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Il genio di Jeff Koons a Palermo, un tributo d’eccezione a Palazzo Reale

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PALERMO (ITALPRESS) – L’universo del rivoluzionario artista Jeff Koons sbarca in Sicilia per la prima volta. L’evento, ideato, organizzato e promosso dalla Fondazione Federico II in sinergia internazionale con Weng Contemporary di Zugo in Svizzera, punto di riferimento per le edizioni di arte contemporanea e Bernardaud, storica maison francese dell’alta porcellana di Limoges, segna un ulteriore passo avanti nel solco delle grandi collaborazioni internazionali, definendo uno spazio di contaminazione culturale capace di fondere la storia millenaria di Palazzo Reale con la forza espressiva del contemporaneo. Al Palazzo Reale di Palermo con Jeff Koons Tribute, fino all’11 gennaio dal giovedì al lunedì, la Fondazione Federico II celebra la grandezza dell’artista più Pop del panorama mondiale.
L’esposizione aprirà domani, 22 ottobre, compatibilmente coi lavori d’aula dell’Assemblea Regionale Siciliana che come è noto si protraggono a Sala d’Ercole, adiacente agli Appartamenti Reali dove sono allestite le opere.
Un racconto, ambientato e allestito lungo gli ambienti degli Appartamenti Reali, che procede come un viaggio attraverso 15 opere tra prototipi e edizioni limitate in dimensione mid size e con l’uso della porcellana, delle cromature e smalti così come del legno nel caso della ballerina. Jeff Koons è l’artista vivente più pagato al mondo. Christiès ha venduto una sua scultura per 91,1 milioni di dollari, la più alta cifra mai pagata per l’opera di un artista vivente.
Probabilmente non basta questo assunto per descrivere l’uomo, l’artista e il genio.
Innegabilmente è l’artista contemporaneo per antonomasia. Appartiene a quella èlite ristretta popolata da mostri sacri dell’arte contemporanea come Pistoletto, Cattelan, Ai Weiwei, Anish Kapoor, Tony Cragg, Richard Long, William Kentridge, Jenny Saville.
Nonostante l’aspetto giocoso e infantile, le opere sono realizzate con grande precisione e hanno un valore economico molto elevato. Questo contrasto tra un soggetto apparentemente semplice e la sua trasformazione in un’opera sofisticata è tipico dello stile di Koons. Indaga i concetti di consumo e desiderabilità nella società contemporanea e il suo lavoro intende abbattere le barriere tra l’opera e l’osservatore trasmettendo insieme un messaggio di inclusione, democratizzazione dell’arte e valorizzazione della esperienza umana. Utilizzando oggetti facilmente riconoscibili e trasformandoli in opere monumentali, L’artista mette in discussione il confine tra arte, commercio e cultura di massa. Il suo stile, quindi, unisce semplicità, spettacolarità, colori vivaci e perfezione tecnica. Le sue opere possono apparire divertenti e accessibili, ma allo stesso tempo invitano a riflettere sul valore che attribuiamo agli oggetti, alle immagini della cultura popolare e all’arte contemporanea.
Il fulcro del percorso è incentrato sulla celebre serie Celebration, un progetto monumentale iniziato da Koons nei primi anni Novanta. L’intera collezione trae ispirazione dalle grandi decorazioni gonfiabili che tradizionalmente addobbano i cortili delle case nella Pennsylvania centro-meridionale, trasformando oggetti quotidiani ed effimeri in vere e proprie icone eterne.
Tra i pezzi forti dell’esposizione spicca il leggendario Balloon Dog Blue, una famosissima e straordinaria opera in porcellana di Limoges cromata. Il lavoro richiama con nostalgia i classici animali a forma di palloncino regalati durante le feste di compleanno per bambini. Questa raffinata versione in porcellana omaggia e, al tempo stesso, rielabora l’omonima scultura monumentale in metallo cromato da cui trae origine, creando un dialogo unico tra scala e materiale.
Il viaggio nell’universo pop e concettuale dell’artista prosegue con altre creazioni iconiche, tra cui: i luccicanti e geometrici Diamonds (I Diamanti); la graziosa e malinconica Seated Ballerina (La Ballerina Seduta) e numerosi altri capolavori in formato mid-size come la straordinaria Lobster (aragosta) che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea recente.
