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Artelia Italia, Scicolone “25 anni di progetti al servizio della Nazione”

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ROMA (ITALPRESS) – Si è celebrato il 27 ottobre, a Villa Miani a Roma, il 25° anniversario della presenza in Italia di Artelia, tra i principali gruppi di ingegneria a livello mondiale. L’iniziativa, patrocinata da Remind, è un’occasione per ripercorrere un quarto di secolo di progetti e investimenti al servizio dello sviluppo della Nazione e per riflettere, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, sulle sfide future della progettazione, delle infrastrutture, dell’immobiliare allargato e della valorizzazione dei territori.

Ad aprire i lavori è stato Gabriele Scicolone, Amministratore Delegato di Artelia Italia, che ha ripercorso i 25 anni di presenza del Gruppo in Italia: «Siamo entrati in Italia nel 2001, e abbiamo attraversato questo quarto di secolo contribuendo allo sviluppo di innumerevoli progetti immobiliari ed infrastrutturali, sia in ambito pubblico sia privatò, ha commentato l’AD di Artelia Italia, Gabriele Scicolone. E ancora: ‘Da subito il nostro Gruppo ha creduto nel Paese Italia e ne abbiamo fatto uno dei punti di forza a livello internazionale, mettendo radici solide che oggi danno lavoro a oltre 700 collaboratori, ingegneri e architetti e consulenti tecnici che operano sui nostri progetti per lo sviluppo sostenibile e la messa in sicurezza della Nazione».

E’ intervenuto successivamente Cyril Blondel, Vice Capo Missione dell’Ambasciata di Francia in Italia, che ha sottolineato il valore della cooperazione franco-italiana: «Questi accordi hanno senso solo se si realizzano in progetti concreti – ed è ciò che Artelia dimostra, attraverso la cooperazione quotidiana tra
italiani e francesi, dagli studi di progettazione ai cantieri, in una cultura comune dell’eccellenza».

Benoit Clocheret, CEO del Gruppo Artelia, ha quindi evidenziato il contributo delle persone alla crescita della società: «Desidero innanzitutto ringraziare l’Amministratore Delegato Gabriele Scicolone e il Management di Artelia Italia per l’organizzazione di questo evento, che rappresenta un modo per
testimoniare l’importanza e la continuità della nostra presenza nella Nazione e, soprattutto, per avere l’opportunità di ringraziare tutti i nostri collaboratori e dipendenti italiani, la cui dedizione e il cui impegno quotidiano sono la chiave del nostro successo in Italia».

Filippo Rean, Presidente di RX France, ha sottolineato il valore della collaborazione tra Italia e Francia e la crescita del settore dell’ingegneria: «Da italiano che vive in Francia, mi fa piacere poter testimoniare del successo di una società francese nella nostra Nazione. Questi ultimi tre anni abbiamo visto il PNRR, nuovi investimenti e una attrattività dell’Italia non pensabile fino a poco tempo fa. E anche l’ingegneria ne ha beneficiato. Società come Artelia Italia che hanno attraversato gli anni difficili, si sono trovate pronte a raccogliere le sfide del mercato».

Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di Remind, ha sottolineato: «La capacità di Artelia di coniugare l’ottimo con il buono rappresenta un valore distintivo. L’ottimo è l’eccellenza delle performance, la qualità della progettazione e dei risultati; il buono è l’attenzione alle persone, alle
comunità e ai territori. E’ nell’equilibrio tra queste due dimensioni che l’attività d’impresa assume un significato più profondo, contribuendo non soltanto alla crescita economica, ma anche al benessere della Nazione».

Vittorio De Pedys, Presidente di SIMEST, ha evidenziato il valore della collaborazione internazionale per la competitività del sistema produttivo: «I 25 anni di Artelia in Italia rappresentano una testimonianza concreta del valore che le competenze, l’innovazione e la collaborazione internazionale possono
generare per la crescita del nostro Paese. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste sinergie in nuove occasioni di crescita, facendo della qualità dei progetti e della capacità di operare sui mercati internazionali due leve strategiche per il futuro delle nostre imprese e del Sistema Italia».

