La crisi del commercio di prossimità si fa sempre più evidente in Lombardia, dove negli ultimi dieci anni si registra una perdita significativa di negozi, mentre crescono gli addetti soprattutto nei settori più dinamici come la ristorazione.
Secondo uno studio di Nomisma che analizza il periodo tra il 2015 e il 2025, in regione sono scomparsi quasi 13 mila esercizi commerciali. Un dato che fotografa una ritirata lenta ma costante del piccolo commercio, con la provincia di Pavia tra le più colpite: qui si contano 1.237 negozi in meno, pari a un calo del 13,2%, terzo peggior risultato dopo Mantova e Bergamo.
Il fenomeno non riguarda solo la Lombardia. A livello nazionale, oltre 86 mila negozi di vicinato hanno chiuso nell’ultimo decennio, con un saldo negativo che supera le 106 mila unità rispetto al picco registrato nel 2018. Tornando al contesto regionale, è Brescia a registrare la perdita più consistente con oltre 3.100 attività in meno, seguita da Bergamo, Varese, Mantova e Pavia. Più contenuta invece la flessione a Milano, che limita le perdite a 755 esercizi.
In termini percentuali, le contrazioni più marcate si registrano a Mantova, con un calo vicino al 20%, seguita da Brescia, Pavia, Lodi e Varese. Milano si distingue invece per una perdita molto più contenuta, pari all’1,3%.
C’è però un dato che va in controtendenza ed è quello dell’occupazione. Gli addetti nel settore commercio crescono del 21,2% a livello nazionale, con incrementi significativi anche in Lombardia: Milano, Como e Bergamo guidano la classifica con aumenti superiori al 26%. Più modesta la crescita a Pavia, che si ferma al 3,4%.
Ma questo aumento dell’occupazione non compensa la perdita del tessuto commerciale tradizionale. I negozi di vicinato, soprattutto nei piccoli centri, stanno progressivamente scomparendo, colpiti dalla concorrenza dell’e-commerce e dall’aumento dei costi, in particolare degli affitti.
A soffrire di più sono i settori legati alla cultura, allo svago e al comparto tessile e dell’abbigliamento, ma anche attività storiche come ferramenta e alimentari. Al contrario, la ristorazione continua a espandersi, confermandosi il comparto più dinamico sia per numero di imprese sia per occupazione.
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A Pavia, inoltre, si registra un calo nelle compravendite di negozi, in discesa dell’8,6%, mentre gli affitti aumentano del 10,4%. Un elemento che contribuisce ulteriormente alla desertificazione commerciale.
Secondo Nomisma, la progressiva riduzione delle attività locali evidenzia una fase di forte difficoltà per il commercio di prossimità, penalizzato più di altri segmenti come il commercio all’ingrosso e l’e-commerce. Tra le cause principali, proprio la crescente pressione dei valori immobiliari, che finisce per espellere dal mercato molte piccole attività.
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