Per la prima volta, i visitatori potranno ammirare da vicino un corpus di opere iconiche, audaci e magnetiche che hanno consacrato Koons come l’artista pop dell’arte contemporanea più rivoluzionario del pianeta.
Ospitare Jeff Koons al Palazzo Reale non è una semplice provocazione, ma una profonda riflessione sulla luce, sullo splendore e sulla sacralità dell’immagine. Le superfici cromate e specchianti di Koons, concepite dall’artista per riflettere lo spettatore e renderlo parte integrante dell’opera, creano un legame concettuale potente e inaspettato con l’oro eterno dei mosaici bizantini della Cappella Palatina. I Normanni utilizzavano lo splendore della foglia d’oro negli Appartamenti Reali e nello spazio sacro per elevare lo spirito verso il trascendente. Oggi Koons usa la lucentezza e lo splendore per ancorare l’uomo alla sua realtà terrena. Due epoche distanti più di mille anni che, nello stesso Palazzo, celebrano oggi con linguaggi differenti il trionfo della luce e dello stupore visivo.
“Con Jeff Koons Tribute, – sottolinea Gaetano Galvagno Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II – il Palazzo Reale di Palermo si conferma, ancora una volta, baricentro di contaminazioni culturali, capace di far dialogare la sua storia millenaria con le espressioni più moderne e contemporanee dell’arte. Ospitare per la prima volta in Sicilia le opere di un’icona mondiale come Jeff Koons rappresenta un traguardo di altissimo profilo istituzionale e culturale per la Fondazione Federico II. Questo progetto è il frutto di una prestigiosa sinergia internazionale tra la Fondazione Federico II, Weng Contemporary di Zugo e la storica maison francese Bernardaud. E’ un evento culturale di respiro internazionale nato per conquistare i grandi collezionisti e accendere lo stupore dei visitatori più curiosi”.
Nelle sale di Palazzo Reale le forme lucide, pop e specchianti di Jeff Koons dialogano con la storia arabo-normanna. Una provocazione estetica e intellettuale che dimostra la potenza di un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere del tempo, unire mondi opposti e generare pura meraviglia.
“Jeff Koons incarna il lusso di prendere sul serio il superfluo. L’arte di Koons – spiega Gabriele Accornero, curatore d’arte e assistente all’organizzazione – sembra nascere da un paradosso: prendere ciò che è più comune, seducente e apparentemente vuoto e trasformarlo in qualcosa che pretende di essere guardato con attenzione. Palloncini, giocattoli, oggetti kitsch e immagini della cultura pop diventano nelle sue mani superfici scintillanti, quasi perfette, su cui il desiderio si riflette come in uno specchio. Koons non combatte la cultura di massa: la invita al museo a scoprire che, dietro una superficie apparentemente frivola, siamo noi stessi – con i nostri desideri, le nostre ossessioni e il nostro bisogno di meraviglia – a essere messi in mostra”.
Il Tributo prevede anche un video di sintesi sul metodo di lavoro del Maestro. Nei filmati realizzati all’interno dello studio dell’artista, l’obiettivo cattura Koons intento a spiegare la propria visione, mentre sullo sfondo i suoi collaboratori portano avanti l’attività senza sosta. Questa scena restituisce l’immagine di un’efficienza tipica del mondo aziendale, ma testimonia anzitutto che la creazione artistica, esattamente come l’aspirazione, non è una merce di poco valore: richiede competenza tecnica, rinunce e costante impegno.
«Per aumentare il potere seduttivo dei manufatti è necessario riprodurli da zero, poichè questo è l’unico modo per renderli impeccabili». Di rimando, l’acciaio imita la consistenza della gomma, le materie plastiche simulano la natura di un fiore, la riproduzione digitale si traveste da tela e il dipinto evoca la precisione di uno scatto fotografico. «Maggiore è la capacità di mutare forma di un elemento, più ampie diventano le sue potenzialità». L’ideatore di alcune tra le opere plastiche più quotate sul mercato globale non ha mai modellato la materia con le proprie mani; eppure, possiede la chiara consapevolezza di quale direzione prendere e a quali maestranze affidarsi per concretizzarla. Il Tributo a Jeff Koons è accompagnato da un catalogo Edizioni Fondazione Federico II.
-foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
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Juventus chiamata alla reazione, Spalletti “Abbiamo parlato, serve dare di più”

