Seguici sui social

Italpress

Il Milan ritrova l’Europa League, Amorim “Col Ferencvaros bisogna vincere”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – “La partita con l’Inter è il passato, va dimenticata e bisogna pensare all’Europa League. E’ una partita molto importante e più che il risultato bisogna mantenere questa continuità che si è vista durante la gara con l’Inter. Dobbiamo ritrovarla anche domani, poco importa chi gioca, bisogna vincere, è una partita molto importante per i nostri obiettivi: vogliamo andare fino in fondo”. Ruben Amorim, dopo il successo nel derby, punta ad aggiustare anche la classifica del Milan in Europa League, fin qui gravata dalle sconfitte con Benfica e Bournemouth.

A San Siro arriva il Ferencvaros, “che non ha niente da perdere. E’ un avversario importante che ha già 9 punti e non ha mai perso in campionato, una squadra abituata a vincere, a prescindere dal contesto. Dovremo essere concentrati, umili e bravi nei dettagli”. Questo però non significa che ci saranno dei cambiamenti nell’undici titolare. “Detto che la partita più importante è la prossima, bisogna stare attenti con alcuni giocatori perchè abbiamo un programma importante alle spalle e non possiamo permetterci di perdere dei calciatori per le prossime gare. E’ una partita importante ma bisogna far ruotare un pò la rosa”, conferma Amorim.

E sulla differenza di rendimento fra serie A ed Europa League ribatte: “A volte bisogna fare delle scelte che possono cambiare il modo di giocare. Ad ogni modo, anche se abbiamo vinto l’ultima partita con l’Inter, dovremmo avere più punti in campionato. Possiamo fare meglio, sia in serie A che in Europa League, poi ogni partita ha la sua storia ma penso che possiamo cambiare le cose”.

Il tecnico portoghese è consapevole di avere fra le mani una squadra che è “capace di vincere qualsiasi partita e perdere qualsiasi partita: dipende dal nostro approccio, e a volte dall’avere o meno un pizzico di fortuna. Abbiamo però già un’identità perchè vogliamo dominare le partite, a volte ci riusciamo e altre no. Ma cerchiamo sempre di essere propositivi, la nostra identità è questa. Mi chiedete sempre quando renderemo al massimo ma non raggiungeremo mai il massimo, anche se vincessimo tutte le partite, perchè si può sempre migliorare – il pensiero dell’allenatore rossonero – Per esempio ci manca la capacità di spingere indietro gli avversari per creare più occasioni da gol, è il nostro problema più grande così come essere continui dentro la partita e farlo per più gare. Stiamo giocando meglio ma c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri”.

Nella ripresa contro l’Inter si è visto però un Milan “grande”, almeno per la sua capacità di controllare la partita. “Ripartire dal secondo tempo del derby? Ma non ci sarebbe stato se non ci fosse stato il primo, dove siamo andati in vantaggio – sottolinea ancora Amorim – Il nostro modo di controllare la partita nella ripresa è stato un altro punto perchè siamo migliorati nella comprensione del gioco ma per esempio, contro la Lazio, il secondo tempo è stato più intenso. Il derby, comunque, era solo una partita: durante la settimana, anche se giocavamo prima col Bologna, si parlava solo del derby ed è una mentalità da piccola squadra preoccuparsi solo delle partite importanti, tutte lo sono. Ecco perchè il Ferencvaros mi dirà tanto sulla mia squadra“.

E sul fatto di non essere apparso emozionato dopo il successo dell’Inter, Amorim replica: “Quando vinceremo lo scudetto o un titolo importante lo sarò, o forse nemmeno perchè starò già pensando al prossimo trofeo”.