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Paolo Grasso, Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha richiamato l’importanza di tradurre gli investimenti in risultati concreti: «Le infrastrutture, i trasporti e l’immobiliare allargato rappresentano una leva fondamentale per la crescita e la competitività dell’Italia, ma soprattutto uno strumento per migliorare concretamente la vita dei cittadini. La sfida che abbiamo davanti è trasformare le opportunità offerte dal PNRR in risultati tangibili e duraturi, attraverso una maggiore capacità di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere».

Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio, ha posto l’accento sulla centralità della persona e sul valore strategico della progettazione: «L’esperienza internazionale di Artelia dimostra come il progettista sia oggi chiamato ad accompagnare l’intero ciclo di vita delle opere, coniugando innovazione, sostenibilità e responsabilità verso i territori. Celebrare questo anniversario significa quindi riconoscere il valore di una collaborazione capace di unire competenze, Nazioni e visioni nella consapevolezza che ogni grande progetto debba partire dalle persone e tornare alle persone».

Hanno fatto seguito testimonianze di esperienze e competenze imprenditoriali e associative.
Alessandro Cambi, Founder Partner IT’S Vision, ha evidenziato il valore della collaborazione con Artelia e l’importanza di un approccio multidisciplinare alla trasformazione urbana: «Lavoriamo con Artelia in una traiettoria europea, tra Italia e Francia, condividiamo lo stesso viaggio. E’ da lì che nasce il valore: qualità, innovazione ed evoluzione per tutto il nostro settore e per la società in cui viviamo. Una città, la
nostra società, è troppo complessa per essere letta da un solo sguardo».

Marco Mansueti, Direttore Operations di Artelia Italia, ha ripercorso i 25 anni di crescita della società, sottolineando il ruolo centrale delle persone e delle competenze: «In questi anni è cambiato profondamente il ruolo dell’ingegneria. Oggi non siamo chiamati soltanto a progettare e realizzare opere, ma ad accompagnare i nostri clienti lungo l’intero ciclo di vita degli investimenti, integrando competenze tecniche, capacità di gestione, innovazione e sostenibilità».

Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, ha ripercorso le trasformazioni del mercato immobiliare italiano negli ultimi 25 anni, soffermandosi sulle prospettive future: «Cosa ci riservano i prossimi venticinque anni? Sicuramente un Paese invecchiato e con pochi giovani. Il passaggio
generazionale della ricchezza sarà uno dei temi centrali dei prossimi anni». Guardando all’evoluzione del patrimonio immobiliare e delle infrastrutture, ha inoltre evidenziato la prospettiva di una nuova stagione di sostituzione delle strutture non più adeguate alle esigenze contemporanee e di forte
sviluppo della rigenerazione urbana.

Francesca De Sanctis, Presidente di ANCE Roma – ACER, ha richiamato la necessità di un quadro normativo adeguato per favorire la trasformazione delle città: «La rigenerazione urbana è una grande opportunità per Roma, ma per trasformarla in realtà servono regole aggiornate, competenze chiare e tempi certi. Occorre una riforma organica, insieme a investimenti pubblici e privati, per migliorare la qualità urbana, rispondere alla domanda abitativa e rendere le nostre città più sostenibili e inclusive».

Lorenzo Felici, Direttore dello Sviluppo Commerciale di Artelia Italia, ha evidenziato la progressiva diversificazione delle attività della società: «Negli anni passati siamo entrati nei settori più disparati dell’ingegneria, e su alcuni siamo diventati presto leader del mercato, come nei settori dell’edilizia turistico-ricettiva, ospedaliero, dell’industria e dell’hi-tech innovativo e, con il PNRR, nei settori
infrastrutturali».

Alfredo Ingletti, Presidente di FIDIC, ha sottolineato il valore strategico della progettazione per lo sviluppo delle infrastrutture: «Come FIDIC, siamo convinti che l’ingegneria debba essere riconosciuta come un investimento strategico e non semplicemente come una fase preliminare alla realizzazione
delle opere. Il futuro delle infrastrutture dipenderà sempre più dalla nostra capacità di realizzare non soltanto opere migliori, ma soluzioni capaci di rispondere ai bisogni delle persone e delle generazioni future».