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TORINO (ITALPRESS) – “Serve la reazione per dare di più e raggiungere gli obiettivi: sia da parte mia, sia da parte dei giocatori”. Luciano Spalletti non ha dubbi, nella terza giornata della fase campionato di Europa League contro il Rennes vuole una reazione da parte della Juventus.

Il tecnico bianconero ha ribadito la propria fiducia nei confronti della squadra dopo l’ultimo faccia a faccia: “La sensazione è che i ragazzi siano dentro ai discorsi che si fanno. Nell’ultima riunione che abbiamo fatto li ho fatti parlare, ho cercato di acquisire il massimo delle informazioni. Ho avuto la conferma di quella che è la loro serietà e onestà, il loro pensiero. Si sono resi tutti molto disponibili a dare qualcosa di più“.

Spalletti ha poi aggiunto: “Come si riparte? Quella del dialogo e del metodo di lavoro sono componenti importanti, questa volta li ho fatti parlare tutti, io sono stato zitto, mi ha fatto piacere sentire il loro pensiero. Sono venute fuori delle cose importanti che potrò usare in quello che sarà il metodo”.

Tredici punti in sette giornate di campionato per i francesi, una vittoria e un pareggio in Europa League: “Il Rennes è una squadra molto diretta, ha gente di qualità, ha un giocatore forte come Lepaul. Non è facile da affrontare, bisognerà essere molto attenti, loro valutano bene quelli che sono i momenti della partita, stanno facendo un buon campionato, sono a un punto dalla prima. Per noi sarà un banco di prova importante”.

Sulla possibile sceltra tra Woltemade e Kolo Muani, il tecnico bianconero è stato netto: “Domani partono tutti e due dall’inizio”. Spalletti è poi tornato sulle parole di Gleison Bremer al termine del ko casalingo contro la Lazio: “Chiarito con Bremer? Ha chiarito con i compagni, per me il discorso era tutto chiaro sin da domenica sera, lui ha spiegato le sue parole: la squadra ha accettato perchè hanno un rapporto bellissimo”.

In conferenza è intervenuto anche l’attaccante transalpino Randal Kolo Muani: “Dobbiamo dimenticare la partita con la Lazio, dobbiamo andare avanti e mettere in campo tutto quello che abbiamo. Parole di Bremer? Il capitano ha parlato dopo la partita, c’era un pò di tensione, ne abbiamo parlato, bisognava dirsi le cose, è stata una discussione costruttiva. Come in una famiglia ci sono le problematiche, ma l’importante è dire le cose per poi ripartire”.

Kolo Muani ha poi aggiunto: “Sarà una partita molto importante, abbiamo ottenuto due vittorie di fila in Europa League, ora vogliamo la terza. Non sarà facile: il Rennes verrà qui per attaccare e vincere, sarà una gara intensa”.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Giustizia, nuove tappe a Sciacca e Marsala per il progetto “Uffici di prossimità”

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ROMA (ITALPRESS) – Avvicinare la giustizia ai cittadini, a partire da quelli più fragili e da chi vive lontano dai tribunali. Fa tappa ai Tribunali di Sciacca (giovedì 22 ottobre) e Marsala (venerdì 23) “Uffici di prossimità – La giustizia più vicina ai cittadini”, il progetto del Ministero della Giustizia (finanziato dal POC al PON Governance Capacità Istituzionale 2014-2020) a cui la Regione Siciliana partecipa con il supporto tecnico di Formez.
Gli Uffici di prossimità sono sportelli aperti nei Comuni e collegati ai tribunali competenti. Offrono orientamento e assistenza per le pratiche che non richiedono un avvocato e permettono di depositare istanze e ricorsi senza spostarsi fino al palazzo di giustizia. In particolare, consentono di agire sull’amministrazione di sostegno, sulle tutele – anche dei minori – e sulle curatele. E’ la parte della giustizia più vicina alla vita quotidiana di anziani, persone con disabilità e famiglie che se ne prendono cura. In Sicilia, da giugno, ne sono operativi 30, aperti in altrettanti Comuni.
Alla presentazione del progetto a Palermo, lo scorso giugno, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano ha ricordato che “la giustizia si qualifica come tale solo quando è accessibile”. Per Albano gli Uffici sono la risposta concreta a questo bisogno di vicinanza. Roberta Bardi, del Ministero della Giustizia, ha definito il progetto “un rilevante esempio di collaborazione tra Regioni, comuni e tribunali”. Secondo la Bardi la nuova rete regionale migliorerà accessibilità, efficienza e qualità dei servizi. Il presidente di Formez, Giovanni Anastasi, ha richiamato l’esperienza maturata in altre regioni e parlato di un percorso che porta a essere “sempre più vicini alle esigenze reali del Paese”.
All’appuntamento previsto a Sciacca giovedì alle 9.30, nell’Aula F di via Quasimodo 1, ai saluti istituzionali partecipano anche il presidente del Tribunale Bruno Fasciana, il dottor Roberto Angiuoni, componente della Direzione generale per il coordinamento delle Politiche di Coesione del Ministero della Giustizia, la dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali Maria Letizia Di Liberti, e il sindaco Fabio Termine. Fulvio Ventura (Formez), Rosanna Grisafi e Carmela Cirrotto del Tribunale illustreranno gli Uffici come punti di accesso alla giustizia. Seguiranno i sindaci di Bivona, Cianciana, Santo Stefano Quisquina e San Biagio Platani, che parleranno del ruolo degli Uffici nell’integrazione sociale e territoriale.
Per l’incontro al Tribunale di Marsala venerdì, sempre alle 9.30, l’evento si terrà nell’Aula Borsellino.
Dopo i saluti del presidente del Tribunale Alfonso Malato, interverranno Angiuoni, Ventura, i cancellieri esperti Giovanni Lombardo e Giovanna Turano, il dirigente amministrativo del Tribunale di Marsala Fabio Maiani, il sindaco Andreana Maria Patti e quello di Castelvetrano Giovanni Lentini. Entrambi gli incontri saranno moderati da Roberto Santi, responsabile dell’Ufficio eventi di Formez.