In conferenza stampa con l’allenatore portoghese anche Koni De Winter, ormai diventato un giocatore imprescindibile. “Rispetto all’anno scorso mi sento più importante, sento la fiducia: è un bel momento della mia carriera – conferma – Sto bene, sia fisicamente che mentalmente, quando ci sono più partite devi essere sempre pronto a giocare. Il Ferencvaros? E’ una bella squadra, in fiducia, che sta andando molto bene ma faremo del nostro meglio cercando di non prendere gol”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Advertisement

Italpress

Fondazione Cariplo al Parlamento Ue, cultura e filantropia nel prossimo bilancio

Pubblicato

-

BRUXELLES (ITALPRESS) – Fondazione Cariplo ha portato al Parlamento europeo, in occasione dell’evento «Socially Engaged Arts in the Next EU Budget: Investing in Europès Civic Infrastructure», l’esperienza maturata in oltre trent’anni di sostegno alla cultura e alle comunità. La cultura rafforza la coesione sociale e la partecipazione democratica, sostiene l’educazione, il benessere e lo sviluppo dei territori. Nel prossimo bilancio europeo questo valore strategico deve tradursi in risorse adeguate, accessibili anche agli enti più piccoli e meno strutturati, e in un confronto stabile tra organizzazioni culturali, decisori pubblici e istituzioni filantropiche, fin dalla definizione delle priorità e dei Piani di partenariato nazionali e regionali. L’iniziativa, promossa dalla Alliance for Socially Engaged Arts, di cui Fondazione Cariplo è partner fondatore, e ospitata dagli eurodeputati Marcos Ros Sempere (Spagna), Hèlder Sousa Silva (Portogallo) e Maria Guzenina (Finlandia), ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, della filantropia e delle organizzazioni culturali. Patrizia Asproni, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo e Expert nel Comitato di programma di Horizon Europe per il Cluster 2 “Cultura, creatività e società inclusiva”, ha sottolineato il ruolo della cultura come «infrastruttura civica adattiva», capace di costruire capitale sociale, fiducia e appartenenza e, al contempo, di adattarsi ai cambiamenti che interessano territori, generazioni e comunità.
“Abbiamo un forte bisogno di luoghi della cultura capaci di accogliere le persone, soprattutto i giovani, e di offrire spazi sicuri e accessibili in cui ciascuno possa trovare ascolto, esprimersi, costruire legami e realizzare progetti comuni. Luoghi che aiutino a contrastare l’isolamento e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. In una società sempre più frammentata e digitale, il bisogno di relazioni autentiche si accompagna alla richiesta di ascolto e partecipazione che attraversa oggi le piazze europee. Portare cultura nelle periferie delle città e nelle aree che ne hanno più bisogno, ma meno disponibilità, può rappresentare un tassello importante per affrontare le esigenze espresse in queste settimane. Servono certamente risposte ai bisogni essenziali, senza dimenticare l’importanza e la forza che la cultura può avere per tutti”, ha commentato Patrizia Asproni.
Per la Fondazione, questa impostazione nasce dall’esperienza. Dal 1991 Fondazione Cariplo ha erogato oltre 4,4 miliardi di euro a sostegno di più di 41.000 progetti, di cui 1,4 miliardi destinati a oltre 16.500 iniziative nei settori dell’arte e della cultura. Ma il sostegno al patrimonio, alle istituzioni e alle imprese culturali, alla partecipazione, all’innovazione e alla rigenerazione urbana produce effetti che vanno ben oltre il settore culturale. La cultura è, infatti, una leva trasversale nelle attuali Sfide di Mandato della Fondazione Cariplo: quattro programmi strategici che integrano competenze sociali, culturali, ambientali e scientifiche, con uno stanziamento di 20 milioni di euro ciascuno in tre anni. ZeroNeet contrasta la dispersione scolastica e accompagna i giovani che non studiano e non lavorano verso percorsi di formazione e occupazione: con Azionamenti – Laboratorio di possibilità, i laboratori nelle scuole utilizzano linguaggi artistici ed espressivi per rafforzare motivazione, fiducia e competenze relazionali dei giovani NEET. Destinazione Autonomia sostiene percorsi di vita indipendente e autodeterminazione delle persone con disabilità, integrando abitare, lavoro, cultura e tecnologia: le azioni culturali favoriscono l’accessibilità dei luoghi della cultura e promuovono l’inclusione lavorativa nel settore delle arti performative. Anita – L’infanzia prima rafforza le opportunità educative, sociali e culturali nei primi anni di vita: attraverso la linea di intervento Crea Cultura, collabora con musei e biblioteche per rendere l’offerta culturale rivolta alle bambine e ai bambini da 0 a 6 anni più accessibile, inclusiva e diffusa. Limen – Un futuro oltre la pena punta a migliorare le condizioni di vita delle persone in esecuzione penale e sostenere il loro reinserimento in uscita dal carcere, anche attraverso percorsi di formazione artistica e culturale continuativa. Esperienze diverse che mostrano come la cultura possa contribuire al raggiungimento di obiettivi sociali in modo sostanziale e non accessorio.
