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Volpato e Nzola condannano il Como, Sassuolo vince 2-1

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REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Succede tutto negli ultimi minuti del primo tempo nel match tra Sassuolo e Como che apre la 33esima giornata di campionato. Al Mapei i gol di Volpato e Nzola regalano tre punti e il provvisorio nono posto ai neroverdi. Agli ospiti non basta la rete di Nico Paz, finisce 2-1. Per i lariani, attesi martedì dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia con l’Inter, è la seconda sconfitta consecutiva. Grosso orfano di Berardi e con Pinamonti in panchina: nel tridente con Laurientè c’è Volpato sulla fascia opposta e Nzola riferimento centrale. Ampie rotazioni per Fabregas tra difesa e centrocampo, davanti Morata e non Douvikas, però la trequarti è confermata con Diao e Baturina larghi e Nico Paz libero di svariare. Passano pochi secondi e il Sassuolo è subito pericoloso con l’ispirato Nzola che impegna la difesa lariana, la palla giunge a Thorstvedt e il suo tiro dal limite dell’area, deviato, termina di poco a lato. Per il resto, i primi 40 minuti sono quasi soporiferi. Possesso Como prolungato ma sterile, una parata per parte dei due portieri: Butez attento sulla punizione di Laurientè, Turati si allunga e devia una conclusione di Nico Paz. Il match esplode letteralmente nel finale di tempo quando arrivano tre gol in cinque minuti. Segna prima due volte il Sassuolo, approfittando dei grandi spazi concessi dagli ospiti. L’1-0 è un contropiede bellissimo, iniziato da Laurientè, rifinito da Nzola e concluso dal delizioso tocco sotto di Volpato che batte un Butez fuori dai pali. Passano 120 secondi ed ecco il raddoppio, ancora punendo una difesa del Como piazzata male. Chirurgica l’imbucata di Laurientè per Nzola che sotto porta non perdona. Doppio colpo durissimo ma i lombardi trovano la forza per reagire subito: su un cross di Smolcic, torsione di testa di Nico Paz che disegna una traiettoria su cui non arriva Turati. 2-1 e centro numero 12 per lo spagnolo, secondo in classifica cannonieri della Serie A alle spalle di Lautaro Martinez. Immediato triplo cambio per Fabregas a inizio ripresa. Dentro Vojvoda, Perrone e Douvikas che giocherà in coppia con Morata. Il Como preme ma non riesce a essere brillante come al solito. Una sola grande occasione nata da una sontuosa giocata di Nico Paz che con una magia aggancia in area, supera Coulibaly e poi con il pallonetto anche Turati, a sua volta bravissimo nel tornare tra i pali e salvare sulla linea con un colpo di reni, anticipando anche l’accorrente Morata. Dopo questo, poco altro. Con la squadra viaggiante che spinge ma non sfonda e il Sassuolo che si difende e riparte senza però chiuderla. Basta e avanza per portare a casa la tredicesima vittoria stagionale. Per il Como un solo punto in tre partite e il sogno Champions (adesso a -2) rischia di sfumare.
– Foto Ipa Agency –
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Giorgetti “Scostamento di bilancio è un passo consapevole da linea di prudenza”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sullo scostamento di bilancio ricordo che l’attivazione della clausola è un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di sostenibilità e prudenza: lo 0,3% n più di deficit per energia e difesa, sono qualcosa che la commissione europea riconosce, e che i mercati hanno riconosciuto compatibile con un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano. Per questo il governo si ritiene sufficientemente motivato nel chiederlo a questo parlamento”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo nell’aula della Camera, in merito al documento programmatico di economia e finanza pubblica. “Naturalmente questo 0,3% , relativo alla difesa, deriva da obblighi internazionali – ha aggiunto Giorgetti – e impegni che il Paese ha preso nel tempo. Quello relativo all’energia è frutto di un lavoro che il governo ha svolto a livello di commissione, che ha concesso questo spazio, che sarà volto ad investimenti per garantire la sicurezza energetica e anche volta a dare sostegno, in modo selettivo e temporaneo, a famiglie e imprese in difficoltà. L’iter è in corso, non si è concluso, ma riteniamo che la richiesta sia dovuta”.

