MILANO – In questa edizione: il sindaco Sala lascia le quote della società Finalter; il Viminale replica alla Regione sul numero degli agenti destinati alla Lombardia; sei nuovi arresti per l’omicidio alla stazione di Milano Certosa; sgominata la banda della rapina alla gioielleria di Niguarda; scritte antisemite a Cilavegna; nove incendi in dieci giorni nel Parco del Ticino.
Sala lascia le quote di Finalter
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato in Consiglio comunale la decisione di dismettere la propria partecipazione nella società di consulenza Finalter, sulla quale la Procura sta effettuando accertamenti. Sala ha spiegato di voler eliminare ogni possibile dubbio, sostenendo di non avere mai percepito compensi dalla società negli ultimi dieci anni.
Sicurezza, confronto tra Fontana e Viminale
Prosegue lo scontro sulla distribuzione delle forze dell’ordine. Dopo che il presidente della Regione Attilio Fontana aveva definito penalizzante il piano delle nuove assegnazioni, il Viminale ha ricordato che dal 2022 sono arrivati in Lombardia 533 agenti aggiuntivi e che altri 264 sarebbero in arrivo.
Omicidio a Milano Certosa, altri sei arresti
Sei giovani tra i 19 e i 22 anni sono stati arrestati per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, accoltellato il 26 maggio alla stazione di Milano Certosa. Tra le persone coinvolte figura anche il trapper noto come Reyomar. Gli indagati complessivi nella vicenda salgono a diciassette.
Rapina alla gioielleria di Niguarda, arrestata la banda
Tre persone sono state arrestate per la violenta rapina compiuta a giugno in una gioielleria della zona Niguarda. Le titolari erano state minacciate con una pistola e costrette a sdraiarsi sul pavimento. Il bottino era stato quantificato in circa centomila euro; durante le indagini è stata sequestrata anche un’arma automatica.
Cilavegna, scritte antisemite in via dei Mille
Nel Pavese desta preoccupazione la comparsa di scritte antisemite su un cartello stradale di via dei Mille, a Cilavegna. L’episodio apre un nuovo caso di intolleranza nel territorio lomellino.
Emergenza incendi nel Parco del Ticino
Nel Parco del Ticino si contano nove incendi nell’arco di appena dieci giorni. Per fronteggiare l’emergenza sono stati mobilitati oltre 120 volontari, impegnati nelle operazioni di spegnimento e controllo delle aree interessate.
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Tra le altre notizie della provincia di Pavia, la raffineria Eni di Sannazzaro si prepara alla svolta verso produzioni “bio”, mentre dal comando della Polizia Locale di Pavia partiranno i lavori per la rimozione dell’amianto. A Voghera il centrosinistra lancia una campagna estiva sulla sicurezza e torna l’allarme di Legambiente per la presenza di sostanze inquinanti nelle acque del Ticino.
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.
ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport piange la scomparsa di Livio Berruti. Campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 nei 200 metri, il velocità piemontese è deceduto all’età di 87 anni. “Primo atleta europeo a vincere il titolo olimpico nei 200 metri – sottolinea il Coni – Berruti è stato primatista mondiale della specialità tra il 1960 e il 1963. Studente di chimica all’università di Padova, ad appena 21 anni sorprese il mondo e interruppe la supremazia nordamericana ai Giochi di Roma. Dopo aver uguagliato il record mondiale correndo in 20″5 la semifinale, Berruti si ripetè in finale conquistando uno storico oro a cinque cerchi. In carriera conquistò anche quattro medaglie ai Giochi del Mediterraneo (due ori e altrettanti argenti) e sei podi alle Universiadi, tra cui quattro vittorie, oltre a diversi titoli italiani”.
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(ITALPRESS).
PIANURA PADANA TROPICO D’ITALIA: IL CALDO SOFFOCA, MA LA POLITICA RESTA A GUARDARE
Le temperature da record stringono la Pianura Padana in una morsa asfissiante. Un microclima estremo, aggravato dalla conformazione a conca tra Alpi e Appennini, ha trasformato la nostra regione in una vera e propria trappola termica. Valori percepiti, tassi di umidità e minime notturne superano ormai regolarmente quelli di molte aree del Sud America. Nelle nostre città, soffocate dall’asfalto e dall’effetto “isola di calore”, la popolazione letteralmente boccheggia. Non si tratta più di una semplice “ondata di estate calda”, ma di un’emergenza climatica e sanitaria drammatica. A fronte di un quadro così critico, ciò che sconcerta maggiormente è l’assordante impasse degli amministratori nazionali, regionali e locali. Di fronte a una crisi che travalica i confini di un singolo comune o di una singola provincia, la risposta istituzionale appare frammentata, timida e rassegnata. Si continuano a gestire fenomeni ormai strutturali con la logica della perenne emergenza, affidandosi a palliativi mentre i progetti decisivi continuano a rimanere chiusi nei cassetti. Dove sono i piani straordinari per rendere le nostre città “spugna”, capaci di abbattere le temperature al suolo attraverso la de-pavimentazione e una vera forestazione urbana? Che fine ha fatto la rete dei rifugi climatici pubblici per proteggere anziani e fragili? Per quale motivo la gestione della risorsa idrica e le limitazioni al consumo di suolo procedono a rilento, imbrigliate da veti incrociati e timori elettorali? Gli amministratori della Valle Padana dovrebbero fare fronte comune, superare i colori politici e pretendere interventi strutturali imponenti. Continuare ad aspettare che “passi l’estate” significa ignorare una realtà con cui dovremo convivere ogni anno di più. Nel frattempo, ai cittadini viene chiesto di responsabilizzarsi, di fare attenzione all’uso dei condizionatori, di non sprecare l’acqua e di mostrare senso civico. Un richiamo al dovere che la popolazione comprende e cerca di applicare, ma che rischia di suonare come uno scaricabarile se le istituzioni per prime non dimostrano di avere la visione, il coraggio e la fermezza per guidare questo cambiamento indifferibile.
ROMA (ITALPRESS) – “Jannik Sinner si è ritirato dal ‘Cincinnati Open’ a causa di un infortunio al ginocchio destro”. Così, su X, gli organizzatori del Masters 1000 statunitense. “In bocca al lupo al nostro campione del 2024, non vediamo l’ora di rivederti l’anno prossimo”, hanno aggiunto gli organizzatori del torneo di Cincinnati. Il numero uno del mondo, già assente in questi giorni del Masters 1000 in scena sul cemento di Montreal, è alle prese da un pò di tempo con un problema fisico. Dopo la visita presso il reparto di ortopedia della Physioclinic di Milano, l’altoatesino è stato ieri e dovrebbe tornare in queste giornate al JMedical di Torino per ultimare il percorso di recupero intrapreso e per provare a guarire del tutto da un’infiammazione al ginocchio destro che sembra “disturbarlo” e “limitarlo”. Sinner salterà di certo, al pari di Carlos Alcaraz, dunque, il “Cincinnati Open”, in scena dal 13 al 23 agosto, con sorteggio del tabellone principale in programma mercoledì alle 20 italiane. A ruota il campione azzurro dovrebbe prender parte agli Us Open, la quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, in programma sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).