Al centro del dibattito, anche il ruolo della filantropia nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’UE, in sinergia con le istituzioni europee e le amministrazioni nazionali e regionali.
“La questione non è solo quanto il prossimo bilancio europeo investirà nella cultura, ma quale ruolo le riconoscerà nel futuro dell’Europa. Il suo contributo alle priorità sociali, democratiche e territoriali deve tradursi in strumenti efficaci e risorse adeguate. Le fondazioni possono mettere in campo non solo risorse finanziarie, ma anche la capacità di sperimentare soluzioni innovative e su misura, grazie alla vicinanza alle comunità e alla conoscenza approfondita dei loro bisogni. La filantropia può sperimentare, la ricerca verificarne l’efficacia, le politiche pubbliche estenderne l’adozionè, ha proseguito Patrizia Asproni.
Le risorse ipotizzate, sebbene non ancora chiaramente definite, e le novità proposte per il prossimo bilancio europeo, tra cui la nuova architettura dei programmi e l’introduzione dei Piani di partenariato nazionali e regionali, aprono nuove possibilità. Per la cultura, tuttavia, resta elevato il rischio che le risorse stanziate non si traducano in investimenti concreti nel settore: l’ammissibilità ai finanziamenti non ne garantisce l’effettiva allocazione, così come la flessibilità non assicura di per sè l’inclusione. Servono priorità esplicite, voci di bilancio chiaramente identificabili e procedure proporzionate, che rendano i finanziamenti accessibili anche alle organizzazioni meno strutturate.
«Le politiche culturali devono saper rispondere alla diversità dei territori – ha aggiunto Patrizia Asproni – perchè un quartiere multiculturale, una comunità rurale che invecchia e un piccolo centro che perde abitanti esprimono bisogni differenti. La flessibilità dei futuri Piani di partenariato nazionali e regionali può offrire l’opportunità di costruire risposte mirate e valorizzare il contributo della cultura alle più ampie priorità sociali e territoriali. Occorre però riconoscerle un ruolo esplicito e rendere i finanziamenti realmente accessibili, con procedure proporzionate anche per le organizzazioni più piccole e meno strutturate e per i territori lontani dai principali centri decisionali. Per questo, gli operatori culturali e la società civile, compresa la filantropia, devono poter contribuire alla definizione del prossimo bilancio europeo e dei futuri Piani. La co-creazione, principio centrale delle arti socialmente impegnate, dovrebbe guidare anche le politiche che le sostengono».
A illustrare l’importanza e i bisogni delle diverse realtà culturali è anche la ricerca “I musei dei piccoli comuni: il volto nascosto del patrimonio diffuso” – promossa da Fondazione Industria e Cultura e sostenuta da Fondazione Cariplo per la parte relativa al suo territorio di riferimento – che restituisce un quadro articolato di un patrimonio culturale tanto diffuso quanto fragile. Su 6.217 musei e istituti similari censiti a livello nazionale, 2.054 si trovano in comuni con meno di 5.000 abitanti. Lo studio evidenzia realtà fortemente radicate nelle comunità ma caratterizzate da risorse economiche e organizzative limitate, sostenute in misura significativa dal volontariato e dall’associazionismo locale: oltre la metà opera con meno di 5.000 euro all’anno e il 61% non ha dipendenti. Elementi che rafforzano l’esigenza di politiche e strumenti capaci di raggiungere anche le realtà culturali più piccole e lontane dai grandi centri e di mantenere vivo un patrimonio che svolge un ruolo fondamentale di presidio culturale dei territori.
L’evento è stato promosso nell’ambito dell’Alliance for Socially Engaged Arts (ASEA) un progetto europeo ideato e promosso da Fondazione Cariplo insieme a Calouste Gulbenkian Foundation, “la Caixa” Foundation, Daniel and Nina Carasso Foundation, European Cultural Foundation, Fundaciòn Banco Santander, Finnish Cultural Foundation, Het Cultuurfonds, Hilti Foundation, King Baudouin Foundation, Allianz Foundation, Fondazione Compagnia di San Paolo e Stiftung Mercator Schweiz. ASEA nasce per promuovere il riconoscimento, la visibilità e il sostegno alle organizzazioni che utilizzano l’arte e la cultura come strumenti di cambiamento sociale, in un settore ancora insufficientemente valorizzato nelle politiche pubbliche e con accesso limitato a finanziamenti stabili e di lungo periodo.
-foto xf4/Italpress-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Italpress

Da Intesa Sanpaolo e Confindustria con Sace, Simest, Ice misure per Pmi all’estero

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo inaugura un nuovo percorso sinergico e integrato insieme a Confindustria, SACE, SIMEST (Gruppo CDP) e ICE consolidando il modello di accompagnamento all’estero delle PMI italiane. E’ stata siglata oggi a Roma la nuova proposta per l’internazionalizzazione e per il sostegno all’export delle imprese italiane, un impegno concreto che vede affiancati operatori pubblici e settore privato per attivare sinergie di lungo periodo.
Promosso dalla Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, l’intervento è finalizzato a individuare nuovi fattori di crescita e traiettorie per la competitività italiana alla luce del contesto geopolitico e del relativo impatto sul commercio con l’estero, rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla Banca nel prossimo triennio e dalla sottoscrizione di nuovi accordi con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile destinati a garantire alle imprese italiane assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo.
Un modello integrato di partnership attivate da Intesa Sanpaolo per rafforzare ulteriormente la propria strategia di supporto alle imprese attraverso risorse a sostegno degli investimenti, ampliamento delle collaborazioni bancarie internazionali e potenziamento delle soluzioni finanziarie e dei servizi dedicati all’export.
La nuova iniziativa risponde ai bisogni delle PMI di semplificare e incentivare soluzioni alle crescenti complessità dei mercati globali, puntando alla ridefinizione degli equilibri commerciali attraverso investimenti e nuovi finanziamenti, riduzione di tempi e costi, competenze specialistiche inserite in un sistema integrato di soluzioni finanziarie, assicurative, consulenziali e promozionali al servizio delle imprese, in coerente allineamento con i programmi dell’agenda economica e diplomatica del Paese.
L’obiettivo del Gruppo guidato dal CEO Carlo Messina e condiviso da Confindustria, SACE, Simest e ICE, è quindi sostenere le aziende nella diversificazione dei mercati, nella gestione dei rischi e nella costruzione di una presenza sempre più solida e competitiva nelle catene globali del valore.
Il patto si articola lungo cinque direttrici, valorizzando le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE, per offrire alle PMI un sostegno dinamico e integrato sui mercati internazionali: Nuovo credito per 30 miliardi di euro per il prossimo triennio messo a disposizione da Intesa Sanpaolo per finanziamenti destinati ad incentivare le esportazioni, gli investimenti diretti all’estero e i progetti produttivi realizzati in Italia funzionali alla crescita internazionale.
Partnership con primari istituti bancari locali, già avviate da Intesa Sanpaolo in Francia, India e Brasile – e in estensione ad altre geografie emergenti entro il primo semestre 2027 – per fornire assistenza operativa nei Paesi di destinazione, dalla gestione di pagamenti e incassi al cash management e ai rapporti bancari delle imprese italiane presenti con controllate, unità produttive, filiali commerciali nelle geografie internazionali.
Ricerca di nuovi clienti e partner internazionali grazie alla collaborazione con ICE e l’utilizzo della nuova piattaforma Connecting Markets sviluppata dalla Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che consente alle PMI di individuare nuovi clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi.
Supporto agli Investimenti Diretti all’Estero (IDE) attraverso l’integrazione delle soluzioni finanziarie della Banca con i prestiti partecipativi e i finanziamenti subordinati di Simest per la creazione e il potenziamento di impianti produttivi, filiali commerciali e hub logistici all’estero.
Sostegno all’export di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% dell’export totale italiano. Nuova soluzione di Intesa Sanpaolo che consente alle aziende esportatrici di anticipare la liquidità relativa a forniture con pagamento dilazionato grazie alle sinergie con SACE – attraverso la Polizza Credito Fornitore a copertura dei rischi commerciali e politici – e con Simest, attraverso il contributo in conto interessi per permettere alle imprese italiane di offrire condizioni di pagamento più competitive agli acquirenti esteri. L’offerta è completata dai servizi di Trading Company, che seguono l’intero processo di fornitura internazionale, dall’acquisto dei beni dell’esportatore italiano alla successiva rivendita al cliente estero, inclusi gli aspetti logistici, finanziari e doganali. Grazie alla partnership con Grenke, sono disponibili, inoltre, soluzioni di noleggio operativo dei beni destinate ai buyer internazionali.
L’evento di presentazione del nuovo accordo, che si è svolto stamattina a Roma, è stato aperto da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha presentato i capisaldi dell’accordo per il sostegno alle PMI sui mercati globali, a cui è seguito l’intervento di Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, che ha illustrato le prospettive dell’economia italiana e il ruolo delle PMI nella crescita del Paese. Sono quindi intervenuti: Barbara Cimmino, Vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE, e Matteo Zoppas, Presidente di ICE, che hanno approfondito le opportunità, gli strumenti e le strategie per rafforzare la presenza delle PMI italiane sui mercati internazionali. L’evento si è concluso con il dialogo tra Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, che hanno ribadito l’importanza della sempre più stretta collaborazione tra istituzioni finanziarie, sistema industriale e attori pubblici per sostenere la competitività e la crescita internazionale del Made in Italy.
“Le nostre imprese sono straordinarie, ma oggi devono affrontare una nuova crescente complessità che rischia di minare la loro competitività e in generale la crescita del nostro Paese. Lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del Made in Italy, per questo serve che operatori pubblici e privati insieme si adoperino per mantenere l’eccellenza della nostra industria nel mondo”, spiega Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.”Nell’ultimo triennio abbiamo messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro a supporto delle attività internazionali e gestito più di 1.000 progetti di accompagnamento all’estero. Con una nuova disponibilità di credito di 30 miliardi di euro e con l’estensione della nostra rete commerciale anche dove non siamo presenti, uniamo alla potente capacità finanziaria una indiscussa prossimità territoriale e una rafforzata presenza internazionale. Le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE sono l’asse portante di una nuova strategia economica volta a sostenere le imprese e a trasformare l’internazionalizzazione in un percorso strutturale di crescita e competitività”.
“La geopolitica è cambiata profondamente e con essa gli equilibri del commercio internazionale. La sfida per l’industria italiana non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali.
Dobbiamo rafforzare la presenza delle nostre imprese nelle filiere internazionali, costruire partnership industriali strategiche, soprattutto con i Paesi emergenti, e cogliere le opportunità offerte dai loro grandi piani di sviluppo e investimento. Gli accordi commerciali sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono strumenti concreti per trasformare le opportunità in crescita, soprattutto per le PMI.
Il Patto che sigliamo oggi con Intesa Sanpaolo, SACE, SIMEST e ICE va in questa direzione, rafforzando la capacità del Sistema Paese di accompagnare le imprese sui mercati esteri. Perchè essere più forti nel mondo significa avere un’industria più forte in Italia, capace di generare investimenti, sviluppo e occupazione”, ha dichiarato Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria.
Regina Corradini D’Arienzo, amministratore delegato di SIMEST, dichiara: “L’iniziativa avviata con Intesa Sanpaolo rappresenta un passo strategico per rafforzare il sostegno alle imprese italiane, con particolare attenzione alle PMI, attraverso servizi sempre più mirati e innovativi, in grado di accompagnarle nell’affrontare le sfide dei mercati internazionali. La collaborazione con uno dei principali attori finanziari del Paese consente di mettere a sistema competenze, risorse e strumenti, sviluppando soluzioni personalizzate a supporto dei progetti di crescita internazionale delle imprese, da individuare e valutare insieme fin dalle fasi iniziali, anche a partire da una semplice idea progettuale. In questo quadro, la presenza di SIMEST nelle principali geografie internazionali rafforza ulteriormente la partnership, contribuendo a facilitare l’accesso ai mercati esteri e a orientare le imprese nel superamento delle complessità burocratiche e delle barriere commerciali. L’iniziativa si inserisce pienamente nell’azione coordinata del Sistema Italia che, sotto la guida della Farnesina, vede operare in sinergia CDP, SIMEST, SACE, ICE e le associazioni degli industriali, insieme agli altri attori del sistema finanziario e produttivo nazionale. E’ attraverso questa capacità di fare sistema, con una visione condivisa e un approccio integrato, che possiamo rafforzare le imprese lungo tutte le filiere, comprese quelle di dimensioni più piccole e non ancora presenti sui mercati esteri, accompagnandole con una vicinanza sempre maggiore verso le concrete opportunità offerte dai mercati internazionali”.
“Un Sistema Paese forte rende più forti le imprese all’estero” – ha dichiarato l’Amministratore delegato di SACE Michele Pignotti -. “Quando istituzioni, banca, assicurazione e rappresentanza imprenditoriale lavorano in modo coordinato, le aziende possono contare su più competenze, più relazioni e più strumenti per affrontare le proprie scelte di crescita. Con questa consapevolezza, centrale nel nostro piano strategico SACE50, rinnoviamo il nostro impegno oggi al fianco di Intesa, Confindustria, Simest e ICE: insieme, rendiamo la forza del sistema una risorsa concreta per le imprese, soprattutto per le PMI, e contribuiamo al raggiungimento degli obiettivi di crescita internazionale dell’Italia”.
Matteo Zoppas, Presidente ICE ha dichiarato: “L’accordo con Intesa Sanpaolo e Confindustria rafforza l’operatività del Sistema Paese che ci vede in prima fila nel promuovere l’export delle imprese nazionali con Sace e Simest nell’ambito della Diplomazia della crescita inaugurata dal ministero degli Esteri. Nel 2025 Ice ha sostenuto nel processo di internazionalizzazione quasi 14.000 piccole e medie imprese con un andamento in crescita nell’anno in corso. Il raccordo con il sistema bancario e in particolare con un istituto fortemente radicato nel territorio come Intesa Sanpaolo fornisce ulteriori strumenti e risorse per mirare all’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni entro il prossimo anno indicato dal Governo”.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Italpress

Rifiuti, Manzi (Ama) “Con Ucronia miglioriamo la qualità dei servizi a Roma”

Pubblicato

-

RIMINI (ITALPRESS) – “Presentiamo lo stato di avanzamento del nostro sistema Ucronia, che è il gemello digitale di Roma Capitale, attraverso il quale noi governiamo la nostra azienda e ci permette di migliorare la qualità dei servizi a disposizione dei cittadini. Con Ucronia abbiamo contezza delle esigenze del territorio e dei cittadini contemporaneamente e abbiamo il controllo di quello che effettivamente viene reso ai cittadini stessi”. Con queste parole Bruno Manzi, Presidente di Ama, sintetizza la svolta tecnologica della Municipalizzata capitolina nel corso di Ecomondo a Rimini. “Stiamo operando per trasformare un’azienda di logistica in un’azienda del ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione e il completamento degli impianti legati al ciclo dei rifiuti differenziati, la parte umido e la parte plastica e carta”, aggiunge Manzi, tracciando la rotta verso la completa autonomia della Capitale, che produce oltre 1,7 milioni di tonnellate di scarti all’anno. “A fine 2026 saranno completati gli impianti e nel 2027 diventeranno operativi permettendo a Roma Capitale, insieme al termovalorizzatore, di gestire la quasi totalità dei rifiuti realizzati a Roma. Il termovalorizzatore ne gestirà 600.000, i quattro impianti ne gestiranno 100.000 l’uno. Questo permetterà alla città di misurarsi sul tema dei rifiuti in modo più concreto e l’obiettivo è non trasferire più rifiuti fuori dal territorio di Roma Capitale”, conclude Manzi.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

Pavia Uno TV by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED - AGENZIA CREATIVAMENTE. Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.