– Foto Ipa Agency –
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Gli Usa chiedono l’estradizione di un 28enne bresciano per traffico di armi in Russia

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BRESCIA (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti hanno richiesto l’estradizione di un cittadino italiano di 28 anni, residente a Gardone Valtrompia (Brescia), con l’accusa di essere coinvolto in un presunto traffico illecito di armi destinate alla Russia. La notizia è stata diffusa oggi dal Giornale di Brescia. Nei confronti del giovane bresciano la giustizia statunitense ha formulato cinque distinti capi d’imputazione. Sulla richiesta avanzata dagli USA si è già pronunciata la Procura generale, che ha espresso parere favorevole al trasferimento del 28enne negli Stati Uniti. L’iter procedurale proseguirà ora presso la Corte d’Appello per le valutazioni di competenza sulla concessione dell’estradizione.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

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Maxi truffa nel settore delle criptovalute, 5 misure cautelari e sequestri per circa 900 mila euro

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TRENTO (ITALPRESS) – Scoperta maxi truffa nel settore delle criptovalute. Eseguite 5 misure cautelari e sequestrati beni per circa 900 mila euro. I finanzieri del Comando provinciale di Trento – in collaborazione con i colleghi dello Scico e del Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche, con il supporto dell’organo di cooperazione giudiziario europeo Eurojust – hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 5 indagati e sequestrato beni per oltre 877 mila euro a due soggetti. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Trento, su richiesta della locale Procura. Eseguite numerose perquisizioni e acquisizioni documentali in Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto. Le misure cautelari ed i sequestri, eseguiti nelle province di Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Trento, Treviso, Vicenza nonché anche all’estero (Belgio), sono stati emessi al termine di un’articolata e complessa attività d’indagine, avviata ad aprile del 2024 e condotta dal Gico del Nucleo polizia economico- finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.

L’attività d’indagine ha permesso di individuare e smantellare un sofisticato schema fraudolento perpetrato nel settore del finto mining di criptovalute denominato “Hashburst”. Gli indagati, alcuni dei quali sedicenti esperti del settore informatico, proponevano investimenti ingannevoli sfruttando il richiamo tecnologico dell’interazione tra l’intelligenza artificiale e le criptovalute, generando un ingente danno patrimoniale per un ammontare complessivo di circa 877 mila euro (riferiti unicamente alle querele ricevute, ma che sarebbe stimato in circa 5 milioni di euro per il solo Trentino Alto Adige – “cluster di Trento”).

Un sistema che parrebbe essere stato replicato anche in altre regioni italiane, a scapito di numerosi risparmiatori, imprenditori, pensionati e liberi professionisti. In particolare, i membri del sodalizio, organizzando numerosi convegni in noti hotel del Trentino, utilizzando i social network ed avvalendosi della rete di conoscenze e clientela di un consulente finanziario locale, si presentavano come responsabili di un innovativo progetto, pubblicizzavano e promuovevano investimenti legati alla vendita di apparati elettronici altamente innovativi, basati sull’I.A. ed a basso impatto ambientale e garantivano gli investimenti attraverso forme d’investimento fittizie (lettere di patronage prive di valore emesse da una società estera).

A fronte di investimenti iniziali, compresi tra i 4 mila e i 30 mila euro per singolo dispositivo, venivano quindi promessi ai clienti guadagni irrealistici stimati tra 0,8 e 1 Bitcoin mensili o annuali, che sarebbero dovuti derivare dall’estrazione di note valute digitali come Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e Litecoin. Tuttavia, dalle indagini è emerso che non solo i dispositivi venduti erano semplici personal computer assemblati, dotati di una potenza di calcolo minima e totalmente inidonei a svolgere l’attività promessa, ma anche che le applicazioni ed i siti internet forniti per visualizzare i presunti guadagni realizzati erano di fatto ingannevoli.

Alle richieste di giustificazioni effettuate dai risparmiatori, gli indagati trasferivano piccole somme (rewards) di alcune decine di euro e comunicavano che la mancata corresponsione dei reali guadagni promessi era legata a cambi di compagini societarie e/o problematiche di natura tecnica. Inoltre, l’architettura finanziaria del gruppo poggiava su un solido circuito internazionale volto a ostacolare la tracciabilità dei fondi. Le entrate derivanti dalle vendite venivano infatti fatturate da due società di diritto inglese riconducibili ai sodali, mentre i pagamenti delle vittime confluivano su conti correnti esteri, con una netta prevalenza di istituti bancari con sede in Belgio.

Tra le figure di spicco dell’organizzazione è emerso un soggetto di origine lombarda, dimorante in Svizzera, gravato da numerosi precedenti per reati economico-finanziari, risultato, in passato, vicino a contesti di criminalità organizzata riconducibili alla ‘ndrangheta. Lo stesso individuo era già stato destinatario, nel giugno 2023, di una misura cautelare personale per presunte frodi e indebita percezione di fondi legati al Pnrr.

– Foto ufficio stampa GDF –

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