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Lucca Comics e MSD firmano “Il Quinto”, un fumetto per la prevenzione dell’HPV

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LUCCA (ITALPRESS) – Sensibilizzare il pubblico sul tema del Papillomavirus (HPV) tramite il linguaggio universale dei comics.
Nasce con questo obiettivo “Il Quinto”, fumetto frutto dall’incontro tra Lucca Comics & Games, il più grande festival europeo dedicato al fumetto, al gioco e all’immaginario fantasy e MSD, azienda biofarmaceutica impegnata nella ricerca innovativa e nella promozione della salute pubblica. Attraverso un fumetto inedito e una storia originale, si vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sul Papillomavirus (HPV), riconosciuto a livello mondiale come la seconda causa infettiva di tumori, sia negli uomini che nelle donne. In Europa, infatti, si stima che l’HPV sia responsabile di circa il 100% dei tumori della cervice uterina e dei tumori anali, del 78% dei tumori vaginali, del 51% dei tumori del pene, del 37% dei tumori dell’orofaringe e del 31% dei tumori della vulva. Il fumetto sarà distribuito gratuitamente durante gli eventi dedicati, presso lo stand MSD e attraverso ulteriori punti di diffusione presenti al festival.
L’opera ha visto per la sua realizzazione il lavoro congiunto di una serie di grandi artisti, come Peach Momoko che ha disegnato la copertina, Luca Enoch, che si è occupato della sceneggiatura, i disegnatori Giacomo Bevilacqua e Paolo Barbieri, protagonisti delle tavole interne e la collaborazione di Valerio Amilcare, ideatore dei contenuti artistici e dell’esperienza interattiva collegata all’iniziativa presente allo stand MSD in Piazza San Martino. Le tavole raccontano di una profonda storia di amicizia, di ricordi e promesse mai dimenticate, che si intrecciano al tema del Papillomavirus. “L’obiettivo di questo fumetto non è soltanto intrattenere, ma stimolare curiosità e consapevolezza”, ha dichiarato Luca Enoch, sceneggiatore e fumettista italiano di fama internazionale. “Attraverso la forza del racconto vogliamo invitare i lettori ad approfondire il tema dell’HPV, a confrontarsi con il proprio medico e ad accedere a contenuti informativi tramite le esperienze messa a disposizione al festival. Perchè una storia può emozionare, ma anche aiutare a compiere scelte più consapevoli per la propria salute”.
Il lancio del progetto sarà uno degli elementi chiave della 60ª edizione di Lucca Comics & Games e prevede un ricco programma di appuntamenti che coinvolgerà il pubblico del festival attraverso incontri, momenti di approfondimento e attività esperienziali, sia presso lo stand MSD sia all’interno di alcune delle principali location della manifestazione.
L’evento di presentazione, aperto al pubblico, si è tenuto il 28 ottobre al Teatro San Romano, alla presenza del team che ha lavorato al fumetto, che racconterà come il linguaggio dei comics possa trasformarsi in uno strumento efficace anche per avvicinare le persone a temi di grande rilevanza per la salute pubblica, come la sensibilizzazione verso il Papillomavirus.
L’esperienza, inoltre, proseguirà oltre la lettura, attraverso un’attività interattiva e un timbro originale per accedere ad attivazioni uniche tutte da scoprire. Molte di queste partiranno dallo stand MSD in Piazza San Martino, esperienze che consentiranno di connettersi ad un percorso di scoperta della storia originale anche online su sito www.hpvitalia.it durante il festival e nei giorni successivi alla manifestazione, anche attraverso la App di Lucca Comics & Games.
