Dalle canzoni composte tra il 1999 e il 2001 a un album pubblicato nel 2026. Il pittore e musicista Nicola Zinni recupera un progetto musicale rimasto incompiuto e dà vita a “Stories for Survivors”, un disco che unisce le radici dell’heavy metal alle nuove tecnologie.
VOGHERA – Ci sono canzoni che aspettano anni prima di trovare la strada per arrivare al pubblico. A volte addirittura un quarto di secolo. È quanto accaduto agli EVILINLOVE, progetto heavy metal nato a Voghera alla fine degli anni Novanta e tornato oggi a vivere grazie alle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale. A trasformare un sogno musicale rimasto nel cassetto in un disco vero e proprio è Nicola Zinni, pittore, autore e compositore vogherese, che ha appena pubblicato “Stories for Survivors”, album d’esordio disponibile sulle principali piattaforme digitali.
La storia comincia tra il 1999 e il 2001, quando Zinni dà vita a una formazione heavy metal con l’ambizione di proporre un repertorio originale. Sono gli anni in cui il gruppo lavora alla composizione di decine di brani, costruendo un’identità musicale legata al rock più energico e alle sonorità del metal. Il progetto, tuttavia, si interrompe prematuramente. La band si scioglie prima ancora di riuscire a esibirsi dal vivo, lasciando inedite le canzoni e incompiuto il percorso artistico.
Quelle composizioni, però, non vengono dimenticate. Restano custodite per oltre vent’anni, insieme all’idea di poterle un giorno trasformare in qualcosa di concreto.
La svolta arriva nel 2026, quando Zinni decide di recuperare il materiale originale e di confrontarsi con gli strumenti tecnologici oggi disponibili per la produzione musicale. Gli EVILINLOVE cambiano così natura, passando dalla formazione tradizionale a un progetto individuale di studio, una one-man band nella quale il fondatore torna a occuparsi della direzione creativa, della scrittura e della rielaborazione dei brani.
Un ruolo determinante viene svolto dall’intelligenza artificiale, utilizzata per dare una nuova veste sonora alle composizioni. Zinni interviene sui testi, sulle linee vocali e sugli arrangiamenti, orientando il repertorio verso un heavy metal classico, caratterizzato da atmosfere epiche e sonorità contemporanee.
Ne nasce “Stories for Survivors”, un album autoprodotto che riunisce una selezione di brani risalenti all’esperienza originaria degli EVILINLOVE e nuove composizioni realizzate negli ultimi tempi. Un lavoro che mette idealmente in comunicazione due epoche musicali, conservando le idee nate all’inizio del millennio e affidando alla tecnologia il compito di accompagnarle verso una nuova forma espressiva.
«Questo disco rappresenta il compimento di un cerchio rimasto aperto per troppo tempo – racconta Nicola Zinni –. Grazie alle nuove tecnologie sono riuscito a concretizzare idee nate più di vent’anni fa, restituendo al presente una musica che altrimenti sarebbe andata perduta per sempre».
L’esperienza degli EVILINLOVE si inserisce anche nel dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella creatività musicale. In questo caso, la tecnologia non rappresenta il punto di partenza del progetto, ma lo strumento attraverso il quale un autore ha scelto di recuperare e sviluppare un patrimonio di composizioni originali, rimasto a lungo senza una possibilità di pubblicazione.
C’è dunque anche una dimensione personale dietro l’uscita dell’album. Per Zinni significa ritornare a una stagione della propria vita, recuperare idee e aspirazioni giovanili e portare finalmente a termine un percorso interrotto. Un esempio di come le nuove tecnologie possano offrire opportunità anche a progetti artistici nati in un’epoca molto diversa da quella attuale.
“Stories for Survivors” è distribuito attraverso CD Baby ed è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music e sulle altre principali piattaforme di streaming.
Per ascoltare l’album, scoprire i brani e consultare i testi delle canzoni è possibile visitare la pagina ufficiale del progetto all’indirizzo https://linktr.ee/evilinlove. Gli EVILINLOVE sono presenti anche su Facebook, alla pagina facebook.com/theevilinlove.
A venticinque anni dalla nascita della band, quelle canzoni che non avevano mai avuto l’occasione di incontrare un pubblico possono finalmente essere ascoltate. Perché, qualche volta, anche nella musica i progetti rimasti incompiuti possono trovare una seconda vita.