazione, gruppi antagonistici che imbracciano l’una o l’altra causa. Tutto questo si traduce poi in difficoltà a gestire manifestazioni pubbliche e l’ordine pubblico”.

– Foto IPA Agency –

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Cina, viaggi interni a livelli record nel 2025

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I viaggi interni in Cina hanno raggiunto livelli record sia nel 2025 sia durante le vacanze per la Festa di primavera del 2026. Lo ha dichiarato sabato il ministro della Cultura e del Turismo Sun Yeli.

Durante i nove giorni di vacanza per la Festa di primavera dal 15 al 23 febbraio, nel Paese sono stati registrati 596 milioni di viaggi interni, con la spesa turistica che ha superato gli 800 miliardi di yuan (circa 115,93 miliardi di dollari Usa), entrambi nuovi record, ha detto Sun in una conferenza stampa a margine della sessione legislativa nazionale annuale.

Nell’intero 2025, i viaggi interni dei residenti cinesi hanno superato i 6,5 miliardi, in aumento di oltre il 16% su base annua, con la spesa turistica che ha raggiunto 6.300 miliardi di yuan, in crescita del 9,5%, ha aggiunto Sun. Entrambi i dati, volume e spesa, hanno segnato nuovi record.

– Foto Xinhua –

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