Seguici sui social

Italpress

Compie 100 anni la Libreria Antiquaria Mediolanum

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Compie 100 anni la Libreria Antiquaria Mediolanum, la più antica libreria antiquaria milanese, diretta dalla famiglia Pozzi attraverso quattro generazioni, fin dalla sua fondazione nel 1925. Tra le più riconosciute e stimate in Italia e all’estero, nella sua sede attuale, all’interno di un palazzo settecentesco nel cuore di Milano in Brera, la libreria custodisce e raccoglie circa 20.000 volumi antichi e di pregio dal ‘400 al ‘900, oltre a una raccolta di stampe decorative, vedute di città e carte geografiche, e agli autografi di celebri personaggi del passato.
Sui suoi scaffali si possono trovare libri di letteratura, storia, economia, arte, architettura, scienze, medicina, geografia e viaggi: dagli antichi codici agli incunaboli, i primi libri stampati a caratteri mobili, primordi dell’arte tipografica e di quello che è oggi il libro stampato, fino ad arrivare alla letteratura del ‘900: le prime edizioni dei testi più significativi della storia del pensiero dell’uomo che hanno permesso di far giungere fino ai giorni nostri le opere di Ippocrate, Platone, Aristotele, Lucrezio, e ancora Copernico, Vesalio, Giordano Bruno, Galileo, Campanella, Giambattista Vico per citarne alcuni, Cesare Beccaria e gli illuministi italiani ed europei, l’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert; la letteratura, con le edizioni quattro e cinquecentesche di Dante, Petrarca, Boccaccio e poi Ariosto, Tasso, Bandello, le prime edizioni di Foscolo, Leopardi, Manzoni e i grandi classici della letteratura italiana del ‘900.
Per tutto il secolo passato e nel passaggio da una generazione all’altra, gli ambienti accoglienti e riservati della Libreria Antiquaria Mediolanum sono stati frequentati da bibliofili e intellettuali: Benedetto Croce, l’economista Piero Sraffa, Palmiro Togliatti, il presidente Luigi Einaudi, dirigenti di banche e aziende pubbliche colti e appassionati come Raffaele Mattioli e Luigi Morandi, o negli anni a seguire anche giuristi come i professori Cesare Grassetti, Ariberto Mignoli e Guido Rossi. Umberto Eco, anch’egli frequentatore della libreria, acquisterà il libro “Arbor vitae crucifixae Jesu Christi” (Venezia, 1485) scritto da Ubertino da Casale che ispirerà lo scrittore per uno dei protagonisti del romanzo “Il nome della rosa”.
Un luogo, quello della libreria, che negli anni Ernesto Pozzi – il fondatore – con il figlio Elfo, poi Elfo con Luca e ora Luca con Giacomo, guidati da una profonda passione e dedizione, hanno reso anche un ambiente di conservazione e di ricerca, oltre che un punto di riferimento aperto alla condivisione, capace di riunire attorno al libro antico un gruppo sempre più ampio di studiosi, appassionati, persone colte, curiosi e collezionisti.
Il fondo della libreria dispone di 20.000 volumi, dai codici più antichi, agli incunaboli, alle edizioni dal ‘500 fino alle prime edizioni di letteratura del ‘900. Sui suoi scaffali durante 100 anni di storia si sono avvicendati i libri a stampa europei più importanti e famosi dal ‘400 al ‘900 come l’Hypnerotomachia Polyphili stampato da Aldo Manuzio nel 1499, considerato l’espressione massima del libro del rinascimento, o il Liber Chronicarum del medico ed erudito tedesco Hartmann Schedel, o le prime edizioni di testi fondanti per la storia del pensiero della civiltà occidentale, che hanno influenzato in maniera determinante la diffusione della conoscenza in tutti gli ambiti del sapere: Ippocrate, Vesalio per la medicina ad esempio, Platone, Aristotele per la filosofia, i grandi atlanti a partire da Tolomeo per la geografia, Vitruvio e Alberti per l’architettura, Euclide per la matematica e la geometria, la Summa de aritmetica e la Divina proporzione di Luca Pacioli. Ma anche prime edizioni di Giordano Bruno, Galileo, Campanella, Ticho Brahe, Giambattista Vico, Verri, Beccaria, i Philosophes francesi, L’Encyclopedie Diderot d’Alembert. Ampio spazio ha sempre avuto la letteratura a partire dalle edizioni quattro e cinquecentesche di Dante, Petrarca, Boccaccio e poi Ariosto, Tasso, Bandello per arrivare alle prime edizioni di Foscolo, Leopardi, Manzoni o ai grandi classici della letteratura italiana del ‘900. Le rarissime edizioni dei viaggi di Montalboddo o di Ludovico de Varthema, i celebri volumi con i racconti di viaggio raccolti da Giovanni Battista Ramusio. Avvicinandoci al ‘900, le prime edizioni di “Pinocchio”, dè “I Malavoglia” di Verga, dè “I Canti orfici” di Campana, delle opere di Ungaretti, Montale, Saba, Gadda.
