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Il cinese Zhao Jiaju è il primo asiatico a vincere il Tor des Gèants

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GUIYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dopo 65 ore, 55 minuti e 22 secondi trascorsi in piedi, Zhao Jiaju ha tagliato il traguardo a Courmayeur nelle ore precedenti l’alba di ieri, ora locale italiana.

L’atleta, originario della provincia sud-occidentale cinese del Guizhou, ha conquistato il titolo assoluto nella categoria dei 330 chilometri della gara italiana di ultra-trail Tor des Gèants (TOR). E’ diventato il primo corridore cinese e il primo asiatico a vincere il titolo dalla prima edizione dell’evento, battendo il record di gara di ben 13 minuti.

Il Tor des Gèants è una delle principali competizioni mondiali di trail running su lunghissima distanza. Il suo percorso si snoda attraverso le Alpi, passando per alcune delle principali vette, tra cui il Monte Bianco e il Monte Rosa. Il tracciato copre complessivamente 336,1 chilometri e presenta oltre 24.000 metri di dislivello cumulativo positivo, equivalenti a circa tre volte l’altezza del Monte Everest.

Durante questa gara estenuante, gli atleti devono affrontare drastici sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, terreni montani accidentati, basse temperature, reazioni all’alta quota e condizioni meteorologiche estreme con vento e pioggia. La gara prevede un tempo limite di 150 ore, senza periodi di riposo obbligatori. Lo sforzo prolungato ad alta intensità durante tutta la gara mette a dura prova le riserve fisiche, la forza mentale e la capacità di giudizio immediato dei concorrenti.

Zhao ha dato prova di straordinaria resistenza e di astute tattiche di gara durante tutta l’ardua competizione. Non si è fermato al primo punto di controllo fino a quando non ha corso per 35 ore e 42 minuti, con solo circa 20 minuti di sonno effettivo. Ha adottato una strategia di sonno frammentato, concedendosi sonnellini di circa 10 minuti a ogni punto di controllo prima di ripartire. Sull’intero percorso di 336,1 chilometri, il suo tempo totale di sonno è stato di appena un’ora circa.

Dopo la gara, Zhao ha ammesso che la seconda metà della competizione è stata così straziante da sembrare “quasi insopportabile”. Alle
prese con dolori muscolari e vista offuscata, aveva spinto il proprio corpo al limite fisico assoluto ed è riuscito a raggiungere il traguardo solo grazie alla pura forza di volontà.

Nato nel febbraio 1995 nel Guizhou, Zhao lavorava in passato come fattorino per le consegne ed era appassionato di arti marziali. Nel 2014 ha scoperto il trail running grazie a un manifesto pubblicitario visto per strada a Hangzhou, sviluppando un forte interesse per questo sport e mostrando un talento naturale per la corsa su lunghe distanze.

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Questo titolo non è arrivato per caso, ma è stato il risultato di anni di progressi e traguardi conquistati con fatica. Il suo percorso negli sport di resistenza è iniziato durante i suoi giorni ordinari e talvolta difficili come fattorino per le consegne di cibo.

Mentre lavorava, ha sviluppato resistenza e velocità correndo per effettuare le consegne e ha iniziato a partecipare alle maratone. A 22 anni è passato alle gare di trail running su lunga distanza. All’età di 26 anni era già diventato il corridore con il più alto punteggio ITRA (International Trail Running Association) in Asia.

Nel luglio di quest’anno ha vinto la categoria dei 168 chilometri della Chongli 168 Super-Trail Race in 19 ore, un minuto e 32 secondi, battendo il proprio record stabilito sul percorso sei anni prima e conquistando per la quarta volta il titolo della Chongli 168.

Nel settembre dello scorso anno, Zhao ha partecipato per la prima volta al Tor des Gèants, ma è stato costretto al ritiro al punto di ristoro dei 203,8 chilometri, dopo aver esaurito le energie. In quell’occasione, ha promesso: “Tornerò”.

Il Tor des Gèants di quest’anno, lungo 330 chilometri, ha rappresentato per Zhao il secondo tentativo di affrontare questo “percorso infernale”. Un anno dopo, ha mantenuto la promessa ed è tornato da vincitore.

Dopo aver conquistato il “Viaggio dei Giganti” e aver raggiunto la vetta di questa sfida estrema, Zhao coltiva ambizioni ancora maggiori. Oltre a partecipare ad altre gare, spera di ispirare più persone attraverso lo spirito del trail running e di incoraggiarne altre a praticare sport.