Emanuele Vietina, direttore generale di Lucca Crea e direttore di Lucca Comics&Games, ha così commentato: “Il fumetto ha la capacità unica di trasformare temi complessi in storie capaci di coinvolgere ed emozionare. Più di altri linguaggi. Siamo orgogliosi di questa collaborazione con MSD Italia, perchè Lucca Comics & Games da sempre mette al centro il ruolo della cultura come strumento di consapevolezza per leggere il presente. Sappiamo che i tumori correlati all’HPV rappresentano una questione importante per la salute sia delle donne sia degli uomini e crediamo che la nona arte possa rendere accessibili temi complessi e avvicinare nuovi pubblici a una corretta informazione sulla salute. Attraverso la forza del racconto, vogliamo stimolare curiosità e consapevolezza, incoraggiando le persone a informarsi, a parlare con il proprio medico e a compiere scelte consapevoli per la propria salute”.
“Con ‘Il Quintò vogliamo superare i confini della comunicazione scientifica classica per raggiungere le persone nei loro luoghi d’elezione, dove vivono le loro passioni”, dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia. “La collaborazione con Lucca Comics & Games ci offre un’opportunità unica per dialogare con i giovani adulti tra i 18 e i 30 anni, una fascia della popolazione che spesso non è pienamente consapevole dei rischi e delle conseguenze legati all’HPV. Il nostro obiettivo è ridurre le distanze, promuovere una corretta informazione e incoraggiare le persone a confrontarsi con fiducia con il proprio medico. La salute e la prevenzione nascono dalla consapevolezza, ma generano un impatto concreto solo quando si trasformano in scelte personali e responsabili, con un impatto che diventa importante anche sulla società, oltre che per la sostenibilità della sanità pubblica”.
Il Papillomavirus umano (HPV) è un virus molto comune che può colpire donne e uomini di ogni età, compresi gli adulti e che spesso non dà sintomi. Nella maggior parte dei casi, l’infezione viene eliminata spontaneamente dall’organismo, ma quando persiste nel tempo può essere associata allo sviluppo di diverse patologie e di alcuni tumori. L’infezione può interessare sia donne sia uomini e il rischio di acquisirla non scompare con l’età. Per questo è importante conoscere il Papillomavirus, il suo impatto sulla salute e confrontarsi con il proprio medico per ricevere informazioni corrette e aggiornate.
Carlo Signorelli, Professore Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha così commentato l’iniziativa: “Da oltre vent’anni sono impegnato nel sostenere la prevenzione e l’informazione scientifica come strumenti fondamentali per affrontare l’HPV, un’infezione che può interessare donne e uomini in diverse fasi della vita e che è all’origine di diverse forme di tumore. Oggi disponiamo delle conoscenze, delle strategie e degli strumenti necessari per puntare concretamente all’eliminazione del cancro della cervice uterina e di altri tumori HPV correlati, ma per raggiungere questo obiettivo è indispensabile coinvolgere l’intera popolazione in una grande sfida di salute pubblica. Per questo è fondamentale investire in iniziative capaci di parlare alle persone con linguaggi accessibili e coinvolgenti. Una maggiore conoscenza dell’HPV può aiutare a compiere scelte più consapevoli e a confrontarsi con il proprio medico, riferimento essenziale per orientarsi nella prevenzione. Solo attraverso informazione corretta e dialogo possiamo ambire a scrivere la parola fine sui tumori HPV-correlati”.
Conclude la professoressa Caterina Rizzo, Professoressa Ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Pisa: “I tumori associati all’HPV possono essere affrontati efficacemente attraverso una strategia integrata, basata sull’informazione e sulla prevenzione, rivolta sia agli uomini sia alle donne. Iniziative come questa aiutano ad avvicinare le persone al proprio medico, favorendo fin da subito un confronto utile a individuare il percorso di prevenzione più appropriato. La comunicazione è fondamentale per trasformare la conoscenza scientifica in consapevolezza. Attraverso linguaggi coinvolgenti come il fumetto possiamo avvicinare il pubblico a temi complessi come l’HPV, stimolando curiosità e interesse verso informazioni affidabili. Il Quinto dimostra come scienza e storytelling possano lavorare insieme per favorire una maggiore consapevolezza e promuovere un dialogo informato con il proprio medico”.