Per celebrare l’anniversario dei suoi 100 anni di storia la famiglia Pozzi ha deciso di pubblicare un catalogo speciale dedicato al libro figurato del rinascimento italiano. Tra gli oltre 100 titoli compaiono libri rarissimi, alcuni conosciuti in solo negli esemplari descritti nel catalogo, e di grande importanza, come la prima edizione delle Laude di Jacopone da Todi o le edizioni quattrocentesche figurate della Divina commedia, Il Canzoniere e i Trionfi di Petrarca, la prima edizione dell’Almagestum di Tolomeo e il libro forse più famoso, la già citata opera di Francesco Colonna: l’”Hipnerotomachia Poliphili” stampata da Aldo Manuzio nel 1499.
Fondata e guidata dalla famiglia Pozzi da quattro generazioni, la storia della Libreria Antiquaria Mediolanum ha inizio con Ernesto Pozzi. Nato ad Alessandria nel 1881, giovanissimo inizia a lavorare come sindacalista nella nota fabbrica di cappelli Borsalino dove conosce la moglie Teresa Duro, impiegata come operaia nella stessa azienda. Profondamente convinto che la cultura fosse elemento di riscatto dalla povertà e dall’emarginazione, si impegna in attività sociali, anche al di fuori dell’ambito aziendale, facendosi promotore di iniziative volte a contrastare l’analfabetismo e l’alcolismo, molto diffusi nella classe operaia di quegli anni. Tra le varie attività, dà vita ad una sorta di biblioteca circolante composta da una grande quantità di libri vecchi e usati che poi venivano distribuiti tra operai e contadini.
Accanto all’impegno nel sindacato Ernesto Pozzi lavora anche come giornalista per il quotidiano socialista l’Avanti. In quel periodo è in corrispondenza amichevole con Edmondo de Amicis, anche lui socialista. Con l’avvento del fascismo la sua attività e le sue iniziative vengono prese di mira ed iniziano le persecuzioni che culminano con un attentato durante un comizio.
Ernesto è costretto a rinunciare a tutto, abbandona Alessandria e si trasferisce a Milano con la famiglia, accompagnato solo dal grande amore per la cultura e per i libri.
A Milano la sua passione si trasforma in un vero e proprio lavoro e nel 1925 fonda la Libreria Antiquaria Mediolanum, con sede in corso di Porta Nuova 19. Ad affiancare Ernesto, già durante gli studi universitari, è il figlio Elfo, che ben presto assume le redini dell’attività. Tra il 1928 e il 1943 la Libreria è già capace di pubblicare un catalogo mensile, con proposte da duecento a cinquecento volumi antichi (è del 1938 anche un catalogo monografico di libri figurati del Rinascimento italiano). La veste tipografica è semplice, le schede succinte ed essenziali, caratteristica comune allora ai cataloghi di quasi tutte le librerie antiquarie. A testi rari di cultura si affiancano i capolavori della storia della stampa, con particolare attenzione alle edizioni italiane.
A questi anni risalgono acquisizioni di grandi biblioteche che, insieme ad una rilevante parte della raccolta di Filippo Turati, formano il fondo iniziale della Libreria. Tra i clienti della Mediolanum all’epoca figurano istituzioni e collezionisti, italiani, europei ed americani, ma anche appassionati studiosi che possono trovare sugli scaffali e nei cataloghi libri a prezzi accessibili. Sono i tempi in cui Benedetto Croce, inguaribile bibliofilo, ordinava per posta o comprava mediante un suo incaricato libri antichi e introvabili, in particolare sulla storia del Meridione.
Alla fine degli anni Trenta la Libreria cambia sede e si trasferisce in via dei Bossi 2. Stanze dai soffitti altissimi ospitano scaffali raggiungibili con scale da capogiro. Al centro dell’enorme salone era situata un’antica automobile con motore a scoppio (ora al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano), ottenuta come pagamento di due rarissimi incunaboli milanesi.
L’attività della Mediolanum è in grande crescita quando lo scoppio della guerra ne provoca un’inevitabile rallentamento. Nel 1943 poi le vicende che seguono l’armistizio costringono Elfo, antifascista, a lasciare Milano e l’Italia. La libreria rimarrà chiusa fino alla fine della guerra.
