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Meloni “Piano Mattei contributo dell’Italia al servizio degli obiettivi dell’UA”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ho l’onore di guidare una Nazione che ha nel proprio DNA caratteristiche che storicamente la rendono un partner rispettato e apprezzato: propensione al dialogo, capacità di confronto, rispetto per gli altri prima di tutto. Una nazione che ha costruito parte della sua identità e della sua politica estera sul profondo significato di una guerra che, in tempi instabili e imprevedibili come i nostri, può essere la chiave per tracciare la rotta”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla riunione plenaria della 39esima sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. “La parola cooperazione deriva dal latino cooperare, cioè lavorare insieme. La vera cooperazione, cioè, non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo in una relazione tra pari, una relazione in cui le specificità di ciascuno sono indispensabili per raggiungere un obiettivo comune. Se guardi dall’alto in basso qualcuno, non puoi cooperare con lui. Se vuoi depredarne le risorse, non stai cooperando con lui. Anche se vuoi semplicemente fare beneficenza, non puoi chiamarla cooperazione, perchè la cooperazione è un’altra cosa. E ciò che l’Italia vuole fare è cooperare. Ieri, insieme a molti di voi, abbiamo partecipato al secondo vertice Italia-Africa, il primo mai tenuto su questo continente. Desidero ringraziare il Primo Ministro etiope, il mio amico Abiy Ahmed, e i leader dell’Unione Africana per la loro ospitalità e collaborazione nell’organizzazione dell’evento. In quel contesto abbiamo discusso di cosa possiamo fare per rafforzare e consolidare ulteriormente uno degli esiti più concreti di questa idea di cooperazione, che è il Piano Mattei per l’Africa. Il piano di investimenti che l’Italia ha realizzato in varie nazioni del continente, in settori che vanno dalle infrastrutture all’agricoltura, dalla salute alla formazione. Questa è una strategia che abbiamo costruito insieme perchè non concepiamo il Piano Mattei come un piano italiano per l’Africa, ma come il contributo dell’Italia alla vostra agenda, con un’attenzione particolare quest’anno ai progetti legati all’acqua. E’ una piattaforma aperta per mettere il nostro know-how, le nostre tecnologie, i nostri investimenti al servizio degli obiettivi che l’Unione Africana ha fissato nell’Agenda 2063, a partire dalla creazione di un’area di libero scambio continentale integrata e prospera. esto è un obiettivo ambizioso che sosterremo e che richiederà interconnessioni economiche efficienti, sicure e rapide per essere raggiunto. Come il Corridoio di Lobito, l’ossatura ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali e avvicinerà persone, idee ed economie. Un progetto strategico che vede l’Italia in prima linea insieme agli Stati Uniti e all’Unione Europea. In breve, il Piano Mattei è una strategia globale che genera benefici concreti per i nostri popoli e mira a espandere continuamente il suo ambito, facendo affidamento sul contributo insostituibile delle principali agenzie delle Nazioni Unite. E desidero ringraziare il Segretario Generale Antonio Guterres, ma anche la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo e molti altri partner che condividono sempre più la nostra visione. Due anni fa a Roma abbiamo tracciato insieme la rotta. E negli ultimi anni l’abbiamo seguita con coerenza e determinazione, aggiungendo ogni volta un nuovo tassello al mosaico e coinvolgendo ogni anno nuove nazioni. Lo abbiamo fatto su molti fronti, a partire da quello che considero cruciale per costruire una vera Africa libera e capace di determinare il proprio destino: affrontare il problema del debito. Abbiamo voluto tracciare una rotta anche su questo tema. Perciò l’Italia ha deciso di lanciare un vasto programma per convertire il debito delle nazioni africane, che prevede, tra i suoi punti principali, la completa trasformazione del debito dei paesi più fragili e vulnerabili in investimenti e il rafforzamento del contributo ai fondi AIDA della Banca Mondiale”.

foto: IPA Agency

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L’Atalanta ritrova i tre punti, battuto 3-1 il Venezia

