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Fondo Nazioni Unite rafforzerà la cooperazione con la Cina per ridurre la povertà

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – “L’approccio della Cina, adottato da diversi anni, alla riduzione mirata della povertà è, a mio avviso, una lezione per molti Paesi nel mondo”. Lo ha dichiarato in un’intervista a Xinhua il segretario esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo dei capitali (UNCDF), Pradeep Kurukulasuriya.

“Ciò che la Cina ha fatto in tanti anni rappresenta un modello da cui molti Paesi possono imparare. Le nazioni che si stanno impegnando e che mirano anch’esse a ridurre la povertà stanno trovando il modo per apprendere e replicare i modelli che hanno funzionato”, ha aggiunto Kurukulasuriya.

Il sistema delle Nazioni Unite è un potente strumento per sostenere dialogo, negoziazione, rafforzamento delle capacità, riforme politiche, regolamentazione e così via, tutti elementi fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo, ha sottolineato il segretario.

Altrettanto importante, soprattutto con la diminuzione degli aiuti allo sviluppo, è provare a individuare modalità attraverso le quali i finanziamenti del settore privato possano iniziare a fluire in contesti di sviluppo in cui in precedenza non erano presenti. “E’ qui che entra in gioco l’UNCDF”, ha spiegato Kurukulasuriya.

L’UNCDF è essenzialmente una piattaforma di de-risking finanziario, il che significa che fornisce fiducia a investitori privati e istituzionali, a banche multilaterali di sviluppo e a istituzioni finanziarie per lo sviluppo affinchè entrino in mercati che altrimenti considererebbero troppo rischiosi, ha aggiunto il segretario.

Definendo la Cina un partner importante per molti dei Paesi sostenuti dall’UNCDF, Kurukulasuriya ha affermato che la sua strategia sugli investimenti a lungo termine, sugli investimenti nelle energie rinnovabili e sulla riduzione della povertà “rappresentano tutte lezioni importanti che dobbiamo essere in grado di apprendere e trasferire ad altri Paesi”.

Il segretario ha inoltre dichiarato di essere “molto entusiasta” della sua prossima visita in Cina. “Spero che attraverso questa interazione si possano incentivare partner cinesi a sostenere investimenti nel mondo in via di sviluppo e a garantire che le imprese prosperino nei Paesi che sosteniamo, il che è in definitiva nell’interesse di tutti”, ha osservato.

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In qualità di organizzazione ibrida di sviluppo e finanza, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1966, l’UNCDF è nella posizione di agire come catalizzatore nei mercati a rischio elevato, in particolare nei Paesi meno sviluppati, nei piccoli Paesi insulari in via di sviluppo e nei Paesi fragili o colpiti da conflitti, secondo il sito ufficiale dell’UNCDF.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Manovra, Biffi “Proposto piano casa e reinserimento software as a service”

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MILANO (ITALPRESS) – “Noi sulla manovra finanziaria abbiamo chiesto il reinserimento del software as a service all’interno delle misure finanziabili con gli iperammortamenti e transizione 5.0, semplificazione nella procedura in particolare per le piccole e medie imprese ed è una misura che va nella direzione anche della physical AI a noi gradita”. Lo ha detto il presidente di Assolombarda Alvise Biffi a margine della 12ª edizione degli stati generali della cybersecurity. “Serve supporto anche per le aggregazioni, perché la dimensione aziendale è uno dei temi cardine per lo sviluppo internazionale, quindi stimolare le aggregazioni per noi è molto importante” ha aggiunto Biffi, sottolineando come sia stato proposto “il piano casa Assolombarda nella linea del piano casa del governo, dove con l’inserimento dei beni strutturali per il welfare dei dipendenti attraverso la casa, si possono impattare 280 mila lavoratori con 7 mila euro netti in più all’anno da investire nella casa per alleggerire quella che è una delle spese principali dei nostri dipendenti, in particolare quelli più giovani, in modo da attrarre maggiormente talenti sul nostro territorio”. xu9/vbo/azn

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Da inizio anno oltre 600 attacchi cyber a imprese ed enti, Assolombarda e ACN insieme per la resilienza delle aziende

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MILANO (ITALPRESS) – Rendere le imprese più sicure lungo tutta la filiera, dal prodotto all’organizzazione che lo usa. È l’obiettivo del lavoro che Assolombarda e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) portano avanti insieme e che oggi è stato al centro de “L’Architettura della Resilienza – Governance e prodotto: interdipendenze tra NIS 2 e CRA”, la dodicesima edizione degli stati generali sulla cybersecurity promossi dall’Associazione.

Ad aprire i lavori, all’Auditorium Giorgio Squinzi sono stati Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, e Andrea Quacivi, Direttore Generale di ACN. Nei primi sei mesi del 2026, nei territori delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, ACN ha censito 612 eventi cyber, corrispondenti a 703 vittime. Tra questi, 300 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato. Rispetto ai primi sei mesi del 2025, quando erano stati censiti 282 eventi, corrispondenti a 432 vittime, gli eventi aumentano del 117,0% e le vittime del 62,7%. L’incremento più marcato riguarda proprio gli incidenti con impatto confermato, passati da 55 a 300, con una crescita del 445,5%. Tale aumento degli incidenti rilevati è dovuto all’incrementata visibilità di ACN sui fenomeni derivante dal recepimento della direttiva NIS2, che ha ampliato la platea dei soggetti regolamentati e rafforzato gli obblighi di notifica degli incidenti. Gli impatti più frequenti sono la compromissione di account e l’impatto sulla disponibilità dei dati, rilevato in 207 eventi. Questi ultimi dovuti anche dagli attacchi ransomware (più di 40 in sei mesi).

