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Energia, alleanza tra imprese e istituzioni per accelerare la crescita

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ROMA (ITALPRESS) – La domanda mondiale di energia elettrica è destinata a raddoppiare al 2050 secondo gli scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Una crescita trainata dall’elettrificazione dei consumi e dallo sviluppo delle economie emergenti, a cui si aggiunge il rapido aumento dei consumi legati alla digitalizzazione, ai data center e all’intelligenza artificiale. In questo scenario l’Italia può contare su una filiera della power generation caratterizzata da elevate competenze tecnologiche, capacità manifatturiere e forte vocazione internazionale, già in grado di cogliere le opportunità aperte dalla crescita degli investimenti energetici mondiali.
E’ il messaggio al centro dell’evento “Da “Filiera” a “Sistema”. Valore e opportunità dell’industria italiana dell’energia e del nucleare”, promosso da Ansaldo Energia con la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, delle imprese, del sistema finanziario e delle associazioni industriali. Ad aprire i lavori è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
L’incontro è una nuova tappa del percorso avviato da Ansaldo Energia nel giugno 2025, quando era stato presentato lo studio “La filiera della power generation italiana”, realizzato in collaborazione con NE Nomisma Energia. La ricerca aveva individuato un comparto specializzato di quasi 200 imprese nazionali specializzate, per oltre il 60% PMI, con 3,5 miliardi di euro di fatturato, oltre 1,1 miliardi di valore aggiunto, 18.500 addetti ed esportazioni pari al 71,5% del fatturato complessivo.
L’obiettivo delle iniziative sviluppate da Ansaldo Energia è mettere a sistema questo patrimonio di competenze, creando una collaborazione sempre più strutturata tra grandi player industriali nazionali e imprese della filiera, Governo e Istituzioni, Regioni, rete diplomatica, associazioni di categoria e strumenti pubblici a sostegno della crescita e dell’internazionalizzazione.
Determinante in questo percorso è il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in raccordo con gli altri attori del Sistema Paese. Tra questi SACE, l’Export Credit Agency italiana, e SIMEST, società del Gruppo CDP dedicata all’internazionalizzazione delle imprese italiane. A giugno 2026 Ansaldo Energia e SIMEST hanno sottoscritto un accordo nell’ambito del progetto “Filiere d’Impatto”, volto a favorire l’accesso delle aziende della filiera agli strumenti SIMEST a supporto degli investimenti e della crescita sui mercati esteri.
Alla dimensione nazionale si aggiunge quella territoriale. Un esempio è l’iniziativa presentata lo scorso settembre da Lombardia, Liguria e Piemonte, nell’ambito della Cabina economica del Nord-Ovest, per un primo bando interregionale focalizzato sull’industria energetica e destinato a promuovere progetti di trasferimento tecnologico e partenariati tra imprese delle tre Regioni.
«La crescita della domanda mondiale di energia e il rilancio globale del settore nucleare rappresentano una grande opportunità per l’industria italiana», ha dichiarato Fabrizio Fabbri, Amministratore Delegato di Ansaldo Energia. «Il nostro Paese dispone di competenze tecnologiche e manifatturiere riconosciute a livello internazionale. Vogliamo contribuire a mettere queste capacità in rete con le Istituzioni nazionali e regionali, il sistema finanziario e la rete diplomatica, aiutando le imprese della filiera a crescere e raggiungere nuovi mercati».
Il Gruppo Ansaldo Energia affronta questa fase di crescita del mercato con risultati in forte miglioramento: nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 1,232 miliardi di euro, +10% rispetto al 2024, e gli ordini 2,296 miliardi, rispetto a 1,793 miliardi dell’anno precedente. Il Piano Industriale 2026-2030 prevede un’ulteriore crescita, con oltre 2,5 miliardi di euro di ordini e più di 2,2 miliardi di ricavi nel 2030, accompagnata da circa 500 milioni di euro di investimenti nel periodo 2025-2030 in tecnologia di prodotto, innovazione dei processi e capacità produttiva.
Una crescita che coinvolge direttamente la filiera industriale nazionale e richiede una collaborazione sempre più integrata con i fornitori. La nuova organizzazione del Gruppo punta a condividere con maggiore anticipo la domanda e i fabbisogni produttivi, per migliorare la pianificazione della supply chain, rafforzarne la capacità di risposta e accompagnare la crescita delle imprese. Mettere a sistema competenze, informazioni e capacità produttive significa aumentare la competitività dell’intera filiera e la sua capacità di cogliere le opportunità dei mercati internazionali.
Nel 2025 il Gruppo ha lavorato con 1.655 fornitori, 1.144 dei quali italiani. Il 70% del valore degli acquisti è stato realizzato in Italia, il 18% nel resto d’Europa e il 12% fuori Europa. Su 1,18 miliardi di valore di acquisti, circa 820 milioni di euro sono stati destinati a imprese italiane.
A questa forte base produttiva nazionale si affianca una forte vocazione all’export: nel 2025 Ansaldo Energia ha realizzato 883,4 milioni di euro di ricavi fuori dall’Italia, pari al 72% del totale.
Una prospettiva significativa riguarda anche il nucleare, dove la crescita del mercato internazionale e le prospettive di un ritorno alla produzione nucleare in Italia aprono nuove opportunità per le competenze industriali del Paese. Secondo il Power Reactor Information System (PRIS) dell’International Atomic Energy Agency (IAEA), nel mondo sono attualmente in esercizio 417 reattori nucleari, mentre altri 78 sono in costruzione in 17 Paesi. Secondo l’International Energy Agency (IEA), gli investimenti globali nel nucleare, pari oggi a circa 65 miliardi di dollari l’anno, potrebbero raggiungere i 120 miliardi di dollari annui entro il 2030.
-foto ufficio stampa Ansaldo Energia –
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Calcio e diritti, Ronzoni “Chiarezza sul fondo di fine attività per giocatori”