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All’iniziativa hanno preso parte anche Giorgio Pieralli, Direttore Immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti,
e Moreno Maggi, fotografo, evidenziando l’importanza della centralità delle persone all’interno della cultura dell’abitare.I lavori sono stati coordinati da Alessandro Galimberti con una narrazione coinvolgente ed efficace. La celebrazione è stata inoltre impreziosita dall’esecuzione degli inni nazionali di Francia e Italia, interpretati dal soprano Lucia Rubedo. Nel corso dell’evento, Mons.Joshtrom Kureethadam ha presentato il volume ‘Dieci comandamenti verdi «Laudato sì»’, patrocinato
da Remind, e ha impartito la benedizione ai partecipanti.

A conclusione dell’evento, Paola Martinoni, Fondatrice della Fondazione Libellule Insieme, ha conferito ad Artelia Italia la pergamena di ‘Ambasciatrice per la Prevenzione dei Tumori Femminili, la Cura e la Rinascità, a testimonianza dell’importanza di coniugare l’eccellenza professionale con l’attenzione alla salute, alla prevenzione e alla centralità della persona.
-news in collaborazione con Remind –
-foto ufficio stampa Remind-
(ITALPRESS).

Approfondimenti

Videonews Italpress – Vinitaly Usa a New York, Del Piero “Preferisco il vino italiano”

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NEW YORK (ITALPRESS) – Alessandro Del Piero ha partecipato come Serie A Ambassador all’inaugurazione della terza edizione di Vinitaly.USA a New York. “Preferisco il vino italiano”, dice l’ex calciatore. “Troviamo la giusta combinazione e possiamo sia bere vino che giocare a calcio”, aggiunge. xo9/mgg/gsl (riprese video e intervista di Stefano Vaccara)

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Piano Mattei, Webuild preferred bidder per una nuova ferrovia di 517 km in Zambia

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MILANO (ITALPRESS) – Una nuova ferrovia di circa 517 chilometri per favorire l’integrazione infrastrutturale dell’Africa australe, in una regione strategica per lo sviluppo delle catene del valore dei minerali critici. Webuild è stata nominata preferred bidder per il Lotto 1B del Lobito Corridor Railway Project in Zambia. L’imponente infrastruttura è inserita tra le iniziative strategiche sostenute dal Piano Mattei per l’Africa promosso dal Governo italiano. L’intera opera è destinata a rivoluzionare i collegamenti commerciali e logistici dell’Africa Australe con i mercati internazionali: una volta completata, ridurrà i tempi di trasporto delle merci dal Copperbelt ai mercati internazionali da 16 a 7 giorni, generando benefici economici stimati in circa USD 3 miliardi per Zambia e Angola. Il progetto potrà inoltre rappresentare un’importante opportunità per il coinvolgimento della filiera italiana delle costruzioni, favorendone la partecipazione allo sviluppo di una delle principali infrastrutture strategiche del continente africano.
Il progetto è promosso e sviluppato da Africa Finance Corporation (AFC), istituzione finanziaria multilaterale africana, che ha collaborato a stretto contatto con i governi di Angola e Zambia per coordinare le principali autorizzazioni, allineare le priorità e far avanzare il progetto verso la fase di attuazione. Il progetto è supportato da partner internazionali per lo sviluppo. Il lotto prevede la progettazione e la realizzazione di una linea ferroviaria che correrà dal confine con l’Angola fino a Chingola, nel cuore della provincia di Copperbelt.
