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Tecnici di laboratorio in rete, incontro su prospettive e competenze

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MILANO (ITALPRESS) – Il Coordinamento regionale degli Ordini TSRM e PSTRP e le Commissioni d’Albo dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB) della Lombardia si sono riuniti mercoledì 10 dicembre 2025 presso la Sala Solesin di Palazzo Lombardia per “mettere in rete” prospettive e competenze. Il convegno ha rappresentato un momento di confronto ad elevata caratura istituzionale sul ruolo del TSLB nel Servizio Sanitario Regionale, con l’obiettivo di rafforzare la rete professionale dei Tecnici di Laboratorio della Lombardia e di sviluppare progettualità condivise al servizio dei cittadini e dei professionisti.

“La Lombardia può contare su un modello sanitario che guarda al futuro, basato sull’integrazione delle diverse competenze e sul dialogo con le istituzioni. Grazie a un approccio lungimirante, che si consolida nel dialogo continuo tra i decisori regionali e gli Ordini professionali, il TSLB si trova nelle condizioni di esprimere appieno il proprio potenziale nei percorsi diagnostici, di prevenzione e di formazione” dichiara Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP e dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, presente ai lavori.

Aggiunge Luigi Peroni, Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Brescia e Coordinatore degli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia: “Rivolgo un sincero plauso a questa iniziativa, che testimonia la forza della collaborazione tra gli Ordini territoriali e le Commissioni di Albo TSLB della Lombardia. Lavorare in sinergia significa saper valorizzare le eccellenze presenti nei diversi territori e costruire, insieme, una rete di competenze capace di rispondere con efficacia alle esigenze del tessuto sociosanitario regionale”.

L’iniziativa è stata possibile grazie all’impegno degli Ordini e delle Commissioni d’Albo di Bergamo, di Brescia, di Cremona, di Mantova, di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, di Pavia e di Varese, che hanno contribuito alla progettazione dei contenuti, alla composizione dei gruppi di lavoro e all’organizzazione dei lavori. Si è registrata una presenza significativa di TSLB provenienti da tutte le province della Lombardia, segno di una comunità professionale matura, consapevole e desiderosa di contribuire in modo proattivo all’evoluzione del sistema salute.

“La governance della professione non è un mero esercizio formale, ma un processo vivo che nasce nei laboratori, si alimenta nel confronto tra colleghi e si traduce in progetti concreti a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario” sottolinea Fabio Corbino, Presidente della Commissione d’Albo nazionale dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico e della Commissione d’Albo TSLB di Milano.

Il programma dei lavori ha affrontato temi di particolare rilevanza strategica: dal contributo del TSLB alla Rete Regionale dei Laboratori della Lombardia, all’impiego della tecnologia RFID nella medicina trasfusionale per tracciabilità e sicurezza, fino ai nuovi scenari della diagnostica decentrata (POCT) e agli investimenti nello screening in anatomia patologica quali scelte di salute pubblica e di responsabilità regionale. Tali approfondimenti mettono al centro l’innovazione organizzativa, l’evoluzione delle competenze e la capacità del TSLB di governare processi complessi ad alta intensità tecnologica. Le Commissioni d’Albo TSLB si impegnano a dare continuità al percorso avviato, alimentando una rete stabile di collaborazione che renda sempre più riconoscibile il contributo dei TSLB alla qualità, sicurezza e appropriatezza delle prestazioni erogate ai cittadini della Lombardia

– Foto ufficio stampa Coordinamento regionale degli Ordini TSRM e PSTRP –

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Qonto, Pireddu “Al fianco delle pmi per accompagnare la loro crescita”

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MILANO (ITALPRESS) – Qonto punta su intelligenza artificiale, nuovi strumenti di credito e una futura licenza bancaria per accompagnare la crescita delle piccole e medie imprese in Sud Europa. Lo ha spiegato Lorenzo Pireddu, Managing Director di Qonto per il Sud Europa, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
Nata in Francia nel 2017 per iniziativa di Alexandre Prot e Steve Anavi, Qonto è oggi un conto corrente business affiancato da una serie di strumenti finanziari pensati per semplificare la gestione amministrativa delle imprese e dei liberi professionisti: dalla fatturazione elettronica alla gestione delle spese, fino alle carte aziendali. “Siamo stati tra i primi a muoverci su questo segmento”, ha ricordato Pireddu, sottolineando che l’azienda conta oggi circa 1.700 dipendenti in otto Paesi. L’Italia, primo mercato di espansione internazionale nel 2019, resta strategica insieme a Spagna e Portogallo, le tre aree gestite direttamente dal manager.
Tra i servizi più recenti figura Company Creation, la consulenza sviluppata insieme allo studio di commercialisti ITAdvisor per accompagnare chi vuole avviare un’impresa in Italia nella scelta della forma societaria più adatta e in tutte le fasi burocratiche, dal notaio all’apertura della posizione INPS, fino al deposito del capitale e all’apertura del conto corrente. L’obiettivo, ha spiegato Pireddu, è “ridurre quei tre mesi che oggi ci vogliono per quattro imprenditori su dieci per creare un’impresa in Italia”.
Nell’ambito dell’intelligenza artificiale, Qonto ha da poco lanciato il supporto al Model Context Protocol (MCP), che consente di interrogare il proprio conto direttamente tramite agenti conversazionali come ChatGPT o Claude, ad esempio per conoscere il saldo o i flussi di cassa attesi senza aprire l’app. “Invece di entrare nel mio conto corrente, faccio una domanda e lui va a prendere tutti i dati”, ha raccontato Pireddu, che vede come passo successivo l’integrazione con i software gestionali e la pianificazione delle vendite.
Sul fronte del credito, Qonto ha introdotto nuovi strumenti dedicati al “working capital” delle Pmi: una carta di credito con plafond fino a 15.000 euro rimborsabile il mese successivo, un fido con interessi calcolati solo sull’importo utilizzato e una formula “pay later” per dilazionare il pagamento delle fatture dei fornitori. “Siamo nati da imprenditori per imprenditori”, ha affermato Pireddu, spiegando che si tratta di strumenti pensati per rispondere a un bisogno diffuso: secondo i dati citati dal manager, il 50% dei clienti fa oggi ricorso al credito per esigenze di liquidità e l’84% prevede di doverlo fare nel prossimo anno. In parallelo, Qonto ha lanciato anche la remunerazione della liquidità depositata sui conti aziendali.
Infine, la novità più strutturale: nel luglio 2025 Qonto ha presentato in Francia la richiesta per ottenere una licenza bancaria, che andrebbe ad affiancare l’attuale licenza di istituto di pagamento. Come ha chiarito Pireddu, il via libera, atteso entro la fine dell’anno, permetterebbe di ampliare l’offerta con strumenti di credito più evoluti e, in alcuni mercati come la Spagna, di introdurre funzioni specifiche come il pagamento diretto dei contributi previdenziali. “E’ un passaggio naturale per un’azienda che sta diventando grande”, ha detto il manager, evidenziando anche il valore reputazionale di uno status equiparabile a quello dei grandi istituti bancari europei.