Al suo rientro dai campi di internamento e di lavoro in Svizzera, dove era riparato, i soldi sono pochi e gli acquisti devono essere molto prudenti e misurati, ma fortunatamente una generazione di straordinari bibliofili aiuta la Libreria di via dei Bossi a riprendersi dai disastri della guerra. In quegli anni a chi la frequentava non era difficile imbattersi nell’economista Piero Sraffa (che poi cederà proprio alla Mediolanum una parte della sua biblioteca di storia dell’economia), o perfino nel Presidente Luigi Einaudi, arrampicati pericolosamente sulle scale alla ricerca di qualche rarità. Anche Palmiro Togliatti era cliente ed accurato bibliofilo. L’attenzione e l’amore per la cultura, che costituivano le basi della formazione intellettuale di alcune figure eminenti della rinascente economia e industria italiana, fanno sì che alla Mediolanum si avvicinino con grande interesse dirigenti di banche e aziende pubbliche, colti e appassionati, come Raffaele Mattioli e Luigi Morandi, e, negli anni a seguire, anche giuristi come i professori Cesare Grassetti, Ariberto Mignoli e Guido Rossi.
Negli anni Cinquanta la Libreria riprende anche la pubblicazione di cataloghi, ora con proposte meno numerose e con schede più accurate. Vengono cedute in quel periodo una collezione di 100 incunaboli milanesi alla Biblioteca Trivulziana, una straordinaria raccolta di disegni veneti (Canaletto, Guardi, Tiepolo ecc.) alla Fondazione Cini di Venezia, ed una raccolta di 120 libri stampati su pergamena dal Quattrocento all’Ottocento ad un collezionista.
A metà degli anni Settanta Luca Pozzi, dopo la laurea in Lettere e Filosofia ed un periodo dedicato all’impegno sociale e politico, decide di affiancare il padre Elfo che nel frattempo, appagato da oltre 40 anni di lavoro, aveva iniziato lentamente a diminuire il ritmo della sua attività in libreria dedicandosi maggiormente allo studio e al piacere dei libri. La sede nel frattempo si è spostata in via Montebello 30 prima, e 24 poi.
Supportato da nuove energie nelle figure delle sorelle Chiara e Cristina e della moglie Patrizia Belloli, Luca favorisce una decisa ripresa dell’attività con lo stesso entusiasmo e la medesima passione culturale che avevano animato i suoi inizi. Il lavoro ha un significativo incremento e la Libreria sviluppa anche il settore delle stampe e carte geografiche. Viene ripresa la pubblicazione di cataloghi nei quali le schede sono ora molto curate e la veste tipografica rinnovata.
Ha inizio una nuova era per la Mediolanum e per la famiglia Pozzi. Gli appassionati aumentano e gli ambienti della Libreria si animano di nuovi collezionisti e di figure della cultura e del mondo intellettuale. Ricordiamo Umberto Eco, che acquisterà il libro di Ubertino da Casale Arbor vitae crucifixae Jesu Christi (Venezia, 1485), dal quale il grande scrittore trarrà spunto per il romanzo Il nome della rosa; e ricordiamo anche il Prof. Dante Isella, a cui qualche anno più tardi la Libreria dedicherà un importante catalogo monografico di prime edizioni di Foscolo, Leopardi e Manzoni.
A partire dal 1998 la Libreria trova una nuova collocazione, quella attuale, in via del Carmine 1, in un palazzo settecentesco i cui locali sobri e confortevoli creano un’atmosfera adeguata tanto alla ricerca quanto a gradevoli incontri e conversazioni tra bibliofili, studiosi e tutti coloro che sono affascinati dal mondo dei libri antichi.
Principale responsabile della Libreria è oggi Giacomo Pozzi, che, terminati gli studi universitari in architettura e un periodo di apprendistato all’estero, nel 2001 si è unito all’impresa di famiglia e ha saputo guidarla lungo il nuovo millennio, affrontando anche le sfide poste dalle moderne tecnologie. A lui si sono affiancate per un breve periodo anche le sorelle Martina e Margherita e negli ultimi anni stabilmente la moglie Nausicaa Ferrini, per occuparsi in particolare del settore delle stampe e carte geografiche.
Il lavoro di verifica, collazione e la schedatura dei libri avviene ancora oggi in ambito famigliare. Ernesto con il figlio Elfo, poi Elfo con Luca e ora Luca con Giacomo, sono stati e sono ancora i protagonisti di questa attività che ha attraversato gli ultimi cento anni. Dopo quattro generazioni la filosofia della Libreria Antiquaria Mediolanum non è cambiata. Il rispetto per i libri, veicolo di cultura, conoscenza e libertà, indipendentemente dal loro valore economico, è la guida dei librai Pozzi.

