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Tlc, Labriola (Asstel) “Serve politica industriale per rilanciare investimenti”

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, il Forum Nazionale delle Telecomunicazioni in Italia 2026 “Qui si costruisce la capacità digitale dell’Italia – Un programma per infrastrutture, servizi e competenze” organizzato da Assotelecomunicazioni-Asstel e dalle Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil. Il Forum Nazionale ha visto la partecipazione della Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, che è intervenuta con un video messaggio e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Il settore delle telecomunicazioni ha una rilevanza strategica per l’economia nazionale: considerando l’impatto complessivo (diretto e indiretto) delle telecomunicazioni in Italia, si stima che il settore contribuisca per oltre 139 miliardi di euro al PIL nazionale, pari al 6,2% del totale. Contribuisce in modo significativo, inoltre, al bilancio statale, con un impatto diretto sulle entrate fiscali: sono circa 141 i miliardi di euro distribuiti dal 2007 al 2025.
“Oggi – dice Urso – le telecomunicazioni non rappresentano soltanto un servizio commerciale, ma costituiscono la vera spina dorsale della competitività del Paese e vanno considerate anche alla luce della sicurezza nazionale e continentale. La connettività è l’infrastruttura primaria abilitante per la trasformazione digitale del nostro sistema produttivo e per la nascita di nuovi servizi ad alto valore aggiunto. Per questa ragione il Ministero delle Imprese ha attuato una serie di azioni mirate con l’intento di definire una politica industriale solida, coerente, strutturata e duratura nel tempo. L’obiettivo comune deve essere quello di garantire la sostenibilità economica degli investimenti, creando un ambiente favorevole alla crescita e assicurando che i benefici dell’innovazione raggiungano ogni cittadino e ogni impresa”.
“Il settore delle telecomunicazioni – afferma il Presidente di Asstel, Pietro Labriola – attraversa una fase critica: il traffico dati e i costi crescono, mentre i ricavi diminuiscono, compromettendo la sostenibilità economica della filiera e la sua capacità di investire. Servono strumenti aggiornati e decisioni rapide e risolutive per rendere il settore in grado di sostenere la trasformazione digitale, la crescita delle imprese, la modernizzazione della PA e l’autonomia tecnologica del Paese.
In questo quadro, pesa anche un livello di conflittualità interna al settore che resta elevato e che, pur riflettendo interessi e posizioni differenti, rischia talvolta di rallentare la costruzione di soluzioni condivise. Per affrontare con efficacia le sfide comuni è quindi importante favorire un confronto orientato alla convergenzà.
‘Per raggiungere questi obiettivi – prosegue – occorrono interventi su energia a costi competitivi; su una contribuzione equa dei grandi attori digitali agli investimenti nelle reti; servono regole uguali per servizi uguali; procedure autorizzative più semplici; è necessario un progressivo allineamento dei limiti elettromagnetici ai parametri europei; occorre l’allocazione non onerosa delle frequenze in scadenza; una politica della concorrenza che valuti anche investimenti, qualità delle reti, innovazione e autonomia tecnologica. Nel comparto dei call center occorre inoltre contrastare il dumping contrattuale, qualificare le imprese che partecipano alle gare e accompagnare la riqualificazione dei lavoratori verso nuove attività legate alla reindustrializzazione del mercato.
Ora va fatta una scelta di politica industriale: considerare le telecomunicazioni una priorità strategica nazionale e agire di conseguenza. Le Linee Programmatiche Asstel indicano le condizioni industriali che permettono alle telecomunicazioni italiane di traguardare obiettivi concreti di investimenti, innovazione e crescita. Senza una Filiera TLC forte, sostenibile e messa nelle condizioni di investire, non ci sarà futuro digitale credibile per l’Italia”.
Il Segretario Generale di Slc-Cgil Riccardo Saccone sottolinea che ‘anche quest’anno fotografiamo un settore che in potenza dovrebbe essere il vero abilitatore della transizione digitale in Italia ma che, all’atto pratico, si dibatte da più di un decennio in una crisi strisciante che ne diminuisce le tante, innegabili, potenzialità. Le ultime crisi ci restituiscono un comparto che continua a bruciare occupazione specializzata presente e fatica a reperire nuove professionalità che stiano al passo con la costante evoluzione tecnologica del settore. Un settore con l’età media più alta fra quelli privati in Italia che registra ancora una contrazione significativa degli occupati. Per l’ennesimo anno siamo qui a denunciare l’assenza di strumenti legislativi stabili per gestire la riconversione professionale indispensabile se si vuole davvero proteggere il perimetro occupazionale. Un discorso a parte merita poi il settore dei CRM BPO’. Per Saccone