– Foto Italpress –

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E’ morta Emma Bonino, aveva 78 anni

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ROMA (ITALPRESS) – E’ morta Emma Bonino, ex ministra, senatrice, deputata e attivista dei Radicali. Aveva 78 anni. Alcuni giorni fa era stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma. Poi, era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante della leader di Più Europa, Claudio Santini, e i medici del Santo Spirito. Si è spenta una delle più influenti politiche italiane, simbolo di un’attivismo progressista e di un’ideale di società inclusiva, le cui battaglie continuano a ispirare gli ideali di molti. Nata il 9 marzo 1948 a Bra, in Piemonte, Emma Bonino comincia a interessarsi attivamente alla politica negli anni universitari. Negli anni Settanta si unisce al movimento radicale che si dedica alle battaglie per i diritti civili, tra cui la legalizzazione dell’aborto, la depenalizzazione delle droghe e contro il nucleare, al fianco di Marco Pannella. Sul piano internazionale, si è impegnata nella difesa dei diritti civili e politici, per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo. Nel 1976, viene eletta per la prima volta al Parlamento come rappresentante del Partito Radicale. Durante la sua carriera politica, ha ricoperto vari incarichi, ed è stata ministra per le Politiche europee e ministra del Commercio internazionale sotto i governi di Romano Prodi e ministra degli Esteri con Enrico Letta. E’ anche una delle prime donne italiane a ricoprire ruoli di alto profilo nella politica internazionale: è stata membro del Parlamento Europeo, dal 1995 al 1999 è stata membro della Commissione europea in qualità di responsabile della politica della pesca, della politica dei consumatori e dell’ufficio europeo per l’aiuto umanitario e ha lavorato per promuovere l’integrazione europea e la cooperazione internazionale. Nella sua lunga carriera di attivista, è promotrice di diverse campagne internazionali in favore dei tribunali ad hoc contro i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia e in Ruanda, per l’istituzione della Corte penale internazionale, per la moratoria sulla pena di morte, contro la fame nel mondo, contro le mutilazioni genitali femminili. E’ tra i fondatori delle Ong “Nessuno Tocchi Caino” e “Non c’è Pace senza giustizia”. Più di una volta il suo nome è circolato per la presidenza della Repubblica, soprattutto nel 2013 alla scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, che venne poi rieletto.
Nel 2014 ha fondato il partito +Europa, che si è concentrato sull’integrazione europea e sulle libertà individuali. Nel 2015 ha rivelato di avere un cancro al polmone che l’ha costretta a sottoporsi alla chemioterapia, ma ha continuato a lavorare attivamente, senza abbandonare la politica. Solo lo scorso anno aveva annunciato di essere guarita.
– foto Ipa Agency –
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Nuovi attacchi incrociati tra Russia e Ucraina

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ROMA (ITALPRESS) – Un bombardamento russo su Kiev ha causato danni e un incendio in un edificio residenziale di nove piani. Lo rendono noto i media ucraini, sottolineando che due persone sono rimaste ferite.

Ed intanto, le forze ucraine hanno attaccato un altro centro logistico del colosso dell’e-commerce russo Ozon e una raffineria a Saratov, a circa 700 chilometri a sud-est di Mosca. L’attacco, ha riferito la stessa società ha provocato un incendio.

Il governatore locale Roman Busargin ha confermato che “le infrastrutture civili a Saratov hanno subito danni a causa dell’attacco di droni”, senza fornire ulteriori dettagli.

Sarebbe stata colpita anche una raffineria della regione, un’informazione che non è stata confermata dalle autorità russe. Anche la regione meridionale di Volgograd è stata presa di mira da droni ucraini, causando danni a un edificio residenziale e a un’attività commerciale nel capoluogo regionale, ha scritto sui social il governatore Andrei Bocharov, aggiungendo che due persone sono rimaste ferite.

Il ministero della Difesa russo ha riferito dell’abbattimento di 777 droni ucraini durante la notte su 16 regioni russe, sulla penisola annessa della Crimea e sui mari Nero e Caspio.

– foto Ipa Agency –
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