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Cina, il centro anziani di Zikoufang cura i familiari degli emigrati in Italia

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un centro per l’assistenza agli anziani nel villaggio di Zikoufang, nella contea di Mingxi della provincia sud-orientale cinese del Fujian, custodisce un “quaderno della solidarietà” in cui vengono registrate in dettaglio tutte le donazioni, fino ai 200 yuan di Xie Fuhua, ai 2.000 yuan di Deng Fangwu e alle 30 uova d’anatra di Chen Jindian.

Si tratta di contributi modesti, ma che non si sono mai interrotti, e dietro di essi c’è la storia di un villaggio svuotato dall’emigrazione che unisce le forze per prendersi cura degli anziani.

La contea di Mingxi è una nota terra d’origine di cinesi residenti all’estero situata nell’entroterra: nei primi anni Novanta un’ondata migratoria portò numerosi giovani a cercare fortuna oltreconfine. Zikoufang conta più di 800 abitanti che vivono all’estero, pari a circa il 37% della popolazione registrata, soprattutto in Italia e in Ungheria.

Garantire l’assistenza agli anziani rimasti nel villaggio è quindi diventata una questione imprescindibile per l’intera comunità. Per rispondere a questa esigenza, il villaggio ha deciso di costruire una propria struttura dedicata.

Il centro, realizzato con un investimento di 6 milioni di yuan (circa 896.700 dollari), è stato completato e aperto il primo ottobre 2016. Dotato di una mensa, un ambulatorio e una palestra, è al servizio di tutti gli abitanti del villaggio di età pari o superiore ai 60 anni.

A distanza di un decennio, è diventato una “seconda casa” che oggi ospita oltre 70 anziani.

Gestito e in gran parte sovvenzionato dal villaggio, il centro chiede a ciascun ospite soltanto 210 yuan al mese per tre pasti al giorno, mentre un fondo per l’assistenza agli anziani, alimentato dalle donazioni degli abitanti trasferiti in Europa, contribuisce a garantirne il funzionamento nel lungo periodo.

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La vita nel centro è ben organizzata: il 15 di ogni mese il villaggio organizza una festa di compleanno collettiva per i residenti e, in occasione della Festa del doppio nove, la giornata dedicata agli anziani in Cina, offre un banchetto gratuito a tutti gli abitanti del villaggio di età pari o superiore a 60 anni.

Ogni pasto comprende due piatti a base di carne, due a base di verdure e una zuppa. I volontari consegnano il cibo alle persone con mobilità ridotta, un servizio che ha conquistato il cuore degli anziani del posto.

“Il cibo è diverso ogni giorno e possiamo guardare la televisione e ascoltare musica. Se prendiamo un raffreddore o ci viene la tosse, il medico del centro ci cura tempestivamente”, ha affermato Yang Quanmei, 80 anni, il cui figlio svolge attività commerciali in Italia da molti anni.

Per gli abitanti all’estero, il centro è un ponte che li collega ai propri genitori rimasti in patria.

“Per tre o quattro anni non sono riuscito a tornare a casa. Ma mia madre ha sempre mangiato al centro, con tre pasti garantiti puntualmente, e il prezzo non è mai aumentato in tutti questi anni”, ha dichiarato Huang Jincheng, figlio di Yang Quanmei.

“Ci sentiamo davvero rassicurati all’estero e siamo grati al villaggio perchè si prende cura dei nostri genitori, permettendoci di lavorare sodo oltreoceano con serenità”, ha aggiunto Huang.

La solidarietà è reciproca: ogni luglio e agosto, durante la bassa stagione delle loro attività, gli abitanti che vivono in Italia visitano il centro, donando somme comprese tra 200 e 3.000 yuan e portando spesso frutta e verdura di stagione.

“Ci sono polli, anatre, pesce, frutta e altri prodotti. Il personale del centro li ha annotati quando le persone sono venute a donarli. Alcuni hanno lasciato i loro doni davanti alla porta della mensa senza indicare il proprio nome, quindi non sono stati registrati”, ha dichiarato Dai Qinghua, responsabile del villaggio di Zikoufang, sfogliando il registro delle donazioni.

