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Cuzzelli “L’emisfero occidentale è un diretto interesse di Washington”

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condotto in Venezuela un’operazione che ha inteso rimuovere “uno degli ostacoli principali verso la normalizzazione in senso filo-statunitense dell’emisfero occidentale”, un emisfero che “tradizionalmente rientra nella sfera di influenza” di Washington. E’ quanto osservato dal generale Giorgio Cuzzelli, docente di Sicurezza e studi strategici all’Università Lumsa di Roma, in un’intervista per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress. “La dottrina Monroe risale alla prima metà dell’Ottocento e stabilisce che tutto ciò che succede nell’emisfero occidentale, in America Centrale, in America Latina è di diretto interesse degli Stati Uniti, è un interesse nazionale primario”, ha ricordato Cuzzelli. “La presidenza Trump ha inteso ristabilire innanzitutto alcuni punti fermi, e lo ha fatto attraverso quella famosa dottrina Donroe che non è altro che il corollario di Donald Trump alla Monroe, e ristabilisce una volta per tutte che tutto ciò che succede nell’emisfero occidentale è un diretto interesse primario di Washington. Dunque ha agito in quella direzione”, ha proseguito l’esperto. In questa strategia di “messa in sicurezza” dell’area “entrano anche gli altri evidentemente: entra Cuba, entra il Messico, come tutti i governi latinoamericani non allineati su Washington”. A questo elemento strategico si aggiunge anche un altro punto di interesse, quello del petrolio. “Il discorso del petrolio ci consente di allargare il campo dall’America Latina e quindi dall’emisfero occidentale al resto del mondo, perchè gli interessi economici venezuelani in materia energetica vanno a toccare direttamente l’interesse cinese e quello russo”, ha osservato ancora Cuzzelli. “Nel momento in cui io vado a immettere sul mercato a nome mio il petrolio venezuelano, io ottengo due risultati. Il primo è che tolgo spazio alle esportazioni petrolifere russe facendo ulteriormente crollare il prezzo del petrolio, e quindi riduco le rendite di posizione di Mosca. Questo, a fronte delle spese ingenti del conflitto ucraino, è un aspetto da non sottovalutare, una delle tante forme di ricatto nei confronti di Putin per costringerlo a venire a più miti consigli sulla questione ucraina. Il secondo risultato è che metto sotto pressione la Cina, che dal petrolio venezuelano a buon mercato traeva e trae tuttora un notevole cespite di risorse”, ha spiegato il docente della Lumsa. Non a caso, quindi, nelle ore successive all’operazione a Caracas si sono succedute altre operazioni contro la cosiddetta “flotta fantasma” che trasporta petrolio sotto sanzioni. “Petrolio venezuelano sotto sanzioni, che viene esportato illecitamente in direzione della Cina, essenzialmente per il tramite di vettori con bandiera ombra o di vettori che cambiano bandiera con la ‘velocità del fulminè, operazioni in cui evidentemente la Russia è assolutamente presente. Questo fa parte della strategia di pressione che allarga la questione venezuelana a un contesto più ampio”, ha dichiarato Cuzzelli. A ridosso dell’operazione in Venezuela, Trump è tornato a parlare anche della Groenlandia, un territorio della Danimarca che è già un Paese della Nato. Questo fattore non sembra però bastare al capo della Casa Bianca che parla, anche in questo caso, di interesse nazionale. “Non sembra bastare per una serie di motivi che di nuovo sono sia di ordine politico, sia di ordine strategico, sia di ordine economico e di risorse. Dal punto di vista geografico è evidente che la Groenlandia ha un’importanza fondamentale per la sicurezza del continente nordamericano, perchè ne protegge la spalla orientale. Soprattutto, la Groenlandia consente di tenere sotto controllo gli accessi al continente americano da quella rotta artica che consente di arrivare dall’estremo oriente attraverso il nord della Federazione Russa, passando attraverso il circolo polare fino al cuore dell’Atlantico”, h aspiegato Cuzzelli. La sicurezza della Groenlandia è un aspetto fondamentale per gli Stati Uniti, anche in ragione del riscaldamento globale, che fa prevedere un ruolo sempre più strategico per la rotta artica. Questa, ha ricordato Cuzzelli, “per i quattro quinti è sotto controllo russo in termini di sviluppo e l’ultimo pezzo è invece proprio a cavallo della Groenlandia”. Secondo il docente della Lumsa, sia il Venezuela che la Groenlandia rivestono dunque un’importanza strategica cruciale per gli Stati Uniti. In questo contesto, Trump “in realtà sta usando il lato economico come grimaldello per vendere quelle che sono mosse squisitamente politiche, squisitamente strategiche, geostrategiche, geopolitiche al proprio elettorato”. Nei discorsi di Trump è tornato anche l’Iran, dove però, secondo Cuzzelli, non dobbiamo aspettarci un’azione come quella effettuata in Venezuela. “La mia sensazione è che gli statunitensi vogliano introdurre un elemento di transizione che potrebbe essere il figlio dello Shah, Reza Pahlavi, per guidare un governo di coalizione – non si capisce composto da chi – e guidare l’Iran verso una transizione democratica. Anche in questo caso parliamo di un’operazione, ammesso che di questo si tratti, densa di incognite perchè non c’è una classe dirigente che possa sostituire quella dei Pasdaran, non c’è una società civile che sia in grado di farsi carico della gestione della cosa pubblica e non c’è soprattutto un’idea di Iran moderno, un’idea di democrazia, perchè la teocrazia ha fatto tabula rasa di tutto ciò che avrebbe potuto in qualche modo sostituirla”, ha concluso Cuzzelli.
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A Chiasso sequestrato un tir con oltre 24 tonnellate di zinco, un denunciato

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COMO (ITALPRESS) – Avevano dichiarato un carico di “altri lavori di ferro e acciaio”, ma il controllo doganale ha svelato il reale contenuto del tir: 24 tonnellate di cenere di zinco trasportate illegalmente verso l’Unione europea. L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Ponte Chiasso insieme ai finanzieri del Gruppo Ponte Chiasso, che hanno fermato un autoarticolato immatricolato in Lituania e proveniente dalla Francia.

