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Il segretariato InCE compie 30 anni, Dal Mas “obiettivo riunificare l’Europa”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Iniziativa centro-europea (InCE) nacque nel 1989 da un’intuizione dell’allora ministro degli Esteri Gianni De Michelis, che insieme ad altri Paesi come Austria, Ungheria e Jugoslavia, all’indomani del crollo del Muro di Berlino si pose il problema di sostenere l’unificazione di un’Europa per troppo tempo divisa. Alcuni anni dopo, nel 1996, fu la volta della fondazione del segretariato esecutivo di quell’Iniziativa, per strutturare ancora meglio il lavoro di un organismo che oggi comprende 17 Paesi, dall’Ucraina a tutto il Centro Europa passando per i Balcani.

Il segretario generale dell’InCE, Franco Dal Mas, spiega in un’intervista all’Agenzia Italpress che il trentennale del segretariato esecutivo sarà celebrato il prossimo 17 marzo a Trieste, ovvero nella città dove si trova la sede ufficiale. “Nato come centro di documentazione e catalogazione, il segretariato esecutivo dell’InCE nel corso degli anni si è strutturato e oggi fornisce supporto ai 17 Paesi che sono membri di questo organismo intergovernativo”, spiega dal Mas.

“Il lavoro che svolge il segretariato va dalla cooperazione regionale ai progetti europei, alle relazioni tra gli Stati. In altre parole, siamo una costante attività multilaterale di dialogo tra l’Europa dell’Est, quindi l’Ucraina, l’Europa centrale e ovviamente i Balcani”, prosegue il segretario generale. L’intuizione “quasi visionaria di Gianni De Michelis”, osserva ancora Dal Mas, voleva accompagnare “un mondo dell’Est che usciva dal periodo della Guerra fredda e incominciava ad affacciarsi al cosiddetto mondo occidentale”.

Nasce riunendo 4 Paesi e si allarga fino a comprenderne 17, tenendo sempre a mente gli obiettivi di un’attività “che vuole la sicurezza, la pace e soprattutto l’integrazione europea”, precisa Dal Mas. “Oggi l’InCE riunisce al suo interno – semplifico brutalmente – tre diverse parti dell’Europa, quindi l’Europa dell’Est, l’Ucraina – che sappiamo sta attraversando le difficoltà di una guerra e di un’aggressione brutale da parte della Russia, e che ha il nostro pieno appoggio ovviamente come InCE, sin dall’inizio del conflitto – poi l’Europa centrale, quindi Ungheria, la parte orientale dei Balcani, ovvero Bulgaria e Romania, che quest’anno detiene la presidenza di turno, e infine i Balcani occidentali”, prosegue Dal Mas.

“Alcuni Paesi sono parte dell’Unione europea, altri non ne fanno parte e noi lavoriamo per facilitare questo processo di integrazione”, aggiunge il segretario generale.

Oggi, dunque, un’organizzazione come l’InCE “serve a tenere insieme quell’Europa, anzi a ‘riunificare, mi conceda il termine. Riunificare un’Europa divisa nel corso del Novecento, forse anche da sempre, ridefinire uno spazio europeo che tenga insieme questi popoli. Noi ci crediamo fermamente, perchè nell’esempio concreto di ogni giorno l’InCE lavora avendo al suo interno Paesi ‘non Uè che stanno entrando, insieme ad altri che sono già entrati come la Slovenia e la Croazia”.

Un’Europa stabile è al centro degli obiettivi, un’Europa fondata su coesione e cooperazione e che va anche oltre le dimensioni dell’attuale Unione europea. “Il Montenegro adesso dice di voler diventare il 28esimo Stato membro nel 2028. Noi ci auguriamo che questo accada, così come sosteniamo che anche un Paese come la Serbia e altri debbano costituire un blocco importante per l’Unione europea”, sottolinea Dal Mas.

L’InCE riveste una funzione importante “attraverso la cooperazione regionale, che significa connettività di reti”, secondo il segretario generale, ma anche “un aiuto concreto, e in questo riveste un ruolo importante l’Italia attraverso le sue dotazioni, ad esempio attraverso il fondo presso la Bers”.