Il tracciato attraversa territori ancora privi di infrastrutture su larga scala e comprende 22 ponti e viadotti, 8 stazioni e 3 depositi di manutenzione progettati per sostenere grandi volumi di traffico merci. Nel consorzio internazionale guidato da Webuild figurano la turca Içtas (30%) e la portoghese Mota-Engil (30%). La selezione del preferred bidder è subordinata alla conclusione delle negoziazioni tecniche, commerciali e legali, il cui avvio è previsto per novembre 2026.
Il Lobito Corridor favorirà l’integrazione regionale, sosterrà la crescita delle economie locali e migliorerà la connettività tra aree produttive, centri industriali e rotte commerciali globali, ridisegnando la geografia economica dell’Africa australe e creando una direttrice est-ovest alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano. Il progetto collega il porto angolano di Lobito, sull’Atlantico, ai principali distretti minerari della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia, dove si concentrano grandi risorse di rame, cobalto e altri minerali strategici per la transizione energetica.
Per questo il corridoio è considerato prioritario da Italia, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, nonchè da Stati Uniti, Unione Europea e Paesi del G7, che lo hanno inserito tra i progetti di punta della Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII) e del Global Gateway europeo, come infrastruttura chiave per l’integrazione infrastrutturale e lo sviluppo sostenibile, nonchè per per diversificare e rendere più sicure le catene di approvvigionamento dei minerali critici.
Il Lotto 1B costituisce la tratta zambiana del progetto Zambia Lobito Railway, che prevede circa 831 km di nuova linea tra Zambia e Angola.
Attraverso la tratta angolana, si raccorderà a Luacano alla ferrovia di Benguela, parte del Lobito Corridor esistente, già operativo e oggetto di importanti investimenti di riabilitazione e potenziamento.
“In occasione del Vertice G7 di Borgo Egnazia nel 2024, il Governo italiano, nell’ambito del Piano Mattei, ha aderito al memorandum d’intesa che lo ha avviato, insieme ad Angola, Zambia, Unione Europea, Stati Uniti e Banca Africana di Sviluppo. Il risultato di oggi nasce dal lavoro di squadra del sistema Italia: il Governo ha lavorato insieme a CDP e SACE per sostenere la partecipazione delle imprese italiane, accanto alle principali istituzioni finanziarie africane e internazionali”, commenta Palazzo Chigi in una nota, sottolineando che “il progetto apre una grande occasione per la filiera italiana delle piccole e medie imprese. E’ lo schema che il Piano Mattei vuole rendere sistematico dal settore agricolo a quello delle costruzioni, dal settore dei minerali critici alla logistica”.
“Il Corridoio di Lobito è un’opera di punta del Piano Mattei e un progetto prioritario per il G7, per la Partnership for Global Infrastructure and Investment e per il Global Gateway europeo. E’ il modello di cooperazione “da pari a pari” che il Piano Mattei propone all’Africa. Non un approccio predatorio o assistenziale, ma investimenti che creano infrastrutture, lavoro, integrazione regionale e valore aggiunto sul posto. Il corridoio – conclude Palazzo Chigi – aiuterà le economie locali a sviluppare filiere del rame, del cobalto e dei prodotti agricoli e ridurrà i costi della logistica. Aprirà inoltre una via verso ovest, alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano”.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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Osservatorio Blue Economy, Italia strategica nel Mediterraneo