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“Quando gli anziani sono ben accuditi a casa, chi lavora all’estero ha una preoccupazione in meno”, ha dichiarato Dai.
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– Foto Xinhua –

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Cina, lanciato un nuovo satellite per il telerilevamento

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TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha lanciato un satellite per il telerilevamento dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi.
Il satellite Yaogan-50 03 è stato lanciato alle 18:15 (ora di Pechino) a bordo di un razzo vettore Long March-6 modificato ed è entrato nell’orbita prevista. La missione di lancio è stata un completo successo.
Il satellite sarà utilizzato principalmente per il rilevamento del territorio, la stima della resa agricola e la prevenzione e il soccorso in caso di calamità.
Il lancio ha segnato la 672esima missione di volo della serie di razzi vettori Long March.

– Foto Xinhua –

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Energia, Pasini “Costi insostenibili per le imprese, servono misure strutturali”

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MILANO (ITALPRESS) – Il caro energia e l’aumento dei costi delle materie prime sono “insostenibili per le nostre imprese, soprattutto per quelle di base, come chimica, metallurgia, carta, ceramica e vetro, che sono alla base della filiera non solo lombarda, ma nazionale”. Lo ha sottolineato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, parlando a margine del World Manufacturing Forum 2026, a Palazzo Mezzanotte a Milano. “Se le materie prime rimarranno a questi livelli – ha ribadito -, avremo un’inflazione legata ai costi e la Banca centrale aumenterà i tassi. Nel medio-lungo periodo, come purtroppo prevediamo, ci sarà un rallentamento dei mercati dei consumi”.
Gli effetti dei rincari si fanno sentire anche sulle attività produttive: “Noi, ad esempio, come siderurgia, in alcune ore della giornata fermiamo la produzione. Con questi costi del gas e dell’energia rischiamo di perdere qualche ora di lavoro. Per il momento l’occupazione è ancora stabile, ma la situazione è insopportabile”. Pasini ha richiamato quindi la necessità di interventi più incisivi per contenere il costo dell’energia: “Continuiamo a parlare di costi energetici, ma non si fa abbastanza nè a livello europeo nè a livello nazionale. E’ vero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha portato a casa qualcosa, ma sono granelli di sabbia di fronte a costi che diventano insostenibili. La flessibilità extra da sola non basta”.
Per il presidente di Confindustria Lombardia è fondamentale accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili: “Bisogna fare interventi strutturali e su questo siamo completamente indietro. Abbiamo un piano sulle rinnovabili da sviluppare. Ne abbiamo parlato proprio in questi giorni al World Manufacturing Forum: bisogna spingere sulle rinnovabili, che possono consentirci di ridurre la dipendenza dal gas”. Sul nucleare, Pasini ha evidenziato che i tempi di realizzazione non permettono di considerarlo una soluzione immediata: “Parlarne va bene, ma lo avremo tra dieci anni. Nel frattempo bisogna sfruttare le rinnovabili”.
Quanto agli obiettivi europei di decarbonizzazione dei settori energivori, Pasini conferma la condivisione della direzione intrapresa, chiedendo però tempi più compatibili con le difficoltà delle imprese. “Siamo convinti che la direzione non sia sbagliata. Sono i tempi che devono alleggerirsi. Di fronte alle crisi internazionali, le imprese hanno bisogno di più tempo, altrimenti rischiamo di non arrivare nelle condizioni migliori”.
Tra le principali richieste del settore manifatturiero, oltre al contenimento dei costi energetici e delle materie prime, Pasini indica anche la necessità di affrontare il problema della carenza di capitale umano. “C’è anche un piano casa molto importante, perchè dà la possibilità ai nostri giovani di potersi stabilizzare. Sappiamo che purtroppo abbiamo una carenza di capitale umano e mi auguro che il Governo faccia un’azione molto forte su questo fronte”. In questo momento, tuttavia, il costo delle materie prime resta la priorità: “E’ sicuramente al primo posto dell’agenda”.
Infine, Pasini ha commentato positivamente l’accordo raggiunto il giorno precedente con gli autotrasportatori. “Siamo contenti, auspicavamo che si trovasse un accordo perchè l’80% della merce che gira oggi in Italia viaggia su gomma. Se si fermano i trasportatori, si ferma completamente il mercato e si fermano le imprese”. Il presidente di Confindustria Lombardia ha sottolineato inoltre come l’aumento del costo del gas e del petrolio si rifletta direttamente sui trasporti, penalizzando la competitività delle aziende sui mercati internazionali. “La Lombardia esporta prodotti per 167 miliardi di euro all’anno. Il primo mercato è la Germania, il secondo la Francia. Più aumentano i costi dei trasporti, meno riusciamo a raggiungere questi Paesi”, ha concluso.
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Distretto manifatturiero del Nord, rafforzata alleanza con industria e banche