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BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta torna alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive: i nerazzurri vincono 3-1 contro il Venezia. Decisive la rete di Kessie e la doppietta di Krstovic. Notte fonda per il Venezia, alla sua sesta sconfitta di fila. Ancora zero punti per i lagunari: Giovanni Stroppa rischia l’esonero.
Per voltare pagina Sarri ha proposto il 4-2-3-1 con Elmas, Rowe e De Ketelaere sulla trequarti a supporto di Krstovic. Il Venezia ha risposto con un 3-5-2, Yeboah si è piazzato a supporto di Adams, con Sohm in cabina di regia.
La prima incursione di Basic – conclusione controllata da Carnesecchi -, non ha spaventato la Dea, passata in vantaggio al 4′ su un’invenzione di Krstovic per Kessie, l’ivoriano ha superato Stankovic con un tocco sotto. Dopo appena due minuti è arrivato il raddoppio su calcio d’angolo con Krstovic, che ha girato in porta il cross di Elmas. L’Atalanta ha sfruttato gli spazi lasciati dal Venezia, al 30′ è arrivato il terzo gol della serata con Krstovic, abile a ribadire in rete il piazzato di Rowe respinto da Stankovic. Sette minuti più tardi Hainaut ha riaperto la gara inserendosi coi tempi giusti sul traversone di Sagrado.
Nella ripresa i lagunari hanno alzato il ritmo, Kristensen ha deviato un colpo di testa di Adams sul palo, due minuti più tardi Yeboah ha colpito la traversa. L’attaccante dell’Ecuador è stato tra i più pericolosi, al 18′ – lanciato in campo aperto – è stato ipnotizzato da Carnesecchi. Nel finale è stato Adams a divorarsi il pallone che avrebbe riaperto la partita, al 44′ è stato ammonito Elmas per un fallo su Helgason, dopo una revisione al Var Tremolada ha deciso di espellere l’ex Napoli per grave fallo di gioco.
A fine partita il Venezia è andato sotto la curva: contestazione feroce da parte della tifoseria dei lagunari. La panchina di Stroppa “scricchiola” più che mai.
– foto Ipa Agency –
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Cina, scoperta la pianta desertica “più resistente” anche nello spazio

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URUMQI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un tipo di muschio scoperto in un deserto della regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang uiguro è in grado di sopravvivere a condizioni che ucciderebbero la maggior parte delle piante, tra cui una grave disidratazione, radiazioni intense, freddo estremo e condizioni ambientali spaziali simili a quelle di Marte.

Questa scoperta figura tra i principali risultati della Terza spedizione scientifica nello Xinjiang, presentati sabato a Urumqi, capoluogo della regione. Gli scienziati descrivono il muschio, Syntrichia caninervis, come “la pianta del deserto più resistente scoperta fino a oggi”.

L’ultima prova della sua straordinaria resistenza è stata scoperta nello spazio. Nel marzo di quest’anno, il muschio essiccato è stato trasportato a bordo della navicella spaziale sperimentale cinese per il trasporto di merci Qingzhou per un esperimento di riattivazione della vita in orbita. In condizioni di microgravità e radiazioni cosmiche, un sistema di irrigazione controllato ha fornito alle piante soltanto una quantità minima di acqua liquida. Eppure, il muschio essiccato è tornato in vita, passando dal grigio-nero al giallo-verde.

“Questo è il primo caso in cui una pianta intera è stata portata nell’orbita terrestre bassa ed è stata riportata in vita con successo”, ha dichiarato Li Xiaoshuang, ricercatrice presso l’Istituto di ecologia e geografia dello Xinjiang dell’Accademia cinese delle scienze.
Le successive osservazioni in orbita hanno rilevato che il muschio si rigenerava e prosperava, indicando che si tratta di un materiale ideale per la ricerca nel campo delle scienze della vita nello spazio profondo, ha aggiunto Li.

Nel 2024, Li, in qualità di prima autrice, ha pubblicato lo studio sul muschio sulla rivista accademica “The Innovation”, affermando che si tratta di una pianta pioniera promettente per la “colonizzazione di ambienti extraterrestri”.

Prima del test spaziale, gli scienziati ne avevano già determinato il potenziale genetico sulla Terra.