– Foto Libreria Antiquaria Mediolanum –

(ITALPRESS).

Italpress

Infantino alla vigilia dei Mondiali “Non c’è una favorita, felice per l’Iran”

Pubblicato

-

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – “Sono sicuro che questo sarà uno dei Mondiali più spettacolari, perchè non c’è una favorita nettamente definita. Ci sono Spagna, Francia, Portogallo, Argentina, Brasile, e poi Giappone, Marocco, Ecuador e persino la Norvegia, che potrebbero rappresentare una sorpresa, in quella che sarà la prima Coppa del Mondo ospitata da tre Paesi”. La vigilia dei Mondiali 2026 si apre nel segno dell’attesa, dell’incertezza e della dimensione globale di un torneo destinato a entrare nella storia. A Città del Messico, a 24 ore dal calcio d’inizio (Messico-Sudafrica ore 21.00) della Coppa del Mondo ospitata da Messico, Canada e Stati Uniti, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha presentato l’edizione più ampia e ambiziosa di sempre, tra aspettative sportive, richiami all’unità e questioni organizzative ancora al centro del dibattito. Per Infantino, l’edizione 2026 rappresenta prima di tutto una grande occasione di festa e condivisione. “E’ un momento di grande felicità e non vediamo l’ora di vedere il pallone rotolare sui campi. Vogliamo unire il mondo. Promuoviamo l’unità della Coppa del Mondo e la possibilità di vivere quelle emozioni che tutti noi abbiamo provato quando eravamo bambini”, ha sottolineato il numero uno della Fifa, richiamando il significato più profondo della manifestazione: non solo una sfida tra nazionali, ma un evento capace di parlare a popoli, culture e generazioni diverse. Infantino ha poi rivendicato il ruolo della Fifa nel sostenere lo sviluppo del calcio su scala mondiale. “Un ringraziamento va anche ai Paesi che non sono qui, alle oltre 211 federazioni affiliate alla Fifa. E’ grazie al lavoro di tutti loro se oggi siamo qui. Stiamo reinvestendo i ricavi della Coppa del Mondo in tutti questi Paesi, affinchè il calcio possa crescere in ogni parte del mondo e il sogno possa restare vivo ovunque”, ha aggiunto, spiegando come le entrate generate dal torneo vengano utilizzate per alimentare la crescita del movimento anche lontano dai riflettori della fase finale. Tra i temi affrontati anche quello dell’Iran. “Ho incontrato la nazionale iraniana e ho promesso loro che sarebbero venuti alla Coppa del Mondo. Ho detto che, se necessario, li avrei accompagnati io stesso in autobus. Non so chi altro sarebbe stato in grado, in queste circostanze, di garantire che l’Iran potesse venire e giocare. Quando giocherà l’Iran lo stadio sarà pieno e spero che ci sarà un’atmosfera positiva, perchè questo è il calcio: significa permettere alle persone di dimenticare la propria realtà e concentrarsi su una partita e su una squadra”, ha ricordato il numero uno della Fifa. Infantino ha risposto anche alle domande sulle criticità organizzative, in particolare quelle legate agli Stati Uniti, uno dei tre Paesi co-organizzatori. “Mi pento del fatto che gli Stati Uniti siano