“Spero che la mia storia possa motivare più persone e dare a tutti la determinazione necessaria per andare avanti con coraggio”, ha affermato.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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Alemanno “Meloni non ha più il monopolio a destra, noi disponibili al dialogo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo disponibili a parlare con Meloni, ma è lei che fino ad ora si è rifiutata di parlare con noi. Lei non è abituata ad avere degli interlocutori forti. Noi siamo disponibili, ma non siamo disponibili a derogare i nostri principi fondamentali. Meloni fa quasi finta che non esiste Futuro Nazionale perchè non è abituata a confrontarsi con persone da pari a pari, vuole tutti ‘yes men’ attorno e questo è un gravissimo problema. La Meloni si deve rassegnare un’idea, che per la prima volta quando è nata Fratelli d’Italia ha una concorrenza a destra, non è più il monopolio della destra dove può fare il bello e il cattivo tempo e questo la disturba tanto, però ci deve fare pace e deve provare a sedersi al tavolo”. Lo afferma Gianni Alemanno, esponente di Futuro Nazionale, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress. “Il governo Meloni ha molto deluso le persone di destra e non solo, ha promesso molto, ma fondamentalmente non è riuscito a fare tantissimo e non perchè gli uomini di governo siano incapaci, ma perchè è sbagliata l’impostazione ideologica, il progetto; non si può pensare di affermare interesse nazionale italiano continuando fare ‘signor sì’ nell’Unione Europea, nè continuando con questa guerra in Ucraina che a nostro avviso è completamente sbagliata il nuoce agli interessi nazionali – osserva -. C’è bisogno di una rivendicazione forte della nostra identità, inoltre, dobbiamo riprendere la sovranità dell’Italia di fare una politica autonoma rispetto all’Ue e agli Usa, perchè l’Italia può dire molto”. Per fare un eventuale accordo di centrodestra i punti cardine sono sugli esteri che “è la premessa, poi se non mettiamo in discussione il Patto di stabilità in Europa non ci sono le risorse per fare la svolta. Risorse utili per fare il quoziente familiare, l’immigrazione è un altro tema fondamentale, dobbiamo fare seriamente questo contrasto – spiega Alemanno -, addirittura parliamo la remigrazione; inoltre, c’è il tema sicurezza dove bisogna fare molto di più perchè le città sono fuori controllo. Infine, dobbiamo fare in modo che ci sia una tutela sociale che riguardi realmente gli italiani e che rilanci la sanità e i servizi sociali”. Alemanno, poi, parlando delle prossime elezioni politiche evidenzia che “c’è la possibilità che si possano accorciare i tempi, staremo a vedere. Io credo che alla fine sceglierà di andare a scadenza naturale perchè l’ambizione di fare tutta la legislatura piena supera l’orgoglio di fare le cose, per Meloni è più importante la durata che il numero di cose fatte. Noi siamo pronti, siamo in grando di affrontare questa sfida e saremo sicuramente un elemento dinamico, siamo disponibili al dialogo con Meloni, ma deve deve cambiare e deve fare un governo davvero di destra, che dia una svolta a questa nazione. Meloni adesso sta facendo molte cose di fronte a Vannacci – prosegue -, ciò dimostra che la nostra presenza stimola, addirittura l’ha portata a fare l’abolizione del bollo auto. Questo è già un fatto positivo. Poi c’è il decreto Scuola che è un primo passo per evitare le classi solo di islamici, ma non basta. Noi dobbiamo difendere la nostra identità. Per noi contano le idee e il cambiamento, poi per realizzare le idee ci vuole il potere e lo spazio nelle strutture di governo. Futuro Nazionale cresce perchè il centrodestra della Meloni ha messo da parte le idee e ha fatto solo potere; per noi vengono prima le idee e poi vedere il potere di forza. Adesso faccio il semplice militante e sono contento di farlo, credo che bisogna sempre rimettersi in discussione e ricominciare daccapo, voglio ricominciare e dimostrare quello che valgo”, assicura. “Ho fatto un anno e sei mesi di carcere da innocente, la mia vicenda giudiziaria è ora all’esame della Corte di giustizia europea che ha ammesso la causa, quindi spero che almeno a livello europeo si abbia giustizia. Ho passato questo anno e sei mesi con dignità, ho affrontato il problema dell’emergenza carceraria perchè ho visto una situazione assolutamente indecorosa – conclude Alemanno -, bisogna cambiare e fare un carcere che metta in condizioni le persone di trovare una strada per la riabilitazione”.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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IEG, si è chiusa a Rimini la prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo

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RIMINI (ITALPRESS) – Tre giornate di esposizione, conferenze e incontri d’affari per mettere in contatto industria spaziale e settori produttivi a terra. BEX – Beyond Exploration Expo, l’expo-conference targata Italian Exhibition Group, dedicata alla convergenza tra space economy e industrie terrestri, ha chiuso oggi al Rimini Expo Centre la sua prima edizione. Hanno esposto 147 brand, con le tecnologie della filiera spaziale e dei comparti industriali che ne applicano le soluzioni. Presenti oltre 30 buyer internazionali provenienti da 16 differenti paesi, tra gli altri Giappone, Brasile, Turchia, Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, e delegazioni dall’estero coinvolte con il supporto di ICE Agenzia. Numerosi i giornalisti accreditati da Italia ed estero.
I 93 convegni e le sessioni tecniche hanno coinvolto 315 relatori, di cui 20 internazionali; tra i più significativi il BEX Vision Summit sul palco principale con gli interventi di Axiom Space, Leonardo e Barilla. Tra i temi affrontati, la manifattura avanzata per lo spazio con il Comitato Tecnico Scientifico di BEX ed ESA, la finanza per il settore nella Space Finance Arena organizzata con Plug and Play Tech Center e le applicazioni per le imprese non-space in agrifood, salute, tessile tecnico, automotive e sport.
Accanto alla filiera spaziale, rappresentata da Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio, OHB, Argotec, Altec, Planetek e D-Orbit, hanno presenziato aziende di settori apparentemente molto diversi tra loro come Dallara, Spacewear, GVM, Gruppo Hera, Legor, BTT Impianti, Technogym, Formula Medicine, Electrolux Professional e Artisia by Barilla, affiancate da EY e NTT DATA Italia.
Sul versante istituzionale il programma ha coinvolto tra gli altri l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ESA, CNR, ENEA, Confindustria, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Aeronautica Militare e il Politecnico di Milano.
L’Open Innovation District ha ospitato 25 startup e PMI, con una giornata dedicata alle nuove imprese all’interno degli Stati Generali della Space Economy 2026, di cui BEX è stata tappa ufficiale.
“La scelta di IEG di entrare nella space economy è una decisione strategica di gruppo che guarda oltre questa prima edizione -afferma Corrado Arturo Peraboni, Amministratore Delegato di Italian Exhibition Group -. Abbiamo inserito BEX nel nostro portafoglio fiere con un orizzonte pluriennale, perchè la convergenza tra industria spaziale e settori terrestri è un terreno su cui vale la pena investire nel tempo. Le tecnologie nate per lo spazio e le competenze costruite a terra avevano bisogno di un luogo dove incontrarsi su problemi reali. Dal prossimo anno vogliamo rafforzare e allargare il respiro internazionale, con un coinvolgimento ancor più forte di espositori e delegazioni dall’estero”.

– foto ufficio stampa IEG –
(ITALPRESS).

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Sport e inclusione, Fiera Milano porta “Vite in campo” al carcere di Bollate

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MILANO (ITALPRESS) – Lo sport come occasione di incontro, relazione e crescita. E’ questo il significato di “Vite in Campo – La Partita”, l’iniziativa con cui oggi Fiera Milano è tornata alla Casa di Reclusione di Milano-Bollate, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno con il progetto “Vite in Campo”, nato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Questa volta i valori dello sport non sono stati soltanto raccontati, ma vissuti direttamente sul campo: una rappresentativa di Fiera Milano, con in campo anche il Presidente Carlo Bonomi, ha disputato una partita con una squadra composta da persone detenute dell’Istituto (che hanno vinto 5-3). Un momento di confronto e condivisione nel quale il risultato sportivo ha lasciato spazio al significato più profondo dell’iniziativa: stare insieme, rispettare le regole, giocare in squadra, assumersi responsabilità e costruire relazioni, attraverso il linguaggio universale dello sport.
“Essere stati sede e partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ci ha consegnato una responsabilità: fare in modo che l’eredità di un evento di questa portata non si esaurisse all’interno dei nostri padiglioni, ma diventasse un patrimonio per Milano, la Lombardia e l’intero Paese – dice Bonomi -. Vite in Campo si inserisce in questo percorso, contribuendo a tradurre i valori olimpici in iniziative concrete, capaci di lasciare un segno anche al di fuori dei luoghi della competizione. La partita di oggi, insieme alla comunità dell’Istituto di Bollate, ne è stata una testimonianza, dimostrando come lo sport possa creare occasioni di incontro, inclusione e partecipazione. Il ruolo di Fiera Milano va oltre il contributo che ogni giorno offriamo allo sviluppo del sistema produttivo del nostro Paese: significa anche mettere le nostre competenze, la nostra capacità progettuale e il nostro patrimonio di relazioni al servizio della collettività. E’ una responsabilità che intendiamo esercitare anche attraverso la promozione di iniziative di rilevanza sociale, capaci di generare valore per le persone e per il territorio. E’ in questa direzione che vogliamo valorizzare l’eredità olimpica, trasformando l’esperienza dei Giochi in un impegno destinato a proseguire nel tempo”. L’appuntamento di oggi, infatti, rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato con “Vite in Campo” in occasione di Milano Cortina 2026. Se la prima esperienza aveva portato all’interno dell’Istituto il racconto e le testimonianze di atleti chiamati a condividere i valori dello sport, questa seconda tappa ha trasformato quel racconto in un’esperienza concreta e partecipata.
A questo percorso si affiancherà inoltre un intervento a sostegno delle attività sportive della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, attraverso il potenziamento delle dotazioni sportive dell’Istituto. Un elemento concreto che accompagnerà il progetto e che nasce dall’attenzione alle esigenze emerse negli spazi dedicati alla pratica sportiva. L’iniziativa si inserisce in una visione nella quale gli spazi e le competenze di Fiera Milano possono diventare anche luoghi e strumenti per creare connessioni, favorire il dialogo e contribuire a progetti con un impatto positivo sulla comunità.

– foto f28/Italpress –
(ITALPRESS).

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