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Cina, misure di tutela per i lavoratori delle “nuove occupazioni”

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ieri il ministero cinese delle Risorse Umane e della Previdenza Sociale ha pubblicato una bozza di misure volte a tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori impiegati nelle nuove forme di occupazione, invitando il pubblico a presentare osservazioni entro l’8 novembre.

Se adottate, queste misure includerebbero nella tutela del sistema giuridico del lavoro quei lavoratori impiegati nelle nuove forme di occupazione che sono soggetti alla gestione del lavoro da parte delle imprese, ma le cui condizioni contrattuali non soddisfano pienamente i criteri per l’instaurazione di un rapporto di lavoro. Sarebbe la prima volta che la Cina interviene in questo ambito attraverso norme ministeriali.

La bozza stabilisce disposizioni per la tutela dei diritti e degli interessi fondamentali dei lavoratori, disciplina le regole sul lavoro e gli algoritmi e stabilisce norme per le diverse modalità di impiego adottate dalle imprese.

Mira inoltre ad agevolare la risoluzione delle controversie di lavoro e a chiarire le responsabilità di vigilanza e regolamentazione dei dipartimenti governativi e le responsabilità legali in caso di violazione delle misure.

I cittadini possono presentare i propri commenti online attraverso il sito del ministero, per posta o via e-mail.

Le misure proposte arrivano in un momento in cui la Cina prosegue gli sforzi per tutelare i lavoratori impiegati nelle nuove forme di occupazione, tra cui gli addetti alle consegne di cibo a domicilio, i conducenti dei servizi di ride-hailing e altri lavoratori che operano su piattaforme digitali.

La Cina conta circa 84 milioni di lavoratori impiegati nelle nuove forme di occupazione. Le autorità hanno inoltre introdotto linee guida che chiedono una regolamentazione più rigorosa degli algoritmi delle piattaforme, una maggiore trasparenza e tutele previdenziali più solide.

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Parallelamente agli sforzi sul piano delle politiche, il mese scorso un premio internazionale di design ha richiamato l’attenzione sull’identità professionale degli addetti alle consegne.

Il 19 settembre, un’uniforme progettata per questi lavoratori della piattaforma Taobao Instant Commerce del gruppo Alibaba ha ricevuto un premio d’oro durante la cerimonia dei French Design Award 2026 a Parigi. E’ stata la prima volta che un premio d’oro è stato assegnato a un’uniforme professionale progettata per lavoratori in prima linea.

L’uniforme, di colore arancione brillante, è stata sviluppata da un team in gran parte interdisciplinare, composto per lo più da persone che non avevano una formazione professionale nel campo del design della moda. Incorpora caratteristiche pensate per migliorare la visibilità dei corrieri nel traffico, il comfort e la protezione dagli agenti atmosferici, oltre a prevedere uno spazio per il materiale di primo soccorso.

Il responsabile del progetto, Yang Tao, ha affermato che l’uniforme è stata concepita per conferire agli addetti alle consegne un’identità professionale distinta e un maggiore senso di orgoglio per il proprio lavoro. Dario Olivero, presidente del comitato organizzatore del premio, ha osservato che l’uniforme aiuta il pubblico a riconoscere gli addetti alle consegne come lavoratori dei servizi urbani meritevoli di rispetto.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Tajani “La scelta Usa sul diesel non aiuta a portare Putin al tavolo della pace”

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ROMA (ITALPRESS) – La scelta degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sul diesel russo “non agevola” gli sforzi in corso per portare Putin al tavolo della pace. E’ quanto osservato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo alle domande dei giornalisti in un punto stampa congiunto con il presidente della Repubblica Dominicana Luis Abinader.

“Credo che l’unità dell’Occidente sia fondamentale. L’Europa ieri ha deciso di infliggere nuove sanzioni a oltre 1.500 appartenenti alla rete della difesa russa. Non credo che la scelta americana agevoli in questa situazione, che punta a portare Putin al tavolo della pace”, ha dichiarato Tajani.

Il titolare della Farnesina ha poi detto di condividere le parole del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito “molto rischiosa” la scelta dell’amministrazione Trump. “Quindi condivido le parole del presidente del Consiglio, è una decisione che abbiamo preso in comune. Mi aveva consultato ieri su questa posizione e naturalmente ha trovato il mio pieno sostegno”, ha concluso Tajani.

(ITALPRESS).
-Foto screenshot da video ufficio stampa Farnesina-

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A Roma il FAIR Forum sul gioco responsabile, 8 italiani su 10 chiedono prevenzione