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ROMA (ITALPRESS) – Un argomento che sta a cuore ai calciatori (in particolare a quelli delle serie minori) e a chi li difende e che sarà uno dei tanti temi da affrontare dal futuro presidente Figc, in attesa delle elezioni che vedono in corsa Giovanni Malagò e Adriano Galliani. Si chiama fondo di fine carriera, un trattamento di fine attività da destinare ai giocatori una volta che appendono gli scarpini al chiodo. La Uil – che ha sottoscritto un accordo di intenti con l’Assocapp di Beppe Dossena – se ne sta occupando. “Siamo venuti a contatto con circa 1.600 tra calciatori e allenatori che vorrebbero avere chiarezza rispetto ad un diritto che spesso viene messo in discussione, cioè il trattamento di fine attività”, ha spiegato in un’intervista all’Italpress Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo nazionale della Uil e responsabile dell’ufficio sport del sindacato. “I calciatori quando finiscono la loro carriera hanno diritto ad avere il giusto riconoscimento di quelle risorse accantonate negli anni e che sono un diritto per loro, come lo è per qualsiasi lavoratore. Stiamo chiedendo trasparenza e chiarezza della gestione di un fondo che non è pubblico ma privato. Vogliamo capire come vengono gestite queste risorse”, ha spiegato Ronzoni che afferma di voler “mettere a disposizione le nostre idee, quello che recepiamo dalle persone che ci contattano, per creare le condizioni per risolvere i problemi”.
Tra i temi d’attualità poi c’è quello degli arbitri, spesso vittime di episodi che non hanno nulla a che fare con lo sport. “Gli arbitri di calcio nel nostro paese sono circa 33.000 e di questi 32.800 non sono di èlite – ha aggiunto Ronzoni -. Questi a partire dalla base permettono che si svolgano le partite a tutti i livelli e poi mettono a repentaglio la propria incolumità senza avere tutele. Nessuno li difende e vogliamo dare voce a queste persone. Ma pensiamo anche a chi lavora nelle società sportive occupandosi di spogliatoi e piscine, spesso senza avere contratti e tutele”. Poi la conclusione di Ronzoni: “Abbiamo fatto la scelta di essere il sindacato delle persone ed è per questo che ci stiamo occupando del mondo dello sport, dove si annidano ancora dei sottoboschi poco chiari, come il lavoro nero o quello non retribuito giustamente, dove non c’è rispetto della salute delle persone, previdenza e assistenza. Vogliamo dare voce a tutte queste persone che permettono di sviluppare il sistema sport ma non vengono considerate”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