co-organizzatori? Nessun rimpianto. Conosco molto bene il mondo dell’organizzazione degli eventi e naturalmente ci sono problemi: alcuni arrivano dagli Stati Uniti, ma anche da Canada e Messico. Trump? Ho un ottimo rapporto con lui e il suo contributo è stato fondamentale per garantire la realizzazione del torneo”, ha assicurato. Il presidente della federazione internazionale ha infine difeso il lavoro svolto sul fronte della sicurezza e della gestione degli accreditamenti. “Non è facile quando ci sono 300.000 persone accreditate, la maggior parte delle quali provenienti da fuori degli Stati Uniti, da gestire e sottoporre ai controlli necessari. Purtroppo il nostro è un mondo molto aggressivo e la sicurezza viene prima di tutto. Bisogna rispettare le decisioni che vengono prese e, quando dico di stare sereni, non intendo dire di restare tranquilli e non fare nulla”. Un messaggio con cui Infantino ha voluto ribadire fiducia nell’organizzazione, nell’imminenza di un Mondiale che si annuncia storico per dimensioni, formula e ambizioni.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Italpress

Cina-Italia, un intervento mostra i frutti della cooperazione sanitaria

Pubblicato

-

CHONGQING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un semplice messaggio di gratitudine ha recentemente superato i confini culturali e linguistici nella municipalità di Chongqing, nel sud-ovest della Cina.

“Grazie, medici cinesi”.

Il messaggio proveniva dalla famiglia di Zaria, un bambino italiano che di recente è stato sottoposto con successo a un intervento chirurgico per una rara patologia congenita cardiaca e vascolare presso l’Ospedale pediatrico della Chongqing Medical University.

La famiglia di Zaria vive a Chongqing da oltre un decennio. Durante una visita prenatale di routine presso il Primo ospedale affiliato dell’università, i medici hanno scoperto che il feto presentava uno sling dell’arteria polmonare, una rara malformazione vascolare congenita in cui un vaso sanguigno anomalo comprime la trachea e può causare gravi difficoltà respiratorie.

Dopo essere stata indirizzata all’Ospedale pediatrico della Chongqing Medical University, la famiglia si è consultata con il professor Li Yonggang, direttore del reparto di chirurgia cardiotoracica dell’ospedale. A seguito di esami approfonditi, Li ha stabilito che la condizione non era accompagnata da gravi anomalie tracheali e poteva essere corretta attraverso una procedura mininvasiva, così la famiglia ha deciso di portare avanti la gravidanza.

Dopo la nascita, Zaria è stato sottoposto a visite regolari ed è cresciuto normalmente. Poco prima del suo primo compleanno, Li e il suo team hanno eseguito l’intervento correttivo praticando una piccola incisione sul lato del torace anzichè ricorrere al tradizionale approccio a torace aperto.

Rispetto alle procedure convenzionali, la tecnica mininvasiva riduce il trauma chirurgico, accorcia i tempi di recupero e abbassa il rischio di complicazioni postoperatorie, lasciando al tempo stesso una cicatrice meno visibile.