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ROMA (ITALPRESS) – Costruire una cultura condivisa della prevenzione, attraverso messaggi chiari e strumenti concreti capaci di raggiungere non soltanto chi gioca, ma anche le famiglie e la popolazione nel suo complesso. Questi i temi al centro della seconda edizione del “FAIR Forum 2026”, l’appuntamento promosso a Roma dalla Fondazione FAIR e dedicato al ruolo della comunicazione nella diffusione della cultura del gioco responsabile. L’iniziativa, ospitata a Palazzo Montemartini, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, autorità di settore, imprese ed esperti per discutere delle strategie da adottare per promuovere comportamenti consapevoli, prevenire i rischi legati al gioco d’azzardo e rafforzare la tutela delle persone più vulnerabili, come ha sottolineato Mario Lollobrigida, direttore della Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha ribadito la necessità che “la prevenzione diventi un concetto condiviso”.
Il Forum, dal titolo “La comunicazione come educazione a un gioco responsabile”, si è aperto con gli interventi di Matteo Caroli e Giovanni Emilio Maggi, in rappresentanza della Fondazione FAIR, e di Mario Lollobrigida per ADM. Nel corso dell’incontro è stato presentato l’Osservatorio sul Gioco Responsabile, realizzato dalla Fondazione FAIR in collaborazione con Ipsos Doxa. Dalla ricerca emerge che la prevenzione della dipendenza, la tutela dei minori e il contrasto al gioco illegale rappresentano le principali sfide del settore per oltre 8 italiani su 10. Inoltre, il 59% della popolazione ritiene inadeguate le misure attualmente adottate per prevenire e contrastare i disturbi legati al gioco d’azzardo. L’indagine è stata illustrata da Ilaria Ugenti, Reputation Leader di Ipsos Doxa, e Nando Pagnoncelli, presidente dell’istituto di ricerca. Lo studio ha coinvolto un campione di 1.000 persone tra i 18 e i 70 anni attraverso interviste online, affiancate da 30 colloqui con opinion leader provenienti dal mondo associativo, della comunicazione, delle autorità, della pubblica amministrazione e di altri ambiti della società. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la conoscenza del concetto di gioco responsabile. Soltanto il 41% degli intervistati dichiara di sapere effettivamente di cosa si tratti, mentre il 44% afferma di conoscerlo solo a grandi linee e il 15% ammette di non conoscerlo affatto. Anche la conoscenza del decreto legislativo 41 del 2024, che ha riordinato il settore dei giochi online introducendo misure per la tutela dei giocatori, risulta limitata: il 56% degli intervistati dichiara di saperne poco o nulla. I risultati della ricerca sono stati al centro del confronto istituzionale, con Davide Gallino, in rappresentanza di AGCOM, Antonio Giuliani per ADM, Vincenzo Guggino per l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (IAP), l’onorevole Lorenzo Malagola, di Fratelli d’Italia, e la professoressa Cinzia Castiglioni per la Fondazione FAIR. Il dibattito ha affrontato il ruolo delle autorità, delle istituzioni e degli organismi di settore nel promuovere una comunicazione corretta, trasparente e attenta alla tutela dei consumatori e nella promozione di comportamenti responsabili. A seguire, il panel dedicato alle aziende ha coinvolto Victor Corcoran, in rappresentanza di My Lotteries-Brightstar, Valèrie Peano per LOGiCO e Fabio Venturozzo per Flutter, portando nel dibattito il punto di vista degli operatori del comparto. Sul fronte della prevenzione, più di un terzo del campione considera particolarmente importanti i limiti di spesa e di tempo per ciascuna giocata. Tra gli strumenti indicati figurano anche l’autoesclusione, le pause di gioco, il monitoraggio dei comportamenti e l’individuazione precoce delle situazioni potenzialmente problematiche. Gli intervistati riconoscono inoltre l’utilità del supporto psicologico per le persone a rischio e per i loro familiari. La ricerca evidenzia anche alcune preoccupazioni legate al gioco digitale, associato da una parte della popolazione a una maggiore accessibilità, all’avvicinamento al gioco in età più giovane e a un rischio più elevato di sviluppare una dipendenza. Parallelamente, emerge la percezione di una crescente attenzione da parte dell’industria al contrasto dell’illegalità e alla promozione di pratiche responsabili.
A concludere i lavori è stato Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione FAIR, che ha ribadito la centralità dell’informazione nel percorso di promozione del gioco responsabile. “Questa giornata conferma la centralità della comunicazione nel gioco responsabile”, ha sottolineato. “Prevenire significa prima di tutto conoscere i comportamenti delle persone e trasformare l’informazione in consapevolezza reale, dando a chi gioca strumenti concreti e messaggi coerenti con ciò che le aziende fanno davvero”, ha aggiunto, richiamando l’importanza di costruire una cultura della prevenzione capace di coinvolgere famiglie, scuole e contesti digitali. De Vita ha inoltre evidenziato la necessità di mantenere aperto il dialogo anche con chi esprime posizioni differenti sul tema, sottolineando l’importanza di anteporre la tutela delle persone agli interessi economici quando le due dimensioni entrano in conflitto. Un approccio che, secondo la Fondazione, richiede collaborazione tra istituzioni, industria, mondo della ricerca e media, affinchè la comunicazione non si limiti a sensibilizzare, ma contribuisca anche a rendere accessibili gli strumenti di protezione. La moderazione dell’incontro è stata affidata alla giornalista, autrice e conduttrice televisiva Giada Giorgi. Il Forum si inserisce in questo percorso, con l’obiettivo di favorire il confronto tra i diversi attori del settore e contribuire allo sviluppo di strumenti di tutela basati su dati ed evidenze.

– Foto xu1/Italpress –
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Un operaio di 52 anni muore cadendo da un ponteggio nel Bresciano

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BRESCIA (ITALPRESS) – Un uomo di 52 anni è morto in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina, intorno alle 10.45, in una cascina a Gottolengo, nel Bresciano. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe caduto da un ponteggio da un’altezza di circa due metri. I soccorritori hanno constatato il decesso sul posto.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

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