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Consorzi Cobat a Ecomondo con 5 filiere

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RIMINI (ITALPRESS) – Che cosa succede quando un prodotto termina la propria funzione? Per l’economia circolare, è il momento in cui può cominciare una nuova storia. Perchè questa possibilità diventi realtà, servono sistemi organizzati, competenze specifiche e una rete di soggetti in grado di gestire il fine vita dei prodotti e valorizzarne i materiali.
E’ in questo scenario che si inserisce la presenza di Consorzi Cobat a Ecomondo 2026, dal 3 al 6 novembre, presso Rimini Expo Centre, Padiglione B3 | Stand 109-208. La manifestazione rappresenta un’occasione per valorizzare il lavoro dei consorzi di filiera e il contributo che ciascuno offre all’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), attraverso modelli organizzativi dedicati a differenti categorie di prodotti. Cobat RIPA, per pile e accumulatori; Cobat RAEE, per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, inclusi i moduli fotovoltaici; Cobat TYRE, per gli pneumatici fuori uso; Cobat TESSILE, per i prodotti tessili giunti a fine vita; ELV Italia, per la gestione dei veicoli fuori uso: realtà con specializzazioni e ambiti di intervento differenti, accomunate dall’impegno a tradurre le responsabilità ambientali in percorsi concreti di gestione e recupero. La pluralità delle filiere è un elemento distintivo di Consorzi Cobat: ogni realtà opera in un ambito specifico, con esigenze normative, organizzative e tecniche proprie. Il coordinamento multiconsortile permette di valorizzare queste competenze e di promuovere un approccio alla Responsabilità Estesa del Produttore capace di coniugare conformità normativa, tracciabilità, collaborazione con gli operatori e valorizzazione delle risorse.
In un contesto normativo e industriale in evoluzione, il ruolo dei Consorzi di filiera è centrale nell’accompagnare produttori e importatori nella gestione del fine vita dei beni immessi sul mercato. Dalla raccolta all’avvio a recupero, ciascuna filiera contribuisce, secondo le proprie specificità, allo sviluppo di modelli di economia circolare e a un uso più efficiente delle risorse. Il concept scelto per la partecipazione a Ecomondo, “E’ tutta un’altra storia”, invita a guardare i prodotti da una prospettiva diversa: il loro valore non si esaurisce con il primo utilizzo, ma può proseguire attraverso percorsi di recupero e valorizzazione. La creatività parte da oggetti familiari e ne reinterpreta forme e significati, suggerendo destinazioni e possibilità inaspettate. Un linguaggio contemporaneo, colorato e con una nota di ironia rende più immediato il racconto dell’economia circolare, portando l’attenzione sul lavoro che permette ai materiali di rientrare nei cicli produttivi.
Dietro questa nuova storia ci sono le attività e le competenze dei singoli Consorzi di filiera, insieme al contributo di produttori, operatori e soggetti coinvolti nella gestione del fine vita. Percorsi diversi, che mantengono la propria identità e concorrono a un obiettivo comune: rendere concreta la responsabilità dei produttori e favorire la valorizzazione dei materiali.