‘occorre una visione d’insieme che sappia coniugare investimenti e sviluppo. L’incidenza dei costi energetici, l’incertezza sulle regole per l’assegnazione non onerosa delle frequenze sono un ulteriore elemento di incertezza. Occorre un patto fra tutti gli attori in campo, a partire dal Governo se si vuole avere in Italia un settore TLC che sia davvero il volano della digitalizzazione. Anche le aziende facciano la loro parte. In quasi tutto il settore i secondi livelli di contrattazione sono bloccati ed i risultati pur positivi dell’ultimo rinnovo di Contratto sono vanificati dall’ennesima fiammata inflattivà.
Il Segretario Generale di Fistel-Cisl Alessandro Faraoni sottolinea che ‘l’intelligenza artificiale sta già modificando attività, competenze e responsabilità. La formazione deve accompagnare il cambiamento fin dalla fase in cui vengono ripensati i processi, individuando le professionalità coinvolte e distinguendo tra aggiornamento nel ruolo, riqualificazione e accesso a nuovi mestieri. La maggiore produttività non può tradursi in meno occupazione: deve migliorare l’organizzazione del lavoro, valorizzare le competenze e trovare un equilibrio anche attraverso la contrattazione di secondo livello.
Il lavoro qualificato è una condizione per la competitività della filiera, non un costo da comprimere. Per sostenere la transizione servono investimenti nelle reti, nelle competenze e nelle persone, misure sui costi energetici e un contributo dei grandi operatori tecnologici che utilizzano le infrastrutture. E’ necessario istituire un tavolo di settore stabile e concreto tra Governo, imprese e sindacati: non una sede di confronto meramente formale, ma uno strumento operativo per definire priorità, tempi e impegni verificabili e dare risposte alle trasformazioni della filiera. Contratto e confronto devono tenere unite sostenibilità, innovazione, crescita professionale e tutela dell’occupazione. Un Paese senza carburante digitale rischia di fermarsi. E, nell’economia del futuro, può essere persino peggio che restare senza petroliò.
Secondo il Segretario Generale di UilFPC-Uil Salvo Ugliarolo ‘le responsabilità non si fermano alla politica. Anche alcune aziende del settore stanno cercando di utilizzare la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale come leva per trasferire sui call center ulteriori risparmi e tagli, scaricandone il peso sulle imprese che operano in appalto e, soprattutto, sulle lavoratrici e sui lavoratori.
L’intelligenza artificiale deve essere un’opportunità di innovazione e crescita, non un alibi per comprimere ulteriormente i costi, impoverire il lavoro e mettere a rischio l’occupazione. Continuare su questa strada significa indebolire l’intera filiera, alimentare precarietà e alimentare una competizione fondata esclusivamente sul ribasso.
Così non si fa il bene del settore, delle imprese che rispettano le regole e, soprattutto, delle persone. Occorre assumersi responsabilità precise e costruire una strategia industriale che accompagni le trasformazioni tecnologiche tutelando il lavoro, valorizzando le competenze e garantendo condizioni dignitose a chi ogni giorno contribuisce al funzionamento di questa filierà.
Nel 2025 i ricavi retail sono 22,3 miliardi di euro, in crescita (+1%, per un aumento di 200 milioni). I ricavi retail+wholesale sono 28,4 miliardi di euro, in crescita di 300 milioni. Tale dinamica è però dovuta principalmente alla crescita della componente fissa, sia per il comparto retail sia per quello wholesale (in entrambi i casi con crescite di +200 milioni).
Complessivamente, i ricavi da servizi tradizionali (fonia e dati) evidenziano una contrazione (-1%), mentre crescono (+7%) i ricavi derivanti da altri servizi, che valgono complessivamente 6,0 miliardi di euro, in particolare ICT, come cloud e cybersecurity. La dinamica riflette una graduale evoluzione del mix di offerta degli operatori TLC, con una maggiore rilevanza di servizi digitali rispetto alla componente tradizionale: il peso di questi servizi, infatti, cresce dall’11% del 2022 al 17% del 2025.
Secondo i dati dell’Osservatorio Agcom, tra il 2024 e il 2025 in Italia i prezzi relativi a terminali e servizi di comunicazione sono scesi del -5,5%, contro una media europea del -0,4%. Da dicembre 2016 a dicembre 2025 l’Italia mostra un calo del -31,6%, il maggiore tra i principali Paesi europei. Nel 2025 continuano a crescere i volumi di traffico dati da rete fissa (+12%) e da rete mobile (+17%). Dal 2010 ad oggi il traffico dati fisso ha più che decuplicato il proprio volume, dal 2017 quadruplicato. Per quanto riguarda i dati mobili il traffico raggiunto è più che centuplicato rispetto a quello registrato nel 2010 e decuplicato rispetto al 2017. E va tenuto conto che gran parte della crescita (sia per la rete fissa sia per la rete mobile) è dovuta a big tech e hyperscaler. Infatti, l’85% della capacità di rete è oggi occupata dalle grandi piattaforme che monetizzano la domanda digitale, mentre sulle TLC ricadono investimenti, obblighi e responsabilità settoriali.
-foto mec/Italpress-