“I numeri dei nostri territori ci confermano che la sicurezza informatica non è un tema tecnico, ma una condizione essenziale per fare impresa e tutelare l’asset più prezioso nell’era della rivoluzione AI: i dati. Con circa 600 eventi in un semestre e una crescita che nel primo semestre 2026 ha superato il 100% rispetto al 2025, la protezione delle filiere rimane una priorità strategica indifferibile – ha sottolineato Alvise Biffi nel suo intervento -. Normative come la direttiva NIS 2 e il Cyber Resilience Act indicano alle nostre aziende come fare un salto di qualità strutturale. E proprio in questa direzione abbiamo già affiancato oltre 450 imprese del territorio”.

“Il nostro obiettivo prioritario – ha aggiunto Biffi- è trasformare questi obblighi normativi in strumenti concreti di crescita e robustezza, supportando in particolare le piccole e medie imprese che rappresentano il cuore pulsante e l’anello più esposto della catena del valore”.

Dopo il numero uno di Assolombarda, a prendere la parola è stato Andrea Quacivi, Direttore Generale di ACN: “Il rischio cyber è un rischio d’impresa e la responsabilità della sua gestione non può essere delegata. La direttiva NIS 2 e il Cyber Resilience Act intervengono su due dimensioni complementari della sicurezza: quella delle organizzazioni e quella dei prodotti digitali. Il loro punto di incontro è la filiera, che richiede consapevolezza dei rischi, capacità di coordinamento e responsabilità condivise – ha evidenziato Quacivi -. L’ACN è al fianco delle imprese in questo percorso, con l’obiettivo di accompagnarle verso una sicurezza sempre più concreta e misurabile. La resilienza si costruisce prima dell’incidente, attraverso la cooperazione tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca. È così che possiamo rafforzare l’affidabilità del nostro sistema produttivo e trasformare la sicurezza in un fattore di competitività”.

Dopo i saluti istituzionali, il keynote di Milena Rizzi (ACN) ha illustrato le regole introdotte da CRA e NIS 2, mentre Paolo Spagnoletti, Presidente di Cyber 4.0, ha presentato gli strumenti di ricerca e trasferimento tecnologico a disposizione delle imprese. Due tavole rotonde hanno, inoltre, messo a confronto istituzioni, imprese e consulenti. La prima, “CRA: sicuri fino all’ultimo anello”, si è concentrata sulla sicurezza dei prodotti lungo la filiera. La seconda, “NIS 2: il cantiere è (ancora) aperto” ha fatto il punto sull’attuazione della direttiva e sulle misure rafforzate. Nel pomeriggio quattro laboratori pratici: “CRA in pratica” (Deloitte), “Anatomia di un attacco” (Cyber 4.0), “AI per la sicurezza delle PMI” (Politecnico di Milano) e “NIS 2 in pratica” (Acronis).

– Foto xu9/Italpress –
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Furti con auto di lusso e targhe false tra Milano e Monza, arrestate 4 persone

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MILANO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato, nell’ambito di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura di Milano, hanno eseguito nelle province di Milano, Monza e Vercelli un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, due cittadini albanesi di 30 e 36 anni e due italiani di 47 anni e 56 anni.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di numerosi reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione e in esercizi commerciali (farmacie, bar, pizzerie) e di ricettazione dei beni rubati nonché di armi da fuoco.

L’operazione, condotta dai poliziotti della seconda Sezione della Squadra Mobile e del Commissariato “Greco-Turro”, ha consentito di ricostruire l’operatività del gruppo criminale attivo tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026 in varie province lombarde e venete. L’indagine ha messo in luce una spiccata professionalità criminale, caratterizzata da una meticolosa pianificazione dei colpi, oltre trenta quelli accertati, tramite sopralluoghi preliminari.

Le indagini, sviluppate attraverso servizi di monitoraggio dinamico e attività di osservazione sul territorio, hanno permesso di accertare che il sodalizio agiva con un’elevata mobilità mediante l’utilizzo di autovetture di grossa cilindrata, applicando sistematicamente targhe contraffatte o provento di furto per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Tra gli accorgimenti adottati dalla banda figuravano inoltre la disattivazione dei telefoni cellulari durante le azioni criminose e l’impiego di strumenti di effrazione e inibitori di frequenza (jammer).

Il Giudice per le indagini preliminari ha ravvisato a carico degli indagati le esigenze cautelari basate sul pericolo concreto ed attuale di reiterazione di reati della stessa specie – con prognosi di possibile transizione verso la commissione di rapine – nonché sul concreto pericolo di fuga.

– Foto di repertorio Polizia di Stato –

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