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Ue, Maran “Serve una politica industriale comune”

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MILANO (ITALPRESS) – Una politica industriale comune da affiancare a quella agricola, strumenti di sostegno e protezione per le imprese che investono nella transizione e un giudizio severo sul nuovo Patto per la migrazione e l’asilo. Sono i temi toccati da Pierfrancesco Maran, eurodeputato del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per “Primo Piano Europa”, il format tv dell’agenzia Italpress.
Sul fronte della politica industriale “alcune cose le possono fare gli Stati nazionali, ma si vuole accelerare sull’intelligenza artificiale, i satelliti, rivoluzionare la difesa o l’automotive, o hai una politica europea o non hai una politica”, afferma Maran, ricordando che nemmeno Francia e Germania ce la fanno da sole. Il nodo, spiega, non è “un miliardo in più o in meno” nel bilancio Ue, ma la capacità di mettere in comune risorse sufficienti per un piano industriale. Come l’Unione Europea sostiene l’agricoltura con la Pac, “serve un piano per una politica industriale comune”. Anche il piano Draghi, osserva, è una visione strategica che ricorda come “la differenza non la fai con le regole, ma con la potenza di fuoco”.
Sull’accordo politico che rivede gli obiettivi del Green Deal sull’automotive, Maran dubita che cambi il quadro per l’industria, perchè la crisi del settore “non nasce dal Green Deal”. La norma sull’elettrico, ricorda, fu pensata dalle case europee per vendere in Cina, mentre oggi sono i cinesi a vendere in Europa. Più rilevante, per lui, la preferenza europea negli acquisti e nella costruzione: un’auto “made in Europe” dovrà avere una quota rilevante di produzione nel continente, a tutela di aziende e lavoratori esposti alla concorrenza sul prezzo.
Riguardo al capitolo energia, “sul gas non ci si può fidare delle forniture”, dice, citando Russia e crisi di Hormuz: il Green Deal serve anche a produrre di più e dipendere meno dall’esterno. Il problema dei costi, aggiunge, riguarda Paesi come Italia, Polonia, Bulgaria e Romania, mentre dove c’è il mix nucleare-rinnovabili l’energia costa meno. Additare le norme Ue, anche sull’Ets, “è una scorciatoia”.
Maran rivendica il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam): se due anni fa il mondo industriale lo avversava, quest’estate “è stata una rincorsa” a farvi includere i propri prodotti. Chi investe in sostenibilità, sostiene, “deve essere protetto rispetto a chi non lo fa”.
Netto il giudizio sul nuovo Patto su Migrazione e Asilo: “Non lo condividiamo, mi sembra anche rischioso per l’Italia”. Il criterio per cui il migrante va riportato nel primo Paese d’ingresso, osserva, ricadrebbe sull’Italia e sarà “un motivo di frizione con Germania e Francia”.

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Ue, Tovaglieri “Il Green Deal una zavorra per l’industria”

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MILANO (ITALPRESS) – Un giudizio severo sulle politiche portate avanti dalla Commissione von der Leyen bis, dal Green Deal all’automotive, dal bilancio europeo alla politica estera. E’ quello espresso da Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, intervistata da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Tovaglieri parte dalle politiche ambientali, che accusa di avere come effetto la “deindustrializzazione” del Vecchio Continente.
“Il surriscaldamento è un tema globale, farcene carico in via esclusiva non serve a nulla dal punto di vista pratico e diventa solo una zavorra”. Quanto al recente accordo politico sull’automotive raggiunto dalla maggioranza che sostiene la Commissione, lo definisce “la montagna che ha partorito il topolino”. Il settore, osserva, è in una crisi “profonda”, con migliaia di dipendenti licenziati e altrettante famiglie in difficoltà. Per la rappresentante leghista si tratta di un “accordicchio” tra popolari e socialisti per “salvaguardare la faccia” e mostrare una maggioranza compatta che, a suo dire, non esiste. Nel mirino anche l’occasione persa di guardare a destra, ai Patrioti, terzo gruppo del Parlamento europeo: l’intesa raggiunta, sottolinea, è persino meno ambiziosa della proposta iniziale del Ppe: “Un fallimento politico, ma anche concreto, che tutti pagheremo”.
Tovaglieri giudica “inopportuna” la richiesta della Commissione agli Stati membri di contribuire maggiormente al Bilancio Ue, soprattutto dopo i rilievi della Corte dei Conti europea sulla trasparenza nell’erogazione dei fondi e su alcune voci di spesa. “Se hai già dimostrato di spenderli male, dimostra che vuoi spenderli meglio, non chiedere ancora più soldi”, afferma, avvertendo che questo atteggiamento rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra Stati e istituzioni.
Sul nuovo Patto su immigrazione e asilo, la Lega si è astenuta: se da un lato chiama gli Stati a condividere responsabilità, dall’altro, secondo l’eurodeputata, carica i Paesi di frontiera come l’Italia di oneri eccessivi. Diverso il giudizio sul regolamento Rimpatri, rimasto fermo per oltre vent’anni, “ostaggio della sinistra”. Qui, rivendica, ci sarà “un vero cambio di passo” grazie a una “maggioranza ombra” di centrodestra formata da Lega e Patrioti, mentre Pd e socialisti si sono opposti.
Sul conflitto russo-ucraino, Tovaglieri dice di non rinnegare gli aiuti a Kiev, necessari in una fase iniziale per negoziare “ad armi pari”. Ma la tregua non è arrivata e l’Ue, pur avendo pagato il prezzo più alto, resta fuori dal potenziale tavolo: “L’Europa è risultata irrilevante, non è un giudizio personale ma una constatazione di fatto”. Di qui l’invito a smetterla di “svenarsi” per acquistare armi.