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Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia ad Atene celebra le eccellenze lombarde

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ATENE (GRECIA) (ITALPRESS) – L’Ambasciata d’Italia ad Atene ha dedicato alle eccellenze enogastronomiche della Lombardia l’undicesima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, celebrando quest’anno il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale Unesco. La rassegna, svolta in collaborazione con l’Ufficio ICE di Atene e con Regione Lombardia – la cui delegazione è stata guidata dall’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – ha visto protagonisti quindici consorzi della regione e i loro vini, formaggi e salumi, custodi delle eccellenze della tradizione e promotori dei territori. Lo Chef Stefano Grandi del Ristorante “Il Santa” di Milano è giunto dall’Italia per presentare i sapori della cucina lombarda con originali menù in un articolato programma di eventi. La Residenza dell’Ambasciatore Paolo Cuculi ha ospitato una cena di gala cui hanno preso parte esponenti di rilievo delle istituzioni e del mondo economico e culturale greco, tra cui il Ministro del Turismo Kefalogianni, il Presidente del Gruppo Parlamentare di Amicizia Grecia-Italia Ypsilantis, il Governatore dell’Agenzia delle Entrate Pitsilis e alcuni tra i principali armatori ed imprenditori ellenici. Il programma è proseguito con un evento dedicato a operatori del settore e dei mezzi di informazione presso il ristorante italiano “Sole Giaguaro” di Atene.