I ricercatori della spedizione scientifica nello Xinjiang hanno scoperto la pianta nel deserto del Gurbantunggut. Dopo le analisi di laboratorio, i ricercatori hanno constatato che la pianta era in grado di tollerare la disidratazione di oltre il 98% delle proprie cellule, sopravvivere a un congelamento rapido a meno 196 gradi Celsius e resistere a intense radiazioni gamma.

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Per comprendere come riesca a sopportare condizioni così estreme, i ricercatori hanno ottenuto informazioni genetiche di alta qualità a livello cromosomico e individuato un gran numero di geni legati alla risposta agli stress, decifrando il codice molecolare alla base della tolleranza di questa specie alle condizioni estreme.

La pianta può fornire materiale genetico utile per migliorare le colture e ripristinare i terreni desertificati, ha affermato Li.

La Terza spedizione scientifica nello Xinjiang è stata avviata nel 2021 dal ministero della Scienza e della Tecnologia. Le due precedenti erano state condotte rispettivamente negli anni ’50 e ’80.

Negli ultimi cinque anni, il gruppo della spedizione ha condotto studi sull’ecologia, il territorio e l’agricoltura dello Xinjiang, sulla biodiversità e sulle risorse biologiche, minerarie, energetiche e idriche.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Allegri “Col Villarreal sarà dura, ma serve fare punti in Champions”

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VILLARREAL (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Dobbiamo cercare di fare punti, non sarà facile contro una squadra che anche sabato ha giocato una bella gara contro il Real e che è sempre difficile affrontare così come è sempre complicato giocare tutte le partite di Champions”. Massimiliano Allegri ha le idee chiare sulle insidie che presenta la sfida di domani in casa del Villarreal, valida per la seconda giornata di Champions League. E’ altrettanto consapevole che servono punti e che la sua squadra contro il Frosinone ha dato segnali incoraggianti e convincenti anche per il ritorno della difesa a tre.

“Lo sapete che questa storia dei moduli la considero una roba riduttiva, per me, anche se non bisogna per forza essere d’accordo, sono discorsi da bar – dice ai microfoni di Sky Sport -. Abbiamo una rosa di ottimi giocatori, alcuni stanno rientrando ma hanno bisogno di tempo per ritrovare la condizione, da mercoledì avremo Anguissa, Olivera, lo stesso Allison, con un pò di pazienza dobbiamo rimetterci in ordine”.

Intanto contro il Frosinone è rientrato McTominay che domani potrebbe giocare sin dall’inizio. “E’ possibile – ammette Allegri -, ma non ho ancora deciso quale sarà l’11 iniziale, vedremo domani mattina come stanno i giocatori”. Il tecnico degli azzurri non vuole parlare di formazione tipo per il suo Napoli, ha una teoria diversa. “Quello che vale oggi nel calcio non vale domani, anche perchè le cose abitudinarie mi danno fastidio e perchè dipende sempre dalle situazioni. A seconda di chi ho a disposizione e delle caratteristiche dei singoli, cercherò di mettere in campo sempre la migliore formazione possibile con i giocatori nei ruoli a loro più congeniali”.

Vedere De Bruyne e McTominay insieme per Allegri è certamente possibile. “I giocatori bravi devono giocare insieme, poi dipende sempre dai momenti, Scott non gioca da due mesi, Kevin è arrivato i primi di agosto. Dire che devono giocare sempre insieme è sbagliato, il sempre non esiste, è riduttivo, altrimenti sarebbe facile”.

Partita particolare per Rafa Marin che scenderà in campo contro la sua ex squadra. “Mi fa piacere tornare qui, perchè l’anno scorso è stato bellissimo, con il terzo posto nella Liga. Sono migliorato tanto e sono felice di tornare”, spiega il difensore ai microfoni di Sky Sport che poi si concentra sulla sfida di domani. “Ci siamo allenati per affrontare al meglio il Villarreal. Sarà una partita intensa, loro sono forti e bravi nelle ripartenze: dobbiamo stare attenti. Dobbiamo vincere, questa è la cosa più importante. Se facciamo quello per cui stiamo lavorando, abbiamo più possibilità di portare a casa i tre punti”. Magari puntando su un Kevin De Bruyne in gran forma e che con il Frosinone è stato decisivo. “E’ davvero bravo, ci dà tanto. Abbiamo molta fiducia in lui quando ha la palla”, conclude Marin.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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