Advertisement

Per Li e i suoi colleghi, questo caso rappresenta molto più di un intervento riuscito. Riflette anni di innovazione nella cardiochirurgia pediatrica e le crescenti capacità degli ospedali cinesi nel trattamento di complesse cardiopatie congenite.

Il successo terapeutico ottenuto a Chongqing per questo bambino italiano offre un chiaro esempio dei legami tra i popoli che hanno rafforzato le relazioni tra Cina e Italia attraverso la cooperazione sanitaria.

Le radici di questo rapporto risalgono a quasi quarant’anni fa.

Nel 1986, il governo italiano sostenne l’istituzione del Chongqing Emergency Medical Center, gettando le basi per una cooperazione di lungo periodo nel settore sanitario. Nel corso degli anni, l’istituzione è diventata un pilastro chiave del sistema di pronto soccorso di Chongqing e una Base nazionale di soccorso medico d’emergenza al servizio di milioni di persone nella Cina occidentale.

“Quella che era iniziata come cooperazione nel campo delle infrastrutture si è evoluta in una collaborazione più ampia che abbraccia la formazione medica, gli scambi accademici e l’innovazione sanitaria”, ha affermato Chen Li, presidente del Chongqing Emergency Medical Center.

Oggi la cooperazione tra Chongqing e l’Italia sta entrando in una nuova fase, incentrata sugli scambi professionali e sull’apprendimento reciproco.

Ad aprile, una delegazione del Coordinamento Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CosMEU), un’organizzazione nazionale italiana che rappresenta gli specializzandi e i giovani specialisti in medicina d’urgenza, ha visitato il Secondo ospedale affiliato della Chongqing Medical University per esplorare future opportunità di collaborazione.

Durante la visita, i medici italiani e cinesi hanno scambiato opinioni sulla gestione dei reparti di pronto soccorso, sulla sicurezza dei pazienti, sui sistemi di triage e sulle soluzioni sanitarie digitali. Le discussioni hanno suscitato forte interesse tra i visitatori italiani e hanno posto le basi per futuri scambi nella formazione clinica e in ambito accademico.

Advertisement

Secondo Chen, tali interazioni dimostrano l’impegno condiviso dei professionisti medici di entrambi i Paesi nel migliorare l’assistenza ai pazienti e nel salvare vite umane.

Chen ha espresso la speranza che le istituzioni cinesi e italiane amplino ulteriormente la collaborazione nella formazione dei talenti, nella ricerca scientifica e nella formazione in medicina d’urgenza, istituendo al tempo stesso meccanismi di lungo periodo per affrontare insieme le future sfide sanitarie.

Dal sostegno dell’Italia allo sviluppo dell’assistenza sanitaria d’emergenza a Chongqing quasi 40 anni fa, fino ad arrivare all’aiuto offerto oggi da un’èquipe medica cinese a un bambino italiano per recuperare la salute, questo percorso riflette una partnership costruita sulla fiducia reciproca, sullo scambio professionale e su un impegno condiviso per il benessere umano.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Leggi tutto

Italpress

Cina, l’indice dei prezzi al consumo aumenta a maggio dell’1,2%

Pubblicato

-

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – A maggio, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) della Cina, un importante indicatore dell’inflazione, è aumentato dell’1,2% su base annua. Lo hanno mostrato oggi i dati ufficiali.

Il CPI core, che esclude i prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, è aumentato dell’1,1% su base annua, secondo l’Ufficio nazionale di statistica.

Su base mensile, il CPI ha registrato un lieve calo dello 0,1% a maggio, secondo quanto mostrano i dati.

I dati diffusi oggi hanno inoltre mostrato che l’indice dei prezzi alla produzione della Cina, che misura i costi delle merci all’uscita dalla fabbrica, è aumentato del 3,9% su base annua a maggio.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Leggi tutto

Primo piano

Pavia Uno TV by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED - AGENZIA CREATIVAMENTE. Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.