– Foto ufficio stampa Consorzi Cobat –
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Al via Ecomondo 2026, Rimini per quattro giorni capitale dell’economia circolare

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RIMINI (ITALPRESS) – Da oggi Rimini è il palcoscenico globale dell’economia circolare. E’ partita la 29esima edizione di Ecomondo, l’evento organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma fino a venerdì al quartiere fieristico, che si conferma piattaforma di riferimento a livello internazionale sulla green, blue e circular economy. Ecomondo 2026 ha preso il via alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e con il videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Ad aprire la cerimonia, il Presidente di IEG, Maurizio Ermeti. “La green economy diventa sempre più strategica per la crescita e la competitività del sistema industriale nazionale ed Ecomondo è protagonista di questa trasformazione. E’ una delle nostre grandi storie di successo – ha detto Ermeti -. Ha conquistato un ruolo di leadership a livello europeo e oggi si afferma con sempre maggiore forza sui mercati internazionali: è diventata, da Rimini al mondo, la piattaforma industriale di riferimento per le imprese, le istituzioni, la ricerca, i policy maker e tutti gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa. Su questa traiettoria continueremo a investire, con visione, determinazione e fiducia nel futuro”.
“Ecomondo rappresenta una vetrina di primo piano, in Europa e nel mondo, per le tecnologie e le soluzioni innovative che coniugano sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e competitività – ha sottolineato il ministro Pichetto Fratin -. La sostenibilità non è soltanto tutela dell’ambiente, ma anche innovazione e opportunità di crescita per il nostro sistema produttivo e manifatturiero. La transizione non va intesa come un insieme di vincoli, ma come un’evoluzione dei modelli di produzione e consumo verso una maggiore efficienza: utilizzare meglio le risorse, ridurre gli sprechi e creare valore con un minore impatto sugli ecosistemi. Ecomondo è il luogo in cui questa visione prende forma, attraverso il confronto e la valorizzazione delle migliori esperienze”.
“La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale, ma industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, la capacità di valorizzare le risorse è un fattore decisivo per la competitività – le parole del ministro Urso in un videomessaggio -. L’Italia può contare su una solida leadership nell’economia circolare, ma resta centrale la sfida di ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento dei materiali. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Ecomondo è il luogo in cui innovazione e ambiente cercano soluzioni per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo, rafforzando la sovranità industriale italiana e l’autonomia strategica europea”.
Alla cerimonia di apertura hanno preso parte anche Jamil Sadegholvaad, Sindaco di Rimini; Fabrizio Lobasso, Vicedirettore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni – Direttore Centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Maurizio Forte, Direttore Centrale per i Settori dell’Export ICE Agenzia; Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna.
Successivamente si è aperta la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle imprese e del Made in Italy.
La sessione plenaria di oggi ha visto la presentazione della Relazione sullo Stato della Green Economy 2026. Domani, la sessione plenaria internazionale “Green economy perspectives in unpredictable global scenario”, in collaborazione con Italy for Climate, offrirà una lettura in tempo reale delle principali dinamiche della transizione ecologica a livello globale.
La 29esima edizione di Ecomondo consolida la costante crescita della manifestazione. Su 30 padiglioni e 170mila metri quadrati lordi di superficie, presenti oltre 1.800 brand espositori (quelli esteri in crescita del 19%), più di 1.000 hosted buyer coinvolti in collaborazione con MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e provenienti da Europa, Medio Oriente, India, Pakistan, Cina, Sud Est asiatico, Nord Africa, Africa Subsahariana, Nord America e America Latina, oltre 60 rappresentanti di associazioni internazionali e di numerosi membri associati da diversi Paesi del mondo, tra cui Egitto, Marocco, Grecia, Serbia, Ungheria, Spagna e Sudafrica. A questi si aggiungono 14 collettive estere da Austria, Belgio, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svizzera con oltre 100 aziende presenti, il Messico come primo Paese ospite nella storia di Ecomondo e una nuova area dedicata al business e al networking con le associazioni africane.

– foto ufficio stampa Italian Exhibition Group –
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