– Foto ufficio stampa Formez –
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Ue, il Parlamento Europeo fissa le priorità per il bilancio 2027

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STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha fissato il livello complessivo degli stanziamenti di impegno per il 2027 (impegni giuridici a effettuare pagamenti nello stesso anno o in anni successivi) a 194 miliardi di euro, con un incremento mirato di 1,17 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione.

Gli eurodeputati hanno stabilito il livello complessivo degli stanziamenti di pagamento (pagamenti effettivi ai beneficiari) a 203,3 miliardi di euro. L’obiettivo è garantire un finanziamento adeguato alle priorità del Parlamento, nel rispetto degli attuali vincoli di bilancio. Il Parlamento chiede inoltre che il rimborso del debito dell’UE sia finanziato senza tagliare la spesa per i programmi chiave dell’Unione.

Per stimolare la competitività europea, l’innovazione e la connettività transfrontaliera, i deputati propongono di aumentare i finanziamenti per “Orizzonte Europa” di 63 milioni di euro, per le reti di trasporto ed energia di 260 milioni di euro e per il sostegno alle piccole e medie imprese di 31,5 milioni di euro. Propongono inoltre 50 milioni di euro in più per il programma “EU4Health” e 96 milioni di euro aggiuntivi per “Erasmus+”.

I deputati spingono per un incremento di 85 milioni di euro dei finanziamenti destinati al Fondo europeo agricolo di garanzia – di cui 20 milioni di euro specificamente per i giovani agricoltori – e per un aumento di 85 milioni di euro a favore del programma LIFE. Per migliorare la risposta alle catastrofi naturali, chiedono di incrementare di 80 milioni di euro i fondi per il Meccanismo di protezione civile.

Al fine di rafforzare la capacità dell’UE di gestire la migrazione e proteggere le proprie frontiere esterne, i deputati propongono di aumentare i finanziamenti per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione di 20 milioni di euro e per lo Strumento di gestione delle frontiere e dei visti di 40 milioni di euro.

Richiedono inoltre 20 milioni di euro aggiuntivi per la mobilità militare. I fondi destinati al vicinato meridionale dovrebbero aumentare di 60 milioni di euro, quelli per il vicinato orientale di 30 milioni di euro, con ulteriori 40 milioni di euro stanziati per gli aiuti umanitari. Una risoluzione di accompagnamento, adottata con 400 voti favorevoli, 189 contrari e 84 astensioni, riassume la posizione del Parlamento.

Al fine di tutelare i programmi chiave, preservando al contempo la flessibilità del bilancio dell’UE e la sua capacità di rispondere a sfide impreviste, i deputati sostengono che debbano essere utilizzati strumenti di finanziamento dedicati per coprire i costi legati al piano NGEU e al prestito a sostegno dell’Ucraina, senza compromettere i programmi dell’UE già esistenti.

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«In questo momento eccezionalmente difficile per l’Europa, il solo fatto di avere un bilancio rappresenta già un traguardo. Nonostante i vincoli finanziari e geopolitici e la crescente frammentazione politica, il Parlamento ha trovato un’intesa su un bilancio che mette al primo posto le persone: studenti, ricercatori, pazienti, giovani agricoltori e le comunità lungo i confini orientali dell’Europa. Dietro ogni voce di bilancio per la quale il Parlamento propone maggiori risorse, vi sono persone reali e bisogni concreti. Inoltre, il debito contratto per il piano di ripresa NextGenerationEU non dovrebbe essere ripagato a spese della prossima generazione europea», ha dichiarato Nils Ušakovs (S&D), relatore generale per il bilancio dell’UE 2027 (sezione III – Commissione).

«La disciplina di bilancio non è negoziabile. I contribuenti europei si aspettano, a ragione, che il denaro pubblico venga utilizzato in modo responsabile. Vogliamo che le istituzioni dell’UE operino in modo efficiente, senza che la loro capacità di adempiere ai propri compiti venga compromessa da tagli eccessivi. Sono certo che abbiamo trovato il giusto equilibrio, promuovendo risparmi ed efficienza e investendo in nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e le infrastrutture per la cibersicurezza. L’obiettivo è una spesa responsabile e un Parlamento europeo in grado di assolvere al proprio mandato democratico», ha affermato Michalis Hadjipantela (PPE), relatore per le altre sezioni del bilancio.

– Foto IPA Agency –

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