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Ue, Bordin “Diritto a restare è una sfida, ricostruzione in Friuli un esempio”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Ricordo e orgoglio. Sono le due parole attorno a cui Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e componente del Comitato europeo delle Regioni, costruisce il messaggio della mostra dedicata ai 50 anni dal terremoto del 1976, che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Bruxelles. Lo ha spiegato in un’intervista a Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Il terremoto “fu un evento tragico, devastante, che rase al suolo interi paesi e portato morte e distruzione”, ha ricordato Bordin, sottolineando come il sisma sia arrivato in una regione che si stava rialzando dopo due guerre mondiali e una forte emigrazione. Il popolo friulano, però, “non si è abbattuto”: con tenacia e caparbietà ha scelto di non arrendersi e di ricostruire “tutto dov’era e com’era”. Da quella stagione, fatta di sinergia tra cittadini, istituzioni, volontariato e aiuti arrivati da ogni parte del mondo, è nato un modello di ricostruzione divenuto riferimento nazionale e internazionale. “Siamo orgogliosi di quello che il Friuli ha fatto – ha aggiunto – e di essere ancora oggi un punto di riferimento in Italia e nel mondo su come affrontare calamità ed emergenze”. Un orgoglio che non cancella la memoria delle vittime e delle famiglie colpite, ma la riafferma “in senso positivo”.
Da qui il collegamento con il “Right to Stay”, cioè garantire che i cittadini europei abbiano il diritto a restare nel luogo che chiamano casa, che per Bordin fu “straordinario” allora e rappresenta una sfida oggi. Il presidente ha richiamato il motto dell’arcivescovo Battisti, “prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”: ricostruire il lavoro per far ripartire l’economia e il sostentamento delle famiglie, poi le abitazioni per permettere a chi era stato accolto in tutta la regione di tornare nei paesi d’origine, infine i luoghi di culto, simbolo di tradizione e radicamento culturale.
Quel principio, secondo Bordin, è oggi una questione aperta in tutta Italia e in Europa, dove i flussi di persone sono molto forti e si cercano altrove opportunità, lavoro, servizi e qualità della vita. “Dobbiamo creare in ciascuna realtà le condizioni affinchè le persone, soprattutto i giovani, abbiano la voglia e la possibilità di costruire lì il proprio futuro”, ha affermato, in comunità capaci di riconoscersi dal punto di vista identitario.
Per rendere concrete le politiche a cui sta lavorando l’Unione Europea, ha chiarito, il diritto a restare non può essere solo “un’enunciazione a parole”. Servono investimenti infrastrutturali e mobilità, e all’Europa Bordin chiede di sostenere non solo le grandi opere strategiche ma anche i collegamenti regionali e locali, essenziali per spostarsi per lavoro o per motivi familiari in tempi adeguati.
Il presidente ha poi richiamato la necessità di recuperare terreno sul piano della rapidità decisionale. Nella competizione internazionale, ha spiegato, Italia ed Europa si confrontano con potenze capaci di decisioni “molto forti e immediate”, mentre da noi i processi sono lenti. “Serve un processo più efficace e tempestivo, con tempi contingentati. Non si vuole bloccare il confronto democratico, che è parte della nostra essenza, ma darsi tempi accettabili, altrimenti le risorse non bastano più per gli investimenti”.

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