Tornando sui Balcani occidentali e la loro piena integrazione nell’Ue, Dal Mas ricorda che “è una questione che sta particolarmente a cuore al ministro (degli Esteri) Antonio Tajani e su cui è molto impegnato da sempre”. Si tratta di una regione, aggiunge Dal Mas, che “costituisce un pò una pietra angolare di questo processo di integrazione europea”.

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Il 17 marzo a Trieste il trentennale dell’InCE sarà celebrato anche con momenti “di proposta”, dice il segretario generale, “anche con dei panel sulla connettività”. “Siamo nati nel 1989, come abbiamo detto, con un’intuizione lungimirante. Oggi quell’intuizione rivive nel desiderio di ricostruire quello spazio europeo, che rappresenta anche un importante punto di ancoraggio per tutto il mondo”, conclude Dal Mas.

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All’Ismett di Palermo esperti da tutta Italia a confronto sui trapianti cardiaci

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PALERMO (ITALPRESS) – Condividere le competenze e delle esperienze maturate nei diversi centri italiani: è questo l’obiettivo del Consensus Meeting Nazionale promosso dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH), che si è svolto oggi all’Ismett di Palermo e ha riunito i principali esperti italiani del settore. “L’iniziativa è stata promossa dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca che, nell’ambito della complessità della nostra disciplina, riconosce nella trapiantologia cardiaca il massimo livello di complessità: l’interazione tra diverse figure professionali e tra i diversi momenti che caratterizzano la finalizzazione di un trapianto di cuore”, ha detto Michele Pilato, presidente della SICCH. “E’ motivo di orgoglio per noi avere qui a Palermo tutti i rappresentanti dei centri trapiantologici nazionali, che svolgono un lavoro eccellente”. L’Italia, sottolinea Pilato, è tra i Paesi europei con i migliori risultati di sopravvivenza a distanza dopo il trapianto di cuore. “Abbiamo riunito esperti di trapiantologia dell’adulto ed esperti di trapiantologia pediatrica – aggiunge – che si confronteranno per definire protocolli di cura e cercare di uniformare gli standard di trattamento dei pazienti”. Il confronto coinvolge quindi i professionisti dei diversi centri trapianto italiani, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio di esperienze maturate nei singoli centri in un riferimento comune per la pratica clinica. “Oggi è una giornata importante – dice Emanuela Angeli, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica dell’IRCCS di Bologna -. E’ una riunione fortemente voluta dal presidente della SICCH, nella quale affronteremo tutti i temi che riguardano il trapianto. Sono temi trasversali, che riguardano necessariamente sia i pazienti adulti sia quelli pediatrici. E’ quindi fondamentale essere qui tutti insieme e discuterne”.
“L’incontro di oggi è estremamente importante per la condivisione di esperienze e protocolli tra tutti i centri trapianto italiani”, sottolinea Massimo Boffini, della Cardiochirurgia delle Molinette di Torino. “La trapiantologia italiana è sicuramente ai massimi livelli e la condivisione delle esperienze è fondamentale per mantenere l’elevata qualità del programma di trapianto di cuore in Italia”, conclude.
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Tg News 25/9/2026

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione – Carburanti, Federpetroli: Eni fissa un tetto massimo – Teheran propone una tregua agli Stati Uniti – Papa Leone a Parigi tra guerre, IA e fine vita – Omicidio a Torino, scoperto corpo in casa di una professoressa – Da oggi aeroporto Milano Malpensa intitolato a Berlusconi – Addio alla tessera di carta alle prossime elezioni – Sinner salta anche l’Atp 500 di Pechino – “Vite in Campo”, Fiera Milano porta sport e inclusione al carcere di Bollate – Previsioni 3B Meteo 26 Settembre.