L’approfondimento documentale e fisico del mezzo, disposto sulla base dell’analisi dei rischi e della particolare tipologia di merce dichiarata, ha fatto emergere incongruenze tra i documenti doganali e il materiale effettivamente trasportato.

Quello indicato come semplice metallo si è rivelato essere un carico di rifiuti speciali: 13 casse contenenti cenere di zinco per un peso complessivo di 24 tonnellate e un valore superiore ai 40mila euro.

Accertata inoltre la mancata iscrizione del vettore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, le autorità hanno proceduto al sequestro preventivo del mezzo e del carico ai sensi dell’articolo 212 del Codice dell’Ambiente. L’autista del tir, cittadino bielorusso, è stato denunciato a piede libero alla Procura di Como per gestione illecita di rifiuti, con contestuale ritiro della patente di guida.

Nei giorni successivi il trasgressore ha pagato una sanzione amministrativa di 6.500 euro e ha ottemperato alla prescrizione di respingimento all’estero del mezzo sequestrato insieme al carico.

Il pagamento, previsto dalla normativa ambientale, costituisce condizione estintiva della contravvenzione contestata.

-Foto ufficio stampa Adm-
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Fischi a San Siro, il Milan perde in casa contro l’Atalanta

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MILANO (ITALPRESS) – Serata nefasta per il Milan che capitombola sotto i colpi di un’Atalanta stellare e subisce la pesante contestazione della Curva Sud. A San Siro, i ragazzi di Palladino si impongono per 3-2, blindando il settimo posto, grazie alle reti di Ederson, Zappacosta e Raspadori: nel finale i rossoneri hanno provato la rimonta con Pavlovic e Nkunku (a segno su rigore), ma non hanno evitato il ko. Il Milan subisce la quarta sconfitta nelle ultime sei partite, compromettendo la corsa al quarto posto, posizione condivisa ora con la Roma, vittoriosa a Parma (entrambe le squadre sono a 67 punti). Intanto la Juve ha sorpassato gli uomini di Allegri.
Il palo esterno colpito da Rabiot dopo quattro minuti sembrava preannunciare una serata ben diversa per i colori rossoneri. Smaltito il brevissimo empasse iniziale, però, l’Atalanta trova l’1-0 al primo vero affondo. Dopo il tentativo deviato di Raspadori, al 7′ Ederson risolve l’azione offensiva della Dea, calciando di precisione all’angolino e battendo Maignan. Il portiere rossonero è incolpevole sul gol del brasiliano, ma ha il merito di tenere momentaneamente a galla il Milan, parando le insidiose conclusioni successive di Krstovic e Zalewski.
I suoi sforzi, però, vengono vanificati al 29′, quando la difesa del Milan va in tilt sullo scambio tra De Katelaere e Krstovic che produce l’assist per Zappacosta, che, imbucato solo davanti alla porta, sigla il 2-0 senza problemi. L’unico squillo del Milan arriva al 36′, quando Leao spreca calciando addosso a Carnesecchi. All’intervallo Allegri prova a giocarsi l’all-in inserendo Nkunku e passando al tridente offensivo. Non solo il Milan non si scuote, ma subisce anche la rete del 3-0 al 51′: Ederson spacca in due il centrocampo avversario per poi servire Raspadori che di potenza calcia di mancino sotto la traversa. A seguito del terzo gol degli ospiti, la Curva Sud ha iniziato ad abbandonare lo stadio dopo aver intonato dal primo minuto cori contro società e squadra. La partita sembra finita, ma nel finale l’Atalanta si addormenta e subisce la quasi rimonta del Milan.
All’88’ Pavlovic di testa realizza il 3-1: al 94′, invece, Nkunku trasforma il rigore del 3-2, assegnato dopo il mani in area di De Roon. Gli ospiti rischiano la beffa al 97′, ma il colpo di testa disperato di Gabbia sfiora il palo alla sinistra di Carnesecchi. Finale d’orgoglio del Milan, ma che non cancella una prestazione decisamente insufficiente. Per l’Atalanta arriva una vittoria di spessore che potrebbe rafforzare la posizione di Palladino dopo le voci di addio circolate in settimana.
– foto Ipa Agency –
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Darderi batte Paul e vola agli ottavi a Roma

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ROMA (ITALPRESS) – Luciano Darderi avanza agli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia 2026. La testa di serie numero 18 batte in rimonta lo statunitense Tommy Paul con il punteggio di 3-6 6-3 6-2 in due ore e 23 minuti di gioco. Sotto di un set e di un break, sul 6-3 3-1, l’azzurro ribalta Paul e si guadagna il match di ottavi di finale contro Alexander Zverev, testa di serie numero 2 del tabellone. “Ho lottato sino alla fine e sono stato lì nei momenti importanti. Quando ho recuperato il break nel secondo set mi sono caricato, ho preso fiducia e ho iniziato a sentire di poter vincere” le parole di Darderi dopo il match. “I primi game ero molto teso e Paul aveva iniziato bene con i fondamentali e al servizio”, prosegue Darderi, che agli ottavi se la vedrà con Alexander Zverev. “Lui è il migliore dopo Sinner e Alcaraz. Mi aspetto una partita lottata e darò il mio massimo”, conclude l’azzurro.
– foto Ipa Agency –
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