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MILANO (ITALPRESS) – Il Distretto manifatturiero unico del Nord prosegue il proprio percorso per rafforzare la competitività del sistema produttivo e costruire una posizione comune sulle politiche industriali nazionali ed europee. Dopo gli appuntamenti di Milano e Torino, le cinque Regioni – Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto – si sono riunite oggi a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum, per un terzo incontro che ha visto il coinvolgimento del sistema bancario e delle rappresentanze regionali industriali, con l’obiettivo di trasformare le esigenze delle imprese in proposte concrete per le politiche industriali.
Presenti i cinque assessori regionali allo Sviluppo economico: Vincenzo Colla (Emilia- Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte) e Massimo Bitonci (Veneto).
La giornata si è articolata in due momenti di confronto: il primo con i rappresentanti regionali e nazionali dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e il secondo con i vertici delle Confindustrie regionali, per condividere le principali esigenze del sistema produttivo e individuare priorità e proposte comuni a sostegno della competitività delle imprese.
Per ABI hanno partecipato Alessandro Azzi, presidente della Commissione regionale Lombardia; Cristian Berselli, presidente della Commissione regionale Emilia-Romagna; Stefano Cappellari, presidente della Commissione regionale Piemonte; Sergio Bava, presidente della Commissione regionale Veneto, e Gianluca Guaitani, già presidente della Commissione regionale Liguria. Presente anche Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario di ABI nazionale.
Per Confindustria hanno partecipato i presidenti regionali Giuseppe Pasini (Lombardia), Andrea Amalberto (Piemonte), Mario Gerini (Liguria) e Riccardo Fava (Emilia- Romagna). Per il Veneto era presente Carlo Stilli, Direttore Generale di Confindustria Veneto.
Il confronto con ABI ha posto al centro l’accesso al credito e gli strumenti necessari a sostenere gli investimenti delle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie realtà produttive che costituiscono una componente fondamentale delle filiere manifatturiere del Nord.
Il confronto ha consentito di approfondire le principali esigenze del sistema produttivo in vista dei prossimi provvedimenti nazionali in materia di credito, con particolare riferimento alla necessità di procedere alla riforma del Fondo Centrale di Garanzia, al fine di assicurare maggiore certezza e stabilità alle imprese.
E’ emersa inoltre l’importanza di sviluppare strumenti di sostegno al credito innovativi, quanto più possibile uniformi e coordinati tra le Regioni, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese, al sostegno delle startup, ai processi di patrimonializzazione e al passaggio generazionale. Tra le ipotesi da approfondire anche l’introduzione di strumenti di garanzia di filiera, che valorizzino la solidità delle imprese capofila per facilitare l’accesso al credito delle aziende fornitrici.
In questa prospettiva, è stata concordata l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto tra le cinque Regioni e le rappresentanze territoriali di ABI, con l’obiettivo di individuare, nell’arco dei prossimi tre mesi, soluzioni operative e strumenti condivisi per facilitare l’accesso al credito, sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita e la competitività del sistema produttivo.
Il successivo incontro con le rappresentanze regionali di Confindustria ha consentito di proseguire il lavoro sulle priorità comuni del sistema industriale, a partire dal rafforzamento delle filiere produttive, dal sostegno agli investimenti, dall’innovazione e dalla necessità di creare condizioni più favorevoli alla competitività delle imprese.
Il confronto con il sistema regionale industriale e bancario rappresenta un ulteriore passo nel percorso delle cinque Regioni, che insieme contribuiscono a oltre la metà del PIL nazionale. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire una posizione comune, capace di incidere sulle scelte di politica industriale.
Nel corso della giornata, le cinque Regioni hanno inoltre concordato di ampliare il lavoro comune a due nuovi ambiti strategici: l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione degli investimenti.
Sul primo fronte, l’obiettivo è sviluppare un progetto condiviso che coinvolga le imprese delle cinque Regioni su una filiera produttiva e un mercato estero individuati congiuntamente. Sul secondo, è stata condivisa la volontà di definire un patto per l’attrazione degli investimenti, mettendo a sistema competenze, strumenti e opportunità dei diversi territori.
Il prossimo appuntamento della Cabina di Regia è previsto il 9 dicembre a Veronafiere, dove proseguirà il confronto con ulteriori rappresentanze del sistema economico e produttivo, attraverso incontri dedicati agli stakeholder che hanno richiesto un’interlocuzione con le cinque Regioni.
-foto f47/Italpress-
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