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MILANO (ITALPRESS) – La nuova competizione per energia, dati e sicurezza delle infrastrutture si sta spostando in mare. Ed è nel Mediterraneo che si giocherà una partita decisiva per la competitività dell’Europa e dell’Italia. Grazie alla sua posizione geografica e a una filiera industriale tra le più avanzate al mondo nei cavi sottomarini, nell’ingegneria offshore, nella cantieristica e nelle telecomunicazioni, l’Italia ha l’opportunità di affermarsi come snodo strategico tra Europa, Africa e Medio Oriente per i flussi energetici e digitali del futuro. Allo stesso tempo, i porti italiani sono chiamati ad affrontare una trasformazione per accompagnare la transizione energetica e intercettare nuove filiere industriali legate a energie rinnovabili, elettrificazione e decarbonizzazione.
E’ quanto emerge dalle due nuove ricerche del Blue Economy Monitor, l’Osservatorio promosso da Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management che analizza le principali trasformazioni dell’economia del mare e il contributo che il settore può offrire alla crescita sostenibile e alla competitività del Paese.
Pur analizzando ambiti differenti, le due ricerche mostrano che il mare sta assumendo un ruolo sempre più strategico nelle grandi sfide che riguardano energia, digitalizzazione, sicurezza delle infrastrutture e competitività industriale. La capacità di sviluppare reti, connessioni e nuovi ecosistemi produttivi legati all’economia del mare rappresenterà un fattore determinante per il posizionamento dell’Italia e del Mediterraneo nei prossimi anni. Dai cavi che trasportano il 99% del traffico dati mondiale alle nuove reti energetiche sottomarine, fino all’evoluzione dei porti in piattaforme della transizione energetica, la Blue Economy si conferma uno dei principali fattori di sviluppo dei prossimi decenni.
Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo ha commentato: “La Blue Economy si conferma uno dei più promettenti motori di sviluppo per il Paese, capace di generare innovazione, attrarre talenti, investimenti e creare nuove opportunità in ambiti strategici come le infrastrutture sottomarine, l’eolico offshore, la transizione energetica dei porti e le tecnologie digitali. Le trasformazioni in atto nelle economie del mare richiedono nuove competenze e profili professionali. Per questo investire nel sostegno alla ricerca e nella formazione, rafforzando il dialogo tra imprese, università e ricerca, significa creare nuove opportunità per i giovani, contrastare la fuga dei talenti e attrarre competenze qualificate, a beneficio della competitività del Paese nel contesto europeo ed internazionale”.
Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi School of Management: “Il Blue Economy Monitor della SDA Bocconi, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha l’obiettivo di contribuire a evidenziare macro-trend che incidono, e incideranno sempre di più, sulle strategie aziendali e sulle policy pubbliche in un settore di crescente rilevanza per l’economia italiana. L’evento di oggi e le ricerche presentate contribuiscono non solo al trasferimento di conoscenze, ma anche a chiarire opportunità e rischi per il sistema economico italiano, in un’ottica più ampia di posizionamento geoeconomico e geopolitico nel Mediterraneo”. La prima ricerca, firmata da Oliviero Baccelli e Stefano Riela, evidenzia come l’Italia possa valorizzare la propria posizione geografica e il patrimonio di competenze industriali per diventare un punto di riferimento nelle reti elettriche e digitali sottomarine. Lo studio individua nelle interconnessioni elettriche sottomarine, nei cavi per le telecomunicazioni e nelle infrastrutture legate alla transizione energetica alcuni dei principali driver di sviluppo della Blue Economy europea. Le prospettive di crescita sono significative: entro il 2050 l’eolico offshore potrebbe coprire fino al 30% del fabbisogno elettrico dell’Europa, generando una forte espansione della domanda di cavi sottomarini ad alta tensione necessari a collegare impianti rinnovabili, sistemi di accumulo e reti energetiche sempre più integrate.
L’analisi sottolinea inoltre il valore della filiera industriale italiana che coinvolge aziende leader nella produzione di cavi, nell’ingegneria sottomarina, nella cantieristica e nelle telecomunicazioni, e rappresenta una leva importante per la competitività del Paese e per cogliere le opportunità di crescita del settore.
La seconda ricerca, realizzata da Oliviero Baccelli e Susanna Dorigoni, analizza invece il ruolo dei porti italiani nella transizione energetica. Lo studio evidenzia come il sistema portuale nazionale sia chiamato a gestire una profonda trasformazione: una quota rilevante delle merci movimentate negli scali italiani è ancora legata ai combustibili fossili, mentre crescono le opportunità offerte dall’elettrificazione delle banchine, dalle energie rinnovabili, dalla logistica per l’eolico offshore e dai progetti di cattura e stoccaggio della CO2.
Attraverso un’analisi comparata delle Autorità di Sistema Portuale italiane, la ricerca mostra una preparazione disomogenea rispetto alle nuove sfide. Alcuni territori si distinguono per la capacità di sviluppare progetti collegati alla transizione energetica, mentre altri risultano maggiormente esposti agli effetti della progressiva riduzione dei traffici legati ai combustibili fossili.
Francesco Perrini, responsabile scientifico del Blue Economy Monitor della SDA Bocconi: “Le due ricerche dimostrano che la transizione energetica e lo sviluppo dell’economia sottomarina stanno ridefinendo in modo sempre più pervasivo il ruolo strategico delle infrastrutture marittime italiane.
In tale contesto, una maggiore integrazione tra porti, reti subacquee e politiche pubbliche emerge come fattore determinante per sicurezza energetica, crescita economica e autonomia tecnologica del Paese, che si pone sempre di più in una posizione di leadership nel Mediterraneo su questi temi”.
Le due ricerche convergono su un messaggio comune: il mare rappresenta una leva strategica per la competitività e la sostenibilità del Paese. La crescita delle reti energetiche e digitali sottomarine, insieme all’evoluzione dei porti verso funzioni energetiche e industriali più avanzate, può generare nuove opportunità di sviluppo, occupazione e innovazione, a condizione che investimenti, competenze e politiche pubbliche procedano in maniera coordinata.
-foto f28/Italpress –
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