La Residenza dell’Ambasciatore ha poi ospitato il ricevimento “Journey to Lombardia Food Excellence”, cui hanno preso parte oltre 300 ospiti, tra cui il Vice Ministro dell’Ambiente ed Energia Soukouli Viliali, il Presidente del Consiglio di Stato Pikrameos, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Dokos, rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, della cultura e dell’informazione, i quali hanno espresso unanime apprezzamento per la varietà e qualità di cibi e vini offerti. Lo Chef Grandi ha inoltre tenuto una masterclass presso la scuola di gastronomia e turismo IEK-AKMI di Atene, illustrando a una platea di studenti tecniche e ricette della cucina lombarda. Come sottolineato dall’Assessore Beduschi e dall’Ambasciatore Cuculi durante i vari eventi, la Settimana della Cucina Italiana ad Atene ha posto le premesse per elevare la proiezione di prodotti e marchi dell’enogastronomia lombarda e italiana in un mercato nel quale l’export italiano del settore agroalimentare già ora supera annualmente il miliardo di euro. Nell’occasione sono stati altresì valorizzate altre aziende italiane di assoluta eccellenza quali Campari, Ferrero, Lavazza e Barilla.

Hanno partecipato all’iniziativa: Consorzio Tutela Provolone Valpadana; Consorzio Tutela Grana Padano; Consorzio Tutela Gorgonzola; Consorzio Tutela Taleggio; Consorzio Tutela Quartirolo Lombardo; Consorzio Tutela Salva Cremasco; Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto; Consorzio Tutela Bresaola della Valtellina; Consorzio Tutela Cacciatore Italiano; Consorzio Tutela Vini Lugana DOC; Consorzio Vini Valtènesi; Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese; Consorzio Tutela del Franciacorta; Consorzio Tutela Vini Mantovani; Consorzio Tutela dei Vini di Valtellina; AS.CO.VI.LO. – Associazione Consorzi Vini Lombardi, Pasticceria Antoniazzi, Riserva San Massimo, Pastificio Menini.

– foto ufficio stampa Ambasciata d’Italia ad Atene –

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Distretto Manufatturiero Unico del Nord, 5 Regioni incontrano ABI e Confindustria

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MILANO (ITALPRESS) – Si è riunito a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum, il Distretto Manifatturiero Unico del Nord, la cabina di regia che coinvolge Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. L’obiettivo dell’iniziativa avviata a a giugno scorso è quella di rafforzare la competitività industriale di questi territori, che insieme valgono oltre il 50% del PIL nazionale, con azioni condivise a sostegno degli investimenti e a supporto delle filiere produttive. Due i tavoli che hanno visto coinvolti gli assessori allo Sviluppo economico dei rispettivi territori: il primo con i rappresentanti nazionali e territoriali di ABI, l’associazione bancaria italiana, e, successivamente, con le delegazioni regionali di Confindustria, per un momento di restituzione a seguito del primo confronto che si era tenuto a inizio a settembre a Torino.

“Un momento di grandissimo interesse nel quale abbiamo rappresentato al sistema bancario quelle che sono le esigenze che riscontriamo quotidianamente dal mondo delle micro, piccole e medie imprese. Tra queste, l’accesso al credito, il sostegno agli investimenti, l’innovazione e il rafforzamento delle filiere industriali – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana -. E poi la restituzione, da parte delle delegazioni regionali di Confindustria, delle priorità delle imprese in vista delle attività che potremo portare avanti come Distretto Manifatturiero Unico del Nord”. “Il segnale che ci arriva – continua Piana – evidenzia come sia trasversale, dal mondo della cooperazione ai sindacati, fino ad arrivare a chi rappresenta la ricerca e innovazione, l’interesse che sta suscitando questa azione allargata dei territori”.

– foto ufficio stampa Regione Liguria –

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Tg News 23/10/2026

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: Perquisizioni della Digos in diverse città, sequestrati arsenali – Casa Bianca “Melania Trump ottiene tregua Russia-Ucraina” – Netanhyahu ordina la chiusura della Cisgiordania – Omicidio a sfondo razziale alle porte di Parigi – Bimba di 3 anni trovata morta a Tortona, arrestata madre – Terremoto, paura per sciame sismico alle porte di Palermo – Papa Leone, in convalescenza, salterà la visita ad Assisi – Giustizia, nuova tappa a Sciacca per il progetto “Uffici di prossimità” – Previsioni 3B Meteo 24 Ottobre.

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