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Alemanno “Meloni non ha più il monopolio a destra, noi disponibili al dialogo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo disponibili a parlare con Meloni, ma è lei che fino ad ora si è rifiutata di parlare con noi. Lei non è abituata ad avere degli interlocutori forti. Noi siamo disponibili, ma non siamo disponibili a derogare i nostri principi fondamentali. Meloni fa quasi finta che non esiste Futuro Nazionale perchè non è abituata a confrontarsi con persone da pari a pari, vuole tutti ‘yes men’ attorno e questo è un gravissimo problema. La Meloni si deve rassegnare un’idea, che per la prima volta quando è nata Fratelli d’Italia ha una concorrenza a destra, non è più il monopolio della destra dove può fare il bello e il cattivo tempo e questo la disturba tanto, però ci deve fare pace e deve provare a sedersi al tavolo”. Lo afferma Gianni Alemanno, esponente di Futuro Nazionale, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress. “Il governo Meloni ha molto deluso le persone di destra e non solo, ha promesso molto, ma fondamentalmente non è riuscito a fare tantissimo e non perchè gli uomini di governo siano incapaci, ma perchè è sbagliata l’impostazione ideologica, il progetto; non si può pensare di affermare interesse nazionale italiano continuando fare ‘signor sì’ nell’Unione Europea, nè continuando con questa guerra in Ucraina che a nostro avviso è completamente sbagliata il nuoce agli interessi nazionali – osserva -. C’è bisogno di una rivendicazione forte della nostra identità, inoltre, dobbiamo riprendere la sovranità dell’Italia di fare una politica autonoma rispetto all’Ue e agli Usa, perchè l’Italia può dire molto”. Per fare un eventuale accordo di centrodestra i punti cardine sono sugli esteri che “è la premessa, poi se non mettiamo in discussione il Patto di stabilità in Europa non ci sono le risorse per fare la svolta. Risorse utili per fare il quoziente familiare, l’immigrazione è un altro tema fondamentale, dobbiamo fare seriamente questo contrasto – spiega Alemanno -, addirittura parliamo la remigrazione; inoltre, c’è il tema sicurezza dove bisogna fare molto di più perchè le città sono fuori controllo. Infine, dobbiamo fare in modo che ci sia una tutela sociale che riguardi realmente gli italiani e che rilanci la sanità e i servizi sociali”. Alemanno, poi, parlando delle prossime elezioni politiche evidenzia che “c’è la possibilità che si possano accorciare i tempi, staremo a vedere. Io credo che alla fine sceglierà di andare a scadenza naturale perchè l’ambizione di fare tutta la legislatura piena supera l’orgoglio di fare le cose, per Meloni è più importante la durata che il numero di cose fatte. Noi siamo pronti, siamo in grando di affrontare questa sfida e saremo sicuramente un elemento dinamico, siamo disponibili al dialogo con Meloni, ma deve deve cambiare e deve fare un governo davvero di destra, che dia una svolta a questa nazione. Meloni adesso sta facendo molte cose di fronte a Vannacci – prosegue -, ciò dimostra che la nostra presenza stimola, addirittura l’ha portata a fare l’abolizione del bollo auto. Questo è già un fatto positivo. Poi c’è il decreto Scuola che è un primo passo per evitare le classi solo di islamici, ma non basta. Noi dobbiamo difendere la nostra identità. Per noi contano le idee e il cambiamento, poi per realizzare le idee ci vuole il potere e lo spazio nelle strutture di governo. Futuro Nazionale cresce perchè il centrodestra della Meloni ha messo da parte le idee e ha fatto solo potere; per noi vengono prima le idee e poi vedere il potere di forza. Adesso faccio il semplice militante e sono contento di farlo, credo che bisogna sempre rimettersi in discussione e ricominciare daccapo, voglio ricominciare e dimostrare quello che valgo”, assicura. “Ho fatto un anno e sei mesi di carcere da innocente, la mia vicenda giudiziaria è ora all’esame della Corte di giustizia europea che ha ammesso la causa, quindi spero che almeno a livello europeo si abbia giustizia. Ho passato questo anno e sei mesi con dignità, ho affrontato il problema dell’emergenza carceraria perchè ho visto una situazione assolutamente indecorosa – conclude Alemanno -, bisogna cambiare e fare un carcere che metta in condizioni le persone di trovare